Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Torregiani Alfonso: cappella Aldrovandi della basilica di San Petronio

Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Piazza Maggiore
Autore
Alfonso Torreggiani (1682-1764)
Cronologia
1742-1750

Descrizione breve

Dall'elenco di Alfonso Torreggiani, 1756*: "La grandiosa Cappella tutta rimessa di marmi preciosi di S.Petronio, erretta dala ben chiara memoria dell'Eminentissimo signor Cardinale Aldrovandi, quale puol dirsi componete trè grandi Altari, cioè l'altare con frontale di bronzo dorato, Deposito fatto di nuovo, e Memoria in faccia, senza poi la ricca ferriata, che importò scudi romani 3.600: la quale Cappella fu principiata nell'anno 1743 e restò terminata nell'anno 1750".

Appartenuta alla famiglia Cospi, la cappella fu acquistata nel 1725 da Pompeo Aldrovandi (1668-1742), cardinale di Bologna dal 1734, per predisporvi il proprio sepolcro. Egli incaricò al tal fine l'architetto Francesco Maria Angelini (1680-1731), già attivo per gli Aldrovandi insieme ad Alfonso Torreggiani nel cantiere del palazzo di famiglia in via Galliera, oggi più noto come palazzo Montanari. Angelini progettò l'altare e, nel 1730, fece collocare in una nicchia della parete destra la statua adagiata del cardinale eseguita a Roma da Camillo Rusconi (1658-1728) e completata dal persicetano Angelo Piò (1690-1770) che ne modellò la testa. Nel 1731 i pittori Vittorio Bigari (1692-1776) e Stefano Orlandi (1681-1760) eseguirono la decorazione della volta, successivamente arricchita ad opera di Torreggiani con bizzarri modiglioni fra fasci e fogliami.

In quello stesso anno, l'architetto Angelini morì e i lavori si fermarono per circa un decennio. Ripresero nel 1742, quando sembrava ormai certo che la reliquia del Capo di San Petronio, conservato insieme al corpo nella chiesa di Santo Stefano e ‘prestato' ogni anno dietro compenso alla Fabbrica di San Petronio per la festa patronale, il 4 ottobre, sarebbe stata donata alla basilica civica per volontà del papa Benedetto XIV, il bolognese cardinale Prospero Lambertini (1675-1758), che pensava in tal modo di migliorare i tesi rapporti tra la Curia romana e il Senato bolognese.

La reliquia, custodita in un reliquiario commissionato dallo stesso Benedetto XIV all'argentiere romano Francesco Giardoni (1692-1757), sarebbe dovuta essere collocata all'interno della cappella Aldrovandi.

Il cardinale Pompeo Aldrovandi, consapevole del prestigio e dei benefici che l'operazione avrebbe portato a se stesso e alla sua famiglia, si impegnò a completare la cappella nel modo più sontuoso e chiamò per questo Alfonso Torreggiani, indicandogli i più grandi esempi dell'architettura barocca.

In un opuscolo dal titolo Descrizione di una cappella nella per insigne Basilica di San Petronio, scritto probabilmente dal frate cappuccino Bernardo Toselli e stampato a Bologna nel 1746, sono riportati in dettaglio gli interventi effettuati e sono citati tutti gli artisti e gli artigiani che presero parte ai lavori.

Torreggiani iniziò l'opera nei primi mesi del 1742, ispirandosi al barocco romano per soddisfare le esigenze di sfarzo del committente e preparando con estrema cura e precisione i progetti, sia per la parte architettonica che per l'apparato decorativo, fino a disegnare il motivo del pavimento e le lampade d'argento. Gran parte degli elaborati eseguiti tra il 30 aprile 1743 e il 28 gennaio 1750 sono completati da liste di appunti ed annotazioni sui compensi richiesti. Tre di questi disegni, conservati presso l'Archivio di Stato di Bologna, riportano la sistemazione delle tre pareti della cappella descritte nei minimi particolari. Nella parete sinistra, dove era una lapide circondata da decorazioni di Stefano Orlandi, l'architetto intervenne nel 1744 incorniciando l'iscrizione con un'edicola su colonne che ricorda una analoga soluzione adottata nella cattedrale di San Pietro. Nello stesso anno, nella parete destra dove si trovava la statua dell'Aldrovandi, creò una nuova base con specchiature marmoree e incorniciò la nicchia.

Nella parete di fondo collocò l'altare, sopraelevato da tre gradini dallo stesso andamento concavo-convesso della mensa superiore che sorregge il reliquiario.

In alto, arricchì il frontone, spezzato e accartocciato, con statue in legno rappresentanti la Religione e la Sapienza uscite dalla bottega di Ottavio (1695-1777) e Nicola Toselli (1706-82), autori anche degli ornamenti in marmo e dei bassorilievi in stucco finto bronzo della parte alta del vano.

Infine disegnò l'elaborato cancello che chiude la cappella, commissionato nel 1749 a Francesco Tibaldi e a Giovan Francesco Fontana (1668-1708).

Lo sfarzoso risultato ottenuto con l'impiego diffuso di marmi pregati e ori plasmati in forme rococò, suscitò qualche giudizio negativo in chi, come Giampietro Zanotti (1674-1765), pittore e storico dell'Accademia Clementina di Bologna, rimaneva legato al più sobrio barocco della tradizione locale. L'alto valore dell'opera fu tuttavia subito riconosciuto da tutta la letteratura artistica già nel corso del Settecento.

La cappella Aldrovandi è stata recentemente sottoposta ad un restauro globale e dal 2000 ospita anche il corpo del santo Patrono, definitivamente traslato in San Petronio dalla chiesa di Santo Stefano.

Bibliografia

* Indicazioni delle cose notabili di Budrio, in " Almanacco statistico bolognese", a. 7, Bologna 1836; la nota n. 71 è preceduta dalla seguente precisazione: Nota delle Architetture di Alfonso Torreggiani Bolognese, trascritta da lui medesimo, e copiata da un manoscritto di Domenico Maria Galeati. L'elenco delle opere è pubblicato in A.M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del Settecento, Bologna 1969, pp. 54-58

A. FORATTI, Alfonso Torreggiani (1682-1764), in "Bologna" n. 5, XIII, Bologna 1935, p. 12

M. FANTI, Contributi per Carlo Francesco Dotti e Alfonso Torreggiani: spigolature d'archivio per la storia dell'arte a Bologna, in "Il Carrobbio", Parma, 1981

M. FANTI, La cappella di San Petronio e il suo restauro, Bologna 2002

A.M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del Settecento, Bologna 1969

F. MONTEFUSCO BIGNOZZI, Opere dal Barocco al Neoclassico. Il complesso decorativo della cappella Aldrovandi, in "La basilica di San Petronio in Bologna", II v., Bologna 2003, pp. 122-134

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