Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

15 - Castello di Niviano

di Monica Bettocchi
Rivergaro (Pc) - Castello di Niviano
Rivergaro (Pc) - Castello di Niviano Rivergaro (Pc) - Castello di Niviano Rivergaro (Pc) - Castello di Niviano
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Rivergaro
Data compilazione
2007

Abstract

Nel XII secolo il castello appartenne ai Malaspina, dal XIV al XIX ai Landi.
E’ noto perché nel 1462 fu assaltato dai contadini esasperati dalle tasse del duca Francesco Sforza e perché nel 1526 fu saccheggiato dai Lanzichenecchi.
E’ situato in una zona pianeggiante, ha pianta rettangolare con torri angolari cilindriche e un fronte settentrionale conservato nel suo stato originario.
Attualmente ospita una azienda agricola.

Ubicazione/Come arrivare

15 Km da Piacenza

Descrizione

Il nome di Niviano deriva da Novellianus, cioè sorto ad nonum milium della strata di Val Trebbia su una stazione romana. L'attuale castello medioevale, situato in una zona pianeggiante, si innalza su preesistenti costruzioni erette a scopo difensivo.

Verso il 1100 appartenne ai Malaspina e dal 1300 fu dei Landi di Rivalta, che lo tennero fino al momento dell'estinzione della famiglia, agli inizi dell'Ottocento.

Nel 1462, il castello di Niviano fu al centro della sollevazione dei contadini piacentini. Esasperati dalle eccessive tasse e non avendo ottenuto dal duca Francesco Sforza la diminuzione delle imposte fiscali, assalirono la fortezza, all'interno della quale si trovava il commissario ducale Maleta. Molti di loro, vennero catturati e condotti a Piacenza dove furono impiccati a piccoli gruppi di tre o quattro al giorno. Nel 1526, il castello venne devastato e saccheggiato dai Lanzichenecchi al servizio dell'imperatore Carlo V.

La forma rettangolare, con i lati orientati verso i punti cardinali e le quattro torri circolari angolari, rispetta la tipica planimetria del castello piacentino di pianura. Le torri, pervenute in buono stato di conservazione, in particolare quelle di sud-ovest e nord-ovest, presentano il coronamento a finestrelle con arco scemo molto basso intervallate da tratti di muro.

Il fronte settentrionale, conservato nel suo stato originario, E' sicuramente il più rilevante e mostra al centro una bassa torre d'accesso. Il castello aveva in origine duplice accesso, carraio e pedonale, entrambi provvisti di ponti levatoi, come dimostrano le sedi dei bolzoni.

Attualmente il castello di proprietà privata ospita un azienda agricola

Cronologia

XIV secolo

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, pp. 283-284

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, p. 194

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
La parte bassa della Val Trebbia, invece, fu legata alle casate feudali dei Landi e degli Anguissola, che spodestarono i Malaspina e costruirono i castelli che si affacciano sul fiume.

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