Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

01 - Santuario di Santa Maria della Vita

di Annalisa Sabattini
Bologna, Santuario di Santa Maria della Vita, facciata
Bologna, Santuario di Santa Maria della Vita, part. facciata Bologna, Santuario di Santa Maria della Vita, cupola Bologna, Santuario di Santa Maria della Vita, cappella maggiore
Tipo
santuario
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

L’origine della chiesa è legata alla Compagnia dei Battuti, presente a Bologna dal 1260 e dedita all'accoglienza dei pellegrini e alla cura dei malati. Distrutto da un terremoto nel 1686, l’edificio fu interamente ricostruito. Nel 1787 venne completata la cupola, su disegno di A. Galli Bibiena, mentre la facciata fu realizzata nel 1905. All’interno: la Madonna della Vita, dipinto del XIV-XV secolo, e il celebre Compianto di N. Dall’Arca. Nell’oratorio: il Transito della Vergine di A. Lombardi.

Ubicazione/Come arrivare

Via Clavature, 10

Informazioni Turistiche

orario di apertura
feriali: 7.30/19.30
festivi: 16.30/19.00
chiuso in agosto
tel. 051/236245

Descrizione

La chiesa attuale è a pianta quasi quadrata: con 19 e 21 metri per lato viene a formare una croce greca poco accentuata, dominata dall'imponente superficie della cupola. Delle sei cappelle laterali, quattro sono ricavate nelle larghe pilastrature angolari e aperte da coretti.

Le colonne giganti di ordine corinzio, poste a sostegno degli archi delle cappelle, conferiscono all'interno un aspetto monumentale, dominato dalla grande cupola ellittica situata all'altezza del presbiterio, a sua volta posto in asse con l'ingresso e orientato verso nord. La cupola, esternamente rivestita di lastre di rame, e coronata da una lanterna sulla cui sommità svetta l'insegna della Confraternita dei Battuti, con i suoi oltre 35 metri di altezza è la più alta della città.

La decorazione dell'interno venne realizzata tra il 1776 ed il 1779: l'architetto Angelo Venturoli (1749 - 1821) progettò l'altare maggiore, mentre il pittore Gaetano Gandolfi (1734 - 1802), affrescò la cupola con una Assunzione al cielo di Maria, ritenuta dalla critica una delle opere più significative nel panorama bolognese del XVIII secolo.

Gli angeli e la Vergine sono raffigurati con una forte prospettiva dal basso, in una disposizione ascendente tra cerchi concentrici di nubi, contribuendo a creare l'illusione di uno spazio che si dilata verso l'alto. Nella fascia più bassa, alla base della cupola, sono raffigurati episodi e personaggi dell'Antico Testamento, tra cui Mosè, Salomone e Noè, in una complessa e monumentale composizione.

Su ciascun pennacchio, sempre con una visione di scorcio dal basso, sono dipinte coppie di angeli che sorreggono oggetti simbolici ricorrenti nell'iconografia mariana, riconducibili alle virtù della Madonna: lo specchio, il Libro della Sapienza, la palma, l'anfora colma di vino, la corona di rose. Le quattro grandi Sibille modellate in stucco sono opera dello scultore Luigi Acquisti (1745 - 1823). A destra dell'altare maggiore è custodita l'opera d'arte più nota del santuario: il Compianto su Cristo morto dello scultore Niccolò dell'Arca.

La facciata di inizio Novecento fu realizzata in laterizio stuccato, con dettagli decorativi di cornici e capitelli in cemento. La sovrapposizione di due sezioni, separate da una cornice marcapiano ed inquadrate da coppie di lesene, sottolinea la verticalità dell'edificio, così come il frontone timpanato che introduce il tamburo dell'alta cupola, raccordato da costoloni e pennacchi. Il gioco di piani leggermente aggettanti delle lesene, ripreso nei timpani e nelle cornici, come negli archi interrotti del portale e della grande finestra del primo piano, contribuisce a dare movimento alla facciata.

Cronologia

L'origine della Compagnia a cui è legata la storia del Santuario risale all'XIII secolo: fu detta dei Devoti, dei Battuti o dei Disciplinati, avendo abbracciato la regola del Beato Rainero Fasani, eremita francescano di Perugia che predicava l'espiazione dei peccati attraverso l'esperienza delle sofferenze vissute da Cristo, da cui la pratica dell'autoflagellazione. Sull'insegna della Compagnia campeggiava una croce a doppio braccio con flagelli pendenti, e tre monti che rappresentavano il Calvario. Tale movimento si diffuse rapidamente nelle città del centro-nord Italia, facendosi promotore della pace tra le fazioni dei Comuni in lotta.

A Bologna ne è attestata la presenza già dal 1260. All'originaria funzione penitenziale presto si affiancò, fino a diventare preminente, quella assistenziale, rivolta all'accoglienza dei pellegrini ed alla cura dei malati. I confratelli dapprima aprirono un ospitale a Casalecchio di Reno e, nel 1286, ne costruirono un secondo nel cuore di Bologna, su un terreno accanto a Piazza Maggiore.

La prima chiesa in cui avevano luogo le funzioni religiose della Confraternita dei Battuti era probabilmente una semplice cappella di modeste dimensioni, ampliata tra il 1454 e il 1502. Il 28 novembre 1686 la struttura della chiesa, già danneggiata da un terremoto nel 1505, cedette, provocando il crollo della volta della navata maggiore sui fedeli riuniti nella celebrazione dei Vespri. Fu l'occasione per una totale ricostruzione dell'edificio, su disegno di Giovanni Battista Bergonzoni (1629 - 1692), terziario francescano. I lavori si conclusero nel 1690, e due anni dopo la chiesa, ancora priva di copertura, fu solennemente consacrata dal cardinale Boncompagni.

Tra il 1764 ed il 1787 venne realizzata l'imponente cupola, opera dell'architetto Giuseppe Tubertini (1759 - 1831) su disegno di Antonio Galli Bibiena (1700 - 1774), mentre la facciata fu ultimata nel 1905 dall'ingegnere Leonida Bertolazzi (1852 - 1913).

Nel 1801, con la soppressione delle Confraternite imposta dalle leggi napoleoniche, l'Ospedale della Vita fu accorpato al nuovo Spedale Maggiore di Via Riva Reno, distrutto dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale e successivamente ricostruito nell'attuale sede di Via Saffi.

Bibliografia

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

G. CAMPANINI, S. RUVOLI (a cura di), Guida al complesso monumentale di Santa Maria della Vita, Bologna 2006

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (BO) 1995; pg. 50-57

M. FANTI, Gli inizi del Movimento dei Disciplinanti a Bologna e la Confraternita di S. Maria della Vita, Perugia 1969

M. FANTI, E. RICCOMINI, P. E. RUBBI, O. TASSINARI CLO', Le chiese di Bologna, San Lazzaro di Savena (Bo) 1992

Mappa

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  • Tipo storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

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