Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

04 - Castello di Rivalta

di Monica Bettocchi
Gazzola (Pc) - Castello di Rivalta
Gazzola (Pc) - Castello di Rivalta Gazzola (Pc) - Castello di Rivalta Gazzola (Pc) - Castello di Rivalta Gazzola (Pc) - Castello di Rivalta
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Gazzola
Data compilazione
2007

Abstract

Documentato dal 1048, quando Enrico II ne donò una parte al Monastero di San Savino di Piacenza, il castello nel XII secolo fu dei Malaspina e nel XIII fu distrutto dal podestà Oberto Pallavicino. Dal XIV al XIX secolo appartenne ai Landi, che nel Quattrocento lo trasformarono in residenza e nel Settecento lo ristrutturarono in forme neoclassiche.
Oggi si presenta a pianta quadrata con una singolare torre cilindrica quattrocentesca.
E’ aperto al pubblico e in parte adibito ad abitazione privata.

Ubicazione/Come arrivare

22 Km da Piacenza

Descrizione

La località, anticamente detta Ripa Alta, fu teatro della battaglia sul Trebbia fra le truppe cartaginesi di Annibale e i Romani. Il castello, lambito dal fiume Trebbia e inconfondibile per il profilo del suo "torresino", fu un importante baluardo militare dell'Emilia.

Le prime notizie della sua esistenza risalgono al 1048, quando l'imperatore Enrico II ne donò una parte ai monaci benedettini del monastero di San Savino di Piacenza che, qualche anno dopo, entrarono in possesso dell'intero complesso. Nel XII secolo, Rivalta fu dei Malaspina e nel 1255 fu distrutto per ordine del podestà di Piacenza Oberto Pallavicino.

Dall'inizio del XIV secolo fino al XIX, il castello appartenne alla famiglia dei Landi, cui Ludovico di Francia, duca di Milano, concesse nel 1545 la possibilità di tenervi mercato, favorendo così lo sviluppo del borgo che diventò capoluogo di comune fino al 1860.

Dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1895, il castello ed il borgo passarono ai conti Zanardi Landi, che si occuparono del restauro e della valorizzazione del complesso.

Il castello, mostra uno sviluppo planimetrico quadrangolare ed è caratterizzato da una singolare torre cilindrica quattrocentesca, che termina con un torresino. Nella seconda metà del Quattrocento, il conte Manfredo Landi, commissionò all'architetto Solari il progetto per la trasformazione del castello in residenza ed per adattarlo ad alcune esigenze militari. Nel corso di successivi ampliamenti, fu realizzato il cortile, delimitato da prospetti scanditi da eleganti portici e loggiati impostati su colonne ed archi a tutto sesto. Le decorazioni, i capitelli e i medaglioni in terracotta con i ritratti degli esponenti della famiglia Landi sottolineavano la funzione di rappresentanza dell'edificio. Nel Settecento, fu modificata la facciata in forme neoclassiche, e fu aggiunto lo scalone che conduce al piano superiore.

Attualmente l'importante complesso architettonico, circondato dal grande parco costituito da alberi secolari, è aperto al pubblico ed è in parte adibito ad abitazione privata.

Cronologia

XIII - XVIII secolo

Bibliografia

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - Minerva Edizioni, pp. 128-132

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, p. 267

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
La parte bassa della Val Trebbia, invece, fu legata alle casate feudali dei Landi e degli Anguissola, che spodestarono i Malaspina e costruirono i castelli che si affacciano sul fiume.

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter