Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

06a - Oratorio di San Rocco

Oratorio di San Rocco
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Via Calari, 4
Cronologia
XVII secolo
Copyright immagine
Archivio fotografico della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico di Bologna

Descrizione breve

L'oratorio è a pianta rettangolare, con l'altare inquadrato da un arco a serliana con colonne scanalate. Del pittore Giovanni Francesco Gessi (1588 - 1649) erano le due tele con l'Annunciazione, sull'arco della cappella, di cui rimane solo la figura dell'Arcangelo Gabriele. La cinquecentesca pala di San Rocco, sull'altare, è attribuita a Giacomo Raibolini detto il Francia (1486 - 1557)

Il ciclo pittorico, anche se realizzato da diversi artisti, mostra una concezione unitaria riscontrabile nella ripartizione delle pareti e del soffitto tramite un'elegante quadratura, opera di Girolamo Curti detto il Dentone (1575-1632), che dipinse una finta loggia di colonne in marmo che sembrano sostenere il soffitto a cassettoni. I riquadri che ne risultano sono affrescati con le scene della vita e dei miracoli del Santo cui è intitolato l'oratorio. Ogni dipinto è opera di un diverso artista dell'Accademia degli Incamminati fondata dai Carracci, in particolare: Francesco Barbieri detto il Guercino (1591 - 1666) dipinse San Rocco imprigionato; mentre il San Rocco trovato morto è di Giovanni Francesco Gessi (1588 - 1649), e San Rocco ritrovato dal Marchese Gottardo è di Giacomo Cavedoni (1577 - 1660).

Il soffitto, suddiviso in diciotto riquadri da una ricca cassettonatura dipinta a motivi geometrici, è composto da sfondati prospettici quadrati o esagonali, attraverso i quali si offrono ritagli di cielo in cui sono dipinte le figure allegoriche delle Virtù, i Santi patroni di Bologna, i dottori della Chiesa d'Occidente e gli Evangelisti, opere di Angelo Michele Colonna (1600 - 1687), Giovanni Gessi e Giacomo Cavedoni, Domenico Canuti (1625 - 1684), Lucio Massari (1569 - 1633) e Luigi Valesio (1605 - 1655).

NOTIZIE STORICHE:

Costruito nel 1614 sopra la chiesa della Compagnia di Santa Maria della Pietà e di San Rocco, e a questa collegato da tre rampe di scale, l'oratorio era destinato esclusivamente ai confratelli, che qui si riunivano in preghiera e per dedicarsi alle pratiche penitenziali previste dal loro statuto, che comprendevano una forma di autoflagellazione, comunitaria e al buio, simile a quella della Confraternita dei Battuti.

La ricchezza ed il prestigio raggiunti dalla Compagnia bolognese di San Rocco del Pratello, composta in gran parte da artigiani della seta ai quali, fino al 1676, era posto il divieto di riunirsi in società, sono testimoniati dall'apparato decorativo dell'oratorio, eseguito a partire dal 1626 da alcuni dei più noti artisti all'epoca attivi a Bologna. La facciata venne ultimata nel 1661 su progetto degli architetti Pietro Fiorini (1539 - 1614/22) e Floriano Ambrosini (1557 - 1621). Nel XVIII secolo l'oratorio venne rimodernato con i banchi lignei tuttora presenti, ed il pittore bolognese Pietro Scandellari (m. 1789) eseguì la nuova decorazione della cappella maggiore.

La Compagnia di San Rocco fu soppressa nel 1798, ed i suoi beni confiscati. L'oratorio rimase inutilizzato, a differenza della sottostante chiesa che fu adattata a camera mortuaria, utilizzo che permise di salvaguardarne l'aspetto originario. Danneggiato durante i bombardamenti aerei nel 1944 e restaurato nel 1954, è stato recentemente recuperato e riaperto, insieme alla chiesa.

Bibliografia

FULGIDO BARALDI, La chiesa e l'oratorio di San Rocco, Bologna 1975

La chiesa di S. Maria e S. Valentino della Grada e l'Oratorio di S. Rocco in Bologna, Bologna, 1980

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