Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

09 - Castello di Rezzanello

di Monica Bettocchi
Rezzanello (Pc) - castello
Rezzanello (Pc) - castello
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Gazzola
Data compilazione
2007

Abstract

Documentato dal 1001 come pertinenza del monastero piacentino di San Savino, nel XIII secolo il castello fu rifugio dei guelfi in lotta contro i Visconti, nel XIV fu di Gabriello Boccapiccina, nel XV di Bartolomeo Chiapponi, nel XVI secolo dei gerolomini, del Collegio inglese di Roma e infine nel XVIII degli Scotti.
Nel Novecento l’architetto Guidotti lo trasformò in abitazione di stile tardo romantico.
Dal 1996 l’edificio, a pianta trapezoidale con snelle torri cilindriche, ha funzione ricettiva.

Ubicazione/Come arrivare

22 Km da Piacenza

Descrizione

Il castello, posto sulle pendici del Monte Bissago, alla destra del Luretta, é citato per la prima volta nel 1001 in un documento dell'Historia Ecclesiastica, in cui il vescovo di Piacenza Sigifredo concede ai monaci benedettini del monastero piacentino di San Savino alcuni terreni, tra cui l'area del castello.

Nel 1212, i Guelfi piacentini che si opponevano ai Visconti si rifugiarono a Rezzanello ed in fortilizi vicini, in cui erano state rafforzate le difese. Nel 1213 furono ripetutamente sconfitti in una battaglia alle porte di Piacenza, presso l'ospedale di S.Antonio, e nei pressi del Castello di Rezzanello.

I monaci di San Savino, nel 1357, cedettero il castello a Gabriello Boccapiccina. Nel 1454 lo affidarono con le relative terre a Bartolomeo Chiapponi, che si impegnò a provvedere, a proprie spese, alla manutenzione delle case poste all'interno e all'esterno del recinto castrense e ad effettuare lavori di miglioria al fortilizio.

Nel sec. XVI, i possessi di San Savino, e quindi anche Rezzanello, passarono ai monaci gerolomini, poi, nel 1580, al Collegio Inglese di Roma. Nel 1796, con l'estinzione dei Chiapponi di Rezzanello, il castello andò per successione agli Scotti, che dovettero pagare una forte somma al collegio inglese per sanare una controversia.

All'inizio del Novecento, il castello fu trasformato in abitazione signorile. Il nuovo proprietario, l'ing. Giuseppe Manfredi, affidò l'intervento all'architetto Camillo Guidotti che lo condusse secondo i criteri tardo-romantici allora in voga, alterando il disegno originale.

L'imponente castello, a pianta trapezoidale delimitato da snelle torri cilindriche decorate da beccatelli e rilievi in cotto, è collocato al centro di uno splendido parco di piante secolari.

Dal 1996 ha funzione ricettiva gestita dagli attuali proprietari.

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, pp. 269-270

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, p. 168

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
La parte bassa della Val Trebbia, invece, fu legata alle casate feudali dei Landi e degli Anguissola, che spodestarono i Malaspina e costruirono i castelli che si affacciano sul fiume.

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter