Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

05 - Castello di Lisignano

di Monica Bettocchi
Gazzola (Pc) - Castello di Lisignano
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Gazzola
Località
Lisignano
Data compilazione
2007

Abstract

Le prime notizie di un castello in zona risalgono al 1244. Quello attuale appartenne agli Arcelli, ai condottieri Jacopo e Nicolò Piccinino, di nuovo agli Arcelli, all’Ospedale Grande di Piacenza e nel Seicento ai Rizzalotti e ai Leoni.
L’edificio, a pianta quadrangolare con torri rotonde agli angoli, nel Settecento subì trasformazioni in stile barocco: fu realizzato un doppio portico nel cortile interno e fu costruito lo scalone che conduce al piano superiore. Oggi è di proprietà privata.

Ubicazione/Come arrivare

22 Km da Piacenza

Descrizione

Posto nei pressi del torrente Luretta, dopo Gazzola, risalendo la strada per Agazzano, veniva citato anticamente come Licinianus.

Risalgono al 1244 le prime notizie di un castello esistente in zona, non identificabile con quello attuale, dove soggiornò il marchese di Hohenburg, vicario dell'imperatore Federico II. Il castello di Lisignano, voluto dagli Arcelli, appartenne in seguito ai condottieri Jacopo e Nicolò Piccinino, poi di nuovo agli Arcelli e all'Ospedale Grande di Piacenza. Nel 1634 fu acquistato da Giuseppe Rizzalotti, dal quale passò alla vedova Ortensia Leoni e da questa ai nipoti Melchiorre e don Francesco Leoni, di origini catalane, che acquisirono il titolo di conti nel 1680.

Lo schema quadrangolare, con torri rotonde agli angoli e con il ponte levatoio dotato di bolzoni in legno e catene originariamente appoggiato su un battiponte, ricorda la tipologia dei castelli piacentini. I fronti che collegano le torri, orientate verso i punti cardinali, sono simili in lunghezza, ma diversi negli alzati: il prospetto a nord-est e quello a nord-ovest, al centro del quale è collocato il ponte levatoio, sono alti quanto le torri angolari; quello a sud-est é più basso e quello a sud-ovest si sviluppa su due livelli.

Nel Settecento importanti trasformazioni interessarono l'edificio. Nel cortile interno, sul lato nord-est, fu realizzato un doppio portico a quattro fornici in stile barocco e fu costruito l'ampio scalone che conduce al piano superiore, dove restano tracce di affreschi raffiguranti una prospettiva del loggiato. Gli ambienti interni, ampi e luminosi hanno soffitti a vela e a lunettoni.

Attualmente il castello e le pertinenze sono di proprietà privata.

Cronologia

XIII secolo

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, p. 268

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, pp. 166-167

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
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