Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Arco del Meloncello

Arco del Meloncello
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Via Saragozza
Proprietà
Ente locale: Comune di Bologna
Informazioni turistiche
liberamente accessibile
Autore
Carlo Francesco Dotti (1670 - 1759)
Cronologia
prima metà XVIII secolo

Descrizione breve

L'Arco del Meloncello costituisce un'originale quinta scenografica di gusto barocco ed allo stesso tempo una soluzione estremamente funzionale al problema del congiungimento dei due tratti di portico, quello in pianura e quello che sale al santuario. La struttura mostra la grande abilità dell'architetto Carlo Francesco Dotti di adeguarsi ad un contesto preesistente, risolvendone le connesse esigenze urbanistiche.

L'Arco è costituito da un sovrappasso per i pellegrini, sostenuto da un basamento con archi ribassati finiti a bugnato, attraverso i quali il traffico pedonale e veicolare di via Saragozza può scorrere indisturbato. Il loggiato sovrastante si ricollega, stilisticamente e morfologicamente, al portico con cui è raccordato. Particolare risalto è dato alla tribuna centrale, che presenta un fornice inquadrato da un ordine gigante di colonne ioniche, affiancate da lesene, che riprendono il motivo a bugnato della base sottostante. Al centro della trabeazione campeggia lo stemma in rame della famiglia Monti Bendini, dipinto anche altre quattro volte all'interno della loggia, a dimostrazione del grande impegno economico, che questa dimostrò nella costruzione del portico di San Luca e, nella fattispecie, dell'Arco del Meloncello. Se la prima parte della tribuna centrale, conclusa con un timpano triangolare in leggero aggetto, sembra rifarsi al modello dell'Arco Bonaccorsi che si erge all'inizio del portico, di fronte a Porta Saragozza, il sovrastante fastigio con un secondo timpano curvilineo sorretto da mensole giganti e coronato da un vaso con fiamma, potrebbe essere una rivisitazione dovuta alla mano di Francesco Bibiena.

NOTIZIE STORICHE

Durante la costruzione del portico di San Luca, il problema del collegamento tra la fine del tratto in piano e l'inizio di quello collinare era rimasto in sospeso. Nel 1714 venne indetto un concorso per la presentazione di progetti: quello dell'architetto Carlo Francesco Dotti, pur essendo meno solenne degli altri, era l'unico a prevedere un sovrappasso che scavalcasse la Via Saragozza, in modo che il flusso dei pellegrini diretti al Santuario non ne intralciasse il transito. Tale soluzione planimetrica, del tutto inedita nel panorama bolognese, risultava in perfetta sintonia con il contesto urbano e nel pieno rispetto della continuità stilistica del portico già realizzato.

Nel 1718 l'architetto venne invitato a presentare un nuovo progetto, che prevedesse anche la realizzazione di una rimessa per le carrozze di chi avrebbe poi proseguito a piedi, fino a San Luca. I nuovi disegni mostrano una maggiore ricercatezza decorativa nella tribuna superiore, prevista sia come luogo per benedizioni che per accogliere lapidi ed iscrizioni a ricordo dei committenti. In questi aspetti maggiormente celebrativi e di rappresentanza, sembra che Dotti abbia seguito i suggerimenti del marchese Francesco Monti Bendini che, secondo la critica, potrebbe aver coinvolto nel progetto l'architetto Francesco Bibiena, da cui deriverebbe l'impronta scenografica dell'Arco, costruito tra il 1721 ed il 1732.

L'Arco del Meloncello fu rialzato di qualche metro nei primi anni del XX secolo, su progetto di Tito Azzolini, direttore dell'Ufficio Regionale dei Monumenti dell'Emilia per la Società dei Tramvai, per consentire il passaggio del tram elettrico che aveva sostituito il vaporino, sulla linea Bologna-Casalecchio.

Bibliografia

A. M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del ‘700, Bologna 1969

M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993

G. GRESLERI, P. G. MASSARETTI (a cura di), Norma e arbitrio, architetti e ingegneri a Bologna 1850-1950, Venezia 2001

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