Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Icona della Beata Vergine di San Luca

Bologna, Santuario della Madonna di San Luca, icona
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Colle della Guardia, Santuario della Beata Vergine di San Luca, altare maggiore
Proprietà
ecclesiastica
Autore
ambito bizantino
Cronologia
X - XIII sec.

Descrizione breve

Il dipinto è realizzato con sottili strati di pittura a tempera e foglia d'argento, su tela di lino applicata ad una tavola centrale di pioppo, a cui sono aggiunte due tavole di testa in olmo e castagno. Attorno all'immagine era presente una cornice di circa 4 centimetri, arricchita da un fregio fitomorfo ora leggibile solo ai due lati, particolare che denota un accorciamento della tavola in alto ed in basso.

In base alla classificazione delle icone, nelle quali ogni gesto ed ogni colore hanno un significato ed una precisa codificazione, l'immagine bolognese appartiene al gruppo delle "Odighìtrie", in cui la Vergine è raffigurata a mezzo busto, con il bambino sul braccio in atto benedicente. Secondo la tradizione tali icone sarebbero copiate da un primo dipinto eseguito dalla mano dello stesso Evangelista Luca. Il nome Odighìtria deriverebbe da un'icona della Vergine anticamente conservata a Costantinopoli, nel monastero degli Odeghi (dal greco: coloro che indicano la strada, le guide). Nell'interpretazione cristiana assume il significato di "Colei che indica la via" ovvero "mostra agli uomini il cammino" verso Dio.

Nell'icona bolognese la Madonna indossa una tunica rossa ed un mantello verde scuro listato in rosso, coperto sulle spalle da un leggerissimo velo bianco. I tratti del volto sono allungati, così come le mani, che appaiono sottili e affusolate. Il bambino, con una veste ed un mantello rosso, ha la mano destra alzata, con le due dita protese nell'atto di benedizione, in un gesto particolarmente solenne. Lo sfondo del dipinto presenta un motivo decorativo con piccolissimi triangoli leggermente a rilievo, modellati nella preparazione di gesso sottostante, con la stessa tecnica utilizzata per le due aureole. Recenti indagini radiografiche hanno rivelato l'esistenza di un precedente dipinto, sotto quello oggi visibile, coincidente nella tipologia e nei profili esterni, ma con tratti dei volti più morbidi e rotondeggianti, caratterizzati da un'espressione dolce e sorridente. L'immagine, ad esclusione dei due volti, è attualmente coperta da un prezioso frontale in argento lavorato.

La Madonna di San Luca fu incoronata solennemente nel 1603, sul ponte della Carità, nei pressi del Canale di Reno, per mano del Cardinale Alfonso Paleotti, con una corona d'oro tempestata di gemme. Una seconda incoronazione ebbe luogo il 10 giugno 1857 nella Cattedrale di San Pietro, per mano di Papa Pio IX, che donò la corona. Ancora oggi le due preziose corone decorano l'immagine: quella del 1603 sostiene il pennacchio della fioriera, l'altra è applicata sul frontale. La fioriera, composta da 800 fiori, fu realizzata nel 1761 dalle mani delle suore di San Mattia, che per cinque secoli si occuparono della decorazione della tavola in occasione della sua annuale discesa in città.

NOTIZIE STORICHE

Al di là della leggenda di San Luca, la critica ritiene l'icona bolognese opera italiana del XIII secolo circa, epoca in cui è riscontrabile l'influenza delle icone cosiddette "dei crociati", prodotte dal 1204 a San Giovanni d'Acri, in Terra Santa, e da qui diffuse in Occidente. La scoperta di un dipinto sottostante farebbe anticipare al IX-X secolo la datazione della tavola, ed i caratteri stilistici riscontrati ne avvallerebbero l'origine orientale. A sostegno di tale ipotesi sarebbe l'uso dell'indaco, con cui è dipinto il manto della Vergine: pigmento molto utilizzato in Asia Minore ma poco diffuso in Italia, dove storicamente gli si preferivano l'oltremare e l'azzurrite. La tavola potrebbe quindi essere stata dipinta in ambito bizantino, portata in Italia intorno al periodo di fondazione della prima chiesa sul Colle della Guardia (1192), ed in seguito ridipinta seguendo le linee del precedente modello, ma con caratteri più marcatamente occidentali.

L'origine dell'icona, la leggenda che la vuole dipinta dalla mano dello stesso San Luca, ed il suo miracoloso arrivo al Santuario bolognese, furono narrati nel 1459 da quello stesso Graziolo Accarisi a cui si deve la prima processione in città della sacra immagine. Secondo il suo racconto, un pellegrino greco, Teokis Kmnya, avrebbe portato dalla chiesa di Costantinopoli l'immagine dipinta da San Luca, donandola al vescovo bolognese Gerardo di Ghisa che, a sua volta, l'avrebbe consegnata alle due eremite fondatrici del Santuario sul monte della Guardia, Azzolina e Beatrice Guerzi. Tale leggenda fu ritenuta veritiera per secoli, e contribuì ad accrescere la devozione nei confronti della Madonna di San Luca.

Il trasporto materiale dell'immagine, durante le annuali discese in città, era affidato ai Padri Gesuati di S. Girolamo e S. Eustachio, ordine soppresso nel 1669 da Clemente IX, mentre la Confraternita di Santa Maria della Morte ne aveva la responsabilità durante la sosta e ne organizzava gli spostamenti nelle varie chiese. A partire dal 1629 la Confraternita ebbe anche l'incarico del trasporto dal monte, con precise regole stabilite dalle monache di San Mattia. Solo due volte non fu possibile effettuare la processione, nel 1849 per l'occupazione del colle da parte degli Austriaci, e nel 1944, durante la seconda guerra mondiale. La Madonna di San Luca fu trasportata in città subito dopo la Liberazione, il 22 aprile 1945, dalle truppe polacche che per prime erano entrate a Bologna.

Bibliografia

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo, 1987

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O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (BO), 1995; pg. 30-49

G. GHERARDI, Madonne dipinte, in B. BORGHI (a cura di), Un Passamano per San Luca, Pellegrinaggi protetti solidarietà civiche e realizzazioni architettoniche sulle vie della fede, Bologna 2004; pp. 49-68

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