Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Madonna della Pace

Madonna della Pace
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Santuario di Santa Maria del Baraccano
Proprietà
ecclesiastica
Autore
Francesco del Cossa (1436 - 477/78)
Cronologia
1472

Descrizione breve

L'affresco originario risale alla seconda metà del XIV secolo, ed è ritenuto opera del pittore bolognese Lippo di Dalmasio, detto anche Lippo delle Madonne (documentato dal 1375 al 1410), alla cui mano sarebbero riconducibili, sotto la ridipintura tardo-quattrocentesca, i due volti della Madonna e del bambino.

L'affresco venne infatti completamente ridipinto nel 1472, su incarico di Giovanni II Bentivoglio, dal pittore ferrarese Francesco del Cossa (1436 - 1477/78), che all'epoca risiedeva nel borgo di Santo Stefano. Sarebbero stati aggiunti in tale occasione i due angeli che sorreggono un candelabro ai lati della scena, l'elegante architettura dipinta che inquadra le due figure centrali ed arricchisce il paesaggio sullo sfondo, e le due figure inginocchiate in basso, in cui si riconoscono Giovanni II Bentivoglio, a sinistra, e l'anziana Maria Vinciguerra, raffigurata a destra con quattro cardellini.

L'affresco misura complessivamente 3 x 2 metri, ed è incorniciato da belle decorazioni marmoree, attribuite alla scultrice bolognese Properzia de' Rossi (1491 - 1530).

NOTIZIE STORICHE

L'origine della chiesa di Santa Maria del Baraccano è legata, come in molti altri casi, all'esistenza di una Madonna dipinta sulle mura. In questo caso l'immagine si trovava in corrispondenza di un "barbacane", un piccolo torrione sporgente, dove all'inizio del XV secolo venne costruita una cappella. L'affresco, per la sua particolare posizione, si trovò spesso coinvolto negli assedi della città, tanto che inizialmente era noto come "Madonna della Guerra".

Tra storia e leggenda si colloca il racconto che vede l'immagine dipinta legata alla figura di una donna, tale Maria Vinciguerra, che nel 1402 vi si recava in preghiera. Sospettata dai Bentivoglio di nascondere, sotto la pia devozione, uscite furtive dalle mura per fornire informazioni ad una spia nemica, la donna fu incarcerata e l'affresco nascosto sotto un muro, che chiuse il torresotto.

Il muro tuttavia cedette, per ben due volte, fatto ritenuto miracoloso e che servì a scagionare la donna dai sospetti di spionaggio. Un altro episodio risale al 1404 ed ha come protagonisti due soldati, in lite per debiti di gioco, che bestemmiavano di fronte all'immagine. Il perdente, colto dall'ira, sparò un colpo di archibugio al petto della Madonna, che lacrimò e versò sangue. Uno dei due soldati immediatamente cadde a terra fulminato, mentre l'altro fu colto da morte improvvisa subito dopo l'arresto. L'episodio suscitò enorme impressione in città: vennero indette pubbliche preghiere e pellegrinaggi penitenziali. Insieme al prodigio del 1512, ricordato nelle iscrizioni ai lati dell'ingresso, quando l'immagine rimase illesa nonostante la rovina del muro, minato dalle truppe spagnole al soldo del pontefice, questi avvenimenti accrebbero notevolmente la fama e la venerazione per la Madonna del Baraccano, che iniziò ad essere chiamata "Madonna della Pace". A questa immagine ancora oggi gli sposi si recano in pellegrinaggio, subito dopo il matrimonio, per implorare la pace sulla famiglia appena costituita.

Al di là della verosimiglianza di questi racconti, da essi traspare uno spaccato della vita che si svolgeva ai margini della città, intorno all'antica cerchia delle mura, in un'area pressoché priva di abitazioni, occupata unicamente da terrapieni ed orti, frequentata nelle ore notturne da soldati, contrabbandieri, spie, briganti e giocatori d'azzardo. E' proprio in questo territorio di confine che, tra XIV e XVI secolo, sorsero chiese e cappelle lungo l'intero perimetro delle mura, spesso gestite da Compagnie e Confraternite facenti capo ai rispettivi borghi e quartieri, che coniugavano alle finalità religioso-devozionali quelle di controllo e vigilanza sugli accessi alla città.

Bibliografia

I. B. SUPINO, L'arte nelle chiese di Bologna, Bologna 1932-1938

M. FANTI, S. Maria del Baraccano, in G. Roversi, Le mura perdute, Casalecchio di Reno 1985; pg. 104

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pp. 58-67

P. FOSCHI, F. GIORDANO, Il Conservatorio del Baraccano: la storia e i restauri, Bologna 2002

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