Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Affreschi di Vittorio Maria Bigari

Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Colle della Guardia, Santuario della Beata Vergine di San Luca, cappella maggiore
Proprietà
ecclesiastica
Autore
Vittorio Maria Bigari (1692 - 1776)
Cronologia
metà XVIII sec.

Descrizione breve

Il primo affresco realizzato da Bigari per il Santuario di San Luca è quello del catino absidale. Il soggetto richiama ed esalta la presenza dell'icona posta nel sottostante altare: la Vergine è rappresentata in atteggiamento analogo, con il Bambino in braccio, fra cori di angeli musicanti. La scena coglie il momento in cui un angelo, sollevando un drappo purpureo in un gesto altamente scenografico, disvela la visione divina all'Evangelista Luca, che cerca di fissarla sulla tela, dando vita a quella che, secondo la leggenda, sarebbe diventata la sacra icona custodita nella chiesa sul colle. Nella parte superiore dell'affresco domina la figura di Dio Padre, che osserva il lavoro dell'Evangelista quasi a volerne approvare l'opera.

Nell'affresco della cupola della cappella maggiore è celebrato il trionfo della Vergine Assunta, che una cerchia di angeli solleva e conduce verso la Trinità, in un alone di luce divina. Le dimensioni della cupola consentono al pittore una duplice articolazione spaziale. Nella parte centrale, al movimento di Maria, con le braccia aperte e protese, fa da contrappunto il gruppo della Trinità: il Padre nell'atto di porgerle la corona, il Figlio e, al centro, la colomba dello Spirito Santo. Una fascia, nella zona perimetrale, è affrescata con figure di Santi e Patroni della città di Bologna, che osservano la scena. Nell'insieme spiccano alcuni edifici e monumenti cittadini, fra cui le torri e la Porta Saragozza, punto di arrivo della tradizionale processione mariana. Scene tratte dai Misteri del Rosario completano la fascia più bassa della volta, dipinte in forma di bassorilievi entro una finta balaustra sorretta da mensole e putti. L'effetto d'insieme è dominato dall'atmosfera rarefatta del cielo, vuoto, riempito solamente dalla luce che s'irradia dal centro della cupola e tutto avvolge. I colori stessi, da vivi e terreni nella prima fascia, si fanno sempre più tenui e sfumati, quasi trasfigurati nella luce, come le figure che in essa sembrano dissolversi fra le nubi. Nei quattro pennacchi sottostanti, figure di putti alludono allegoricamente ai benefici dell'intercessione e protezione della Vergine che scongiura tempeste, incendi e alluvioni, garantendo abbondanza e fertilità alla terra.

Vittorio Maria Bigari (1692 - 1776), coetaneo di Tiepolo, con cui collaborò durante un soggiorno a Milano nel 1731 e da cui forse derivò una raffinata sensibilità per il dato luministico, fu uno dei protagonisti della pittura bolognese del Settecento, interprete di quel gusto definito "barocchetto" che si rifaceva a modelli cinquecenteschi nella ricerca di grazia ed eleganza compositiva. Estremamente attivo nella scena bolognese con numerose commissioni private ed ecclesiastiche, è spesso affiancato dall'opera dello scultore Angelo Gabriello Piò, con cui si trova in perfetta consonanza stilistica. Il lavoro per il Santuario di San Luca fu il suo ultimo impegno pubblico e si svolse tra il 1750 ed il 1758, con l'affresco del catino absidale, e tra il 1756 ed il 1764, con la decorazione della volta della cappella maggiore.

Bibliografia

R. ROLI, La pittura e la scultura nel santuario, in M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 219-231

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter