Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

02 - Portico di San Luca

di Annalisa Sabattini
Bologna, portico di San Luca, tratto collinare
Bologna, portico di San Luca, tratto lungo via Saragozza Bologna, portico di San Luca, tratto collinare Bologna, portico di San Luca, prima cappella dei Misteri del Rosario Bologna, portico di San Luca, affreschi delle lunette
Tipo
portico
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

È il più lungo portico di Bologna (3,796 km), composto da 666 arcate che collegano la città alla basilica di San Luca. Fu costruito tra il 1674 e il 1721, con il contributo dell'intera cittadinanza. Il progetto di C. Saccenti e G. G. Monti venne concluso da C. F. Dotti, che progettò anche l'Arco del Meloncello. Il percorso è scandito dalle 15 cappelle dei Misteri del Rosario, e molte lunette recano stemmi e iscrizioni di famiglie e confraternite che parteciparono alla costruzione o al restauro.

Ubicazione/Come arrivare

da Via Saragozza al Santuario della Beata Vergine di San Luca

Informazioni Turistiche

liberamente accessibile

Descrizione

Il lungo portico che si snoda dalla città alle pendici del Colle della Guardia, salendo fino alla chiesa di San Luca, è il risultato dell'impegno economico e del lavoro dell'intera collettività, e ben rappresenta il legame esistente fra Bologna e il suo Santuario. Il tratto in pianura, che va dall'Arco Bonaccorsi, all'inizio di via Saragozza, fino a quello del Meloncello, è composto da 316 arcate ed è lungo 1,52 Km. Il tratto collinare, dal Meloncello al Santuario, è composto da 350 arcate, fra cui 15 cappelle con i Misteri del Rosario poste a cadenza regolare (circa ogni 20 a archi), ed è lungo 2,276 Km. In totale il portico di San Luca, il più lungo di Bologna, è composto da 666 arcate e lungo 3,796 Km.

Il sistema adottato per la sua costruzione è sostanzialmente impostato sulla ripetizione di un modulo base per ogni arcata. Nel percorso urbano, l'arco è sorretto da una coppia di pilastri che nella parte in salita, un continuo susseguirsi di piani inclinati e gradini variamente cadenzati per seguire il pendio, sono sostituiti da un tratto di muro continuo con una leggera specchiatura. Il portico diviene così quasi una galleria aperta, che consente di cogliere ora la città ora il paesaggio collinare, nascondendo sempre alla vista la meta finale della chiesa.

I muri sono spessi 44,3 cm e alti 3,80 m. La copertura consiste in una semplice volta a crociera realizzata con mattoni posti di piatto; la pavimentazione originale è stata sostituita nel 1877 con blocchi in pietra di Lucerna, molto resistente all'usura. La struttura è interamente in laterizio. In arenaria sono realizzati solo gli elementi che, per difficoltà o finezza di esecuzione, non era possibile ottenere in muratura, come i capitelli e le volute. Dalle pareti di fondo dovevano discostarsi cromaticamente gli elementi architettonici: pilastri, contropilastri, cornici ed archi. Per ottenere questo effetto si eseguiva una sagramatura, ovvero un trattamento finale delle superfici caratteristico del bolognese, che prevede la copertura del paramento murario con uno strato sottile di intonaco, energicamente strofinato con un mattone bagnato, in modo da far assorbire alla parete il colore rossiccio. Il susseguirsi nel tempo degli interventi di pulitura e restauro ha fatto perdere l'effetto cromatico originale, e cancellato molti degli stemmi, delle insegne, delle immagini e delle iscrizioni dipinte sulle pareti di fondo delle arcate di portico a memoria delle famiglie, dei gruppi e delle confraternite di devoti che avevano contribuito alla costruzione o al restauro.

Cronologia

In origine si giungeva al Santuario per un ripido pendio i cui terreni argillosi erano soggetti a frequenti frane e smottamenti. Nel 1589 il governo bolognese fece selciare il sentiero con ciottoli di fiume e guidane di arenaria, e le monache di San Mattia, custodi del Santuario, si impegnarono nella manutenzione. Narra un'anonima cronaca settecentesca che, lungo il percorso, i pellegrini appendevano agli alberi immagini con i Misteri del Rosario, consuetudine che indusse la vicaria Olimpia Boccaferri (1639 - 1641) a far costruire le 15 cappelle che oggi si incontrano lungo il percorso. La strada restava però poco più che una mulattiera, e con l'intensificarsi del flusso dei pellegrini, le suore ben presto avvertirono la necessità di offrire un percorso più agevole.

Era da poco terminata (1631), la costruzione del porticato fuori Porta Maggiore per raggiungere la chiesa degli Alemanni quando, nel 1655, il Senato bolognese fece redigere al perito Camillo Saccenti un primo disegno per il portico di San Luca. Il progetto seguiva il tracciato del sentiero già esistente e prevedeva una struttura leggera e semplice, limitando al massimo l'occupazione di suoli privati, per contenere la spesa. Per Ercole Fichi, architetto del Senato che redasse una seconda proposta, la realizzazione era comunque alquanto onerosa e inadeguata alla piccola chiesa sul colle. Comunque, all'epoca, la città era appena uscita da lunghi periodi di carestia e dalla peste del 1630 e non si reperirono i fondi necessari per realizzare il progetto.

L'idea fu ripresa nel 1673 da un gruppo di privati cittadini guidati dal cappellano dell'Ospedale per i pellegrini di San Biagio, Don Lodovico Zenaroli, e dal marchese Girolamo Albergati, confratello di Santa Maria della Morte, che crearono un comitato per la raccolta di fondi. Nel 1674 il Senato, assicuratosi il sostegno economico dei privati e riservatasi la possibilità di sopraelevare il portico con abitazioni e botteghe, concesse il suolo pubblico per la costruzione, in base ad un progetto di Camillo Saccenti, nominato perito insieme all'architetto Gian Giacomo Monti

I lavori presero avvio il 28 giugno 1674 con la posa della prima pietra, all'angolo di Via degli Orbi (attuale via Turati). Alla costruzione del tratto di pianura contribuì l'intera città: dalle società di arti e mestieri alle confraternite e congregazioni religiose, ai privati cittadini, agli ufficiali di governo ed alle comunità del contado. Furono istituite anche apposite lotterie popolari per la raccolta di fondi. Nel 1677, per portare i mattoni necessari dal Meloncello fino al Santuario sulla cima del colle, venne organizzato un passamano che coinvolse l'intera cittadinanza.

Nel 1695, su disegno del Monti ormai defunto, fu realizzata la prima cappella intitolata all'Annunciazione, offerta dal ricco sarto romano di origine bolognese, tale Carlo Moretti che, alla sua morte, lasciò anche la somma necessaria per costruire il tratto collinare ancora mancante, affidato parecchi anni dopo al progettista Francesco Monti Bendini, affiancato, nel 1706, dal giovane architetto Carlo Francesco Dotti. Nel 1709 erano già state realizzate 170 arcate. Nel 1714 i lavori si fermarono, ma nel 1717 si svolse ugualmente utilizzando il nuovo portico la prima processione solenne in occasione della festa dell'Ascensione. Tra il 1718 ed il 1721 fu coperta la scalinata finale di accesso al Santuario e nel 1721 Dotti progettò il sovrappasso dell'Arco del Meloncello, che raccorda il tratto di portico lungo via Saragozza a quello collinare.

Le prime opere di consolidamento si resero necessarie già nel 1791, per problemi statici degli archi causati dalla costruzione di botteghe sovrastanti, e altre seguirono nel 1819. Nel corso dei lavori e dei restauri compiuti nel 1955, in occasione delle celebrazioni dell'Anno Santo, sono andati purtroppo perduti molti degli stemmi dipinti sotto le lunette del portico.

Bibliografia

A. M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del ‘700, Bologna 1969

C. DE ANGELIS, I portici di San Luca e della Certosa e Porta Saragozza: un sistema costruito per la città e il territorio, in M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 175-181

P. FOSCHI, Le vie di accesso al santuario e la costruzione del portico, in M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 163-173

A. GIACOMELLI, Valori simbolici del santuario e del portico nel contesto politico-culturale bolognese del Sei-Settecento, in M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 185-197

C. DE ANGELIS, Dal sentiero al portico, in B. BORGHI (a cura di), Un Passamano per San Luca, Pellegrinaggi protetti solidarietà civiche e realizzazioni architettoniche sulle vie della fede, Bologna 2004; pp. 111-172

C. DE ANGELIS, La costruzione del portico di San Luca: il tratto collinare, con qualche novità, in Strenna storica bolognese, 54, Bologna 2004; pp. 211-232

G. NICOLETTI, Percezione popolare e fortuna letteraria del grande portico, in B. BORGHI (a cura di), Un Passamano per San Luca, Pellegrinaggi protetti solidarietà civiche e realizzazioni architettoniche sulle vie della fede, Bologna 2004; pp. 173-210

Mappa

Itinerari collegati

La Madonna di San Luca a Bologna: dal santuario alla cittą
  • Tipo storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

L’itinerario segue il percorso dell’annuale discesa della sacra immagine della Madonna di San Luca, dall'omonimo Santuario sul Colle della Guardia, risalente al XII secolo. La prima processione si tenne nel 1433, per invocare la fine delle piogge che da mesi cadevano sulla città. Al termine del settecentesco Portico di San Luca, la Madonna entra in città dall’Arco del Meloncello, in via Saragozza, per giungere alla Cattedrale di San Pietro, che la accoglie durante la festa dell'Ascensione.

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