Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Torreggiani Alfonso: palazzo Aldrovandi Montanari

Bologna, Palazzo Aldrovandi Montanari, particolare della facciata
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Ubicazione/Indirizzo
Via Galliera 8
Proprietà
privata
Autore
Alfonso Torreggiani (1682-1764)
Cronologia
1744-1752

Descrizione breve

 

Dall'elenco di Alfonso Torreggiani, 1756*: " La Facciata di marmo della chiara memoria dell'Eminentissimo signor Cardinale Aldrovandi con Appartamenti nobili, Galerie delle Statue di marmo, e il gran pavimento e porte di marmo preciosi nella Galleria grande delle pitture, mancante ancora della scalinata in faccia di marmo con statue et altro principiatasi il tutto da me nell'anno 1744, sino all'anno 1752".

 

Nel 1741 il cardinale Pompeo Aldrovandi incaricò Alfonso Torreggiani di portare a termine il palazzo di famiglia, i cui lavori si erano interrotti alla morte dell'architetto Francesco Maria Angelini, nel 1731. Un disegno conservato presso l'archivio della famiglia Montanari mostra il progetto che Torreggiani avrebbe voluto realizzare per la facciata improntato su modelli romani in stile rococò e con ricco portale centrale.

Egli dovette confrontarsi con lo stato di avanzamento del cantiere, dove il basamento e il pianterreno erano già stati in parte costruiti. Modificò perciò l'idea originaria e collocò il portale in posizione disassata, con sette finestre a destra e cinque a sinistra - la visione prospettica da strada confonde l'asimmetria - ponendolo in correlazione con le logge del cortile interno, lungo un asse che conduce fino al giardino all'italiana, posto nel retro.

La facciata di palazzo Aldrovandi, oggi Montanari, è considerata il più significativo esempio bolognese di architettura del Settecento in cui la fantasia vivace del Torreggiani, sempre attento a creare nuovi e preziosi ornamenti, emerge in maniera inconfondibile.

Le linee rococò delle varie cornici, dall'andamento sinuoso e lento - volute rocaille - realizzate con la stessa pietra d'Istria utilizzata nella vicina cattedrale di San Pietro dove Torreggiani era contemporaneamente impegnato, spiccano sulla rossa cortina laterizia rifinita da sagramatura.

Paraste bugnate evidenziano il corpo di accesso dell'edificio, limitato da angoli bugnati; il portale, affiancato da semicolonne corinzie addossate a pilastri, è sormontato da un balcone con balaustra curva.

Le finestre sono concluse da coronamenti a timpano realizzati in più varianti: semplici e curvilinei quelli del terzo piano; sintesi di soluzioni proprie di Bernini, di Borromini e di Rainaldi quelli del primo e del secondo piano; le piccole aperture all'ultimo piano ricalcano invece modelli bolognesi. Al pianterreno le finestre sono protette da inferriate riccamente elaborate che appoggiano su ingegnose mensole agganciate alla muratura.

Il frontone triangolare che corona la parte centrale del prospetto, evidenziata da paraste bugnate, è una citazione classica forse inserita da Torreggiani con l'intenzione di attenuare l'eccessiva inventiva delle decorazioni.

 

 

 

A Torreggiani è stato anche attribuito lo scalone del palazzo, per molto tempo ritenuto opera di Angelini: esso si sviluppa con due rampe ed è contiguo al salone di rappresentanza del piano nobile, destinato ai ricevimenti ufficiali.

In corrispondenza degli ammezzati le pareti esterne sono ‘sfondate' seguendo la prassi scenografica introdotta dai Bibiena. Sul vano scala, a imitazione dei palchi che si aprono su di una scena teatrale, si affacciano porte e finestre: lo spazio dello scalone era spesso utilizzato per le cerimonie delle nomine degli Anziani e del Gonfaloniere, cui partecipava tutta la popolazione. Attento alla razionalità degli spazi, Torreggiani non introduce nell'interno del palazzo soluzioni originali, come se in situazioni libere da vincoli egli non sapesse operare al meglio della sua inventiva.

Bibliografia

 

* Indicazioni delle cose notabili di Budrio, in " Almanacco statistico bolognese", a. 7, Bologna 1836, nota n. 71 preceduta dalla seguente precisazione: Nota delle Architetture di Alfonso Torreggiani Bolognese, trascritta da lui medesimo, e copiata da un manoscritto di Domenico Maria Galeati, e pubblicato in A.M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del Settecento, Bologna 1969, pp. 54-58

 

A. FORATTI, Alfonso Torreggiani (1682-1764), in "Bologna" n. 5, XIII, Bologna 1935, pp. 14-15

A. M. MATTEUCCI, L'architettura del Settecento, in "Storia dell'arte italiana", Torino 1988

A. M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del Settecento, Bologna, 1969, pp. 58

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