Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Ex conservatorio delle putte del Baraccano

Bologna, Ex Conservatorio del Baraccano, voltone e portico
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Via Santo Stefano, 119
Proprietà
Ente locale: Comune di Bologna
Informazioni turistiche
l’antica Chiesa delle Putte è attualmente sede del centro civico quartiere Santo Stefano
Cronologia
XV - XIX secolo

Descrizione breve

Il Conservatorio del Baraccano affaccia su via Santo Stefano, con un lungo portico concluso da un alto voltone quattrocentesco che inquadra, in prospettiva disassata, la facciata del retrostante, omonimo Santuario. Dietro il fronte omogeneo del portico, la complessità dell'edificio denota lo sviluppo dell'originario nucleo del XV secolo, con ampliamenti successivi ed annessioni di nuovi corpi di fabbrica, nel corso dei secoli. L'edificio, oggi in parte smembrato in abitazioni private, comprendeva un grande dormitorio da 98 letti al primo piano, spazi comuni destinati alle attività educative ed artigianali, locali di servizio come infermerie e lavanderie, diversi cortili interni con orti e giardini, una piccola chiesa utilizzata dalle giovani nota come "Chiesa delle Putte", e l'antico oratorio in cui si riuniva la Compagnia della Madonna del Baraccano. L'insieme arrivò perfino ad inglobare uno stretto vicolo di origine medievale che, fino al XVIII secolo, collegava Via Santo Stefano con la piazza del Santuario.

Prima dei rifacimenti del 1836, la facciata al di sopra del portico appariva dipinta con finte architetture, realizzate dal pittore Mauro Tesi (1730 - 1766) nella seconda metà del XVIII secolo, tracce delle quali sono state recuperate nel 1975 e trasferite su tela.

Le arcate del portico sono in muratura, con capitelli ed elementi decorativi in arenaria. I capitelli, ispirati ad uno stile composito rinascimentale, hanno forme diverse, con motivi geometrici e vegetali. In alcuni compare, sorretto da putti, lo stemma dei Bentivoglio, promotori della costruzione nel 1491. Il voltone venne restaurato nel 1779 ed arricchito da un arco trionfale con timpano curvilineo al cui centro campeggia un bassorilievo di Madonna con Bambino, opera di Giovanni Lipparini.

Gli affreschi dell'oratorio risalenti al XV e XVI secolo sono stati quasi completamente coperti e cancellati dalle trasformazioni e dalle ridipinture ornamentali di gusto neoclassico, operate contestualmente all'intervento di Angelo Venturoli, nel 1810.

Recenti restauri hanno riportato alla luce alcune tracce dell'originario ciclo di episodi della vita di Maria, affrescato nelle lunette della volta, quale esempio di virtù per la catechesi delle fanciulle. All'interno dell'oratorio sono visibili anche un affresco con tre scene della Passione di Cristo: Salita al Calvario, Crocifissione e Deposizione, attribuite a Giovanni Battista Ramenghi detto il Bagnacavallo junior (1521 - 1601); la pala dell'abside con la Beata Vergine in Gloria e i Santi protettori di Bologna, attribuita ad Ercole Banci (prima metà XVI secolo), in cui è presente un'interessante raffigurazione della città entro le mura; una Annunciazione sull'arco trionfale che inquadra l'abside, con l'Angelo annunziante e la Vergine annunziata ai due lati, e la figura di Dio Padre che domina l'insieme, al centro della volta.

NOTIZIE STORICHE

Della presenza di un ricovero porticato per accogliere i pellegrini, accanto alla chiesa della Madonna del Baraccano, si hanno notizie già nel 1416. Il ricovero era gestito dall'omonima Compagnia spirituale, tra i cui compiti principali vi erano quelli caritativi ed assistenziali nei confronti di vecchi, orfani e viandanti. I confratelli, con a capo Giovanni II Bentivoglio, si riunivano in un oratorio del 1438 situato nei pressi del Santuario, ricco di pregevoli opere d'arte. Esso però risultò ben presto insufficiente e tra il 1491 ed il 1497 venne ricostruito ed ampliato, con denaro proveniente da donazioni pubbliche e private, e anche grazie alla vendita dei preziosi ex voto donati al Santuario dai Bentivoglio, dagli Estensi e dai Visconti.

Dal 1553, con il nome di Conservatorio delle Putte del Baraccano, l'istituzione si occupò principalmente dell'accoglienza di bambine e ragazze nubili, molte delle quali rimaste orfane inseguito alla terribile epidemia di peste del 1527. Il profondo legame con la devozione alla Vergine si concretizzava nel compito di salvaguardare e preservare la purezza delle giovani accolte, cui l'esempio mariano era posto come modello di virtù.

Il Conservatorio era insieme un'istituzione di assistenza e di previdenza, che accoglieva, educava e metteva a frutto le capacità domestiche ed artigianali delle ragazze orfane, per assicurare loro una dote ed un futuro inserimento sociale. Fino a quando la produzione ed il commercio della seta furono uno dei settori trainanti dell'economia bolognese, i veli, i pizzi ed i merletti realizzati dalle giovani del Baraccano furono ricercati beni di mercato. Nel XIX secolo la produzione artigianale del Conservatorio passò alla tessitura della canapa, mentre i pizzi ed i merletti si ispirarono al nuovo gusto decorativo dettato dalla Aemilia Ars.

Nel 1746 le ragazze del Conservatorio realizzarono il prezioso baldacchino per la processione della Madonna di San Luca, su disegno degli scultori Nicola e Ottavio Toselli. La Compagnia spirituale del Baraccano venne sciolta il 27 luglio 1798 con l'arrivo dei francesi, ma il Conservatorio delle Putte, data l'importante funzione sociale che svolgeva, venne mantenuto.

Dopo i restauri affidati all'architetto Angelo Venturoli (1749 - 1821), l'edificio arrivò a poter ospitare un centinaio di ragazze. I lavori, che si protrassero dal 1812 al 1837, interessarono l'intero complesso e compresero la costruzione, nel 1817, dello scalone principale e la copertura degli antichi affreschi dell'oratorio con altri di gusto neoclassico.

Il Conservatorio del Baraccano continuò la propria attività fino alla metà del XX secolo, quando scomparvero le istituzioni ecclesiastiche di assistenza e beneficenza, ed i loro compiti vennero assunti dallo Stato. Il complesso architettonico fu acquistato dal Comune di Bologna, che nel 2002 ne promosse un restauro complessivo.

Bibliografia

I. B. SUPINO, L'arte nelle chiese di Bologna, Bologna 1932-1938

M. FANTI, S. Maria del Baraccano, in G. Roversi, Le mura perdute, Casalecchio di Reno 1985; pg. 104

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pp. 58-67

P. FOSCHI, F. GIORDANO, Il Conservatorio del Baraccano: la storia e i restauri, Bologna 2002

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