Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

16 - Castello di Baselica Di Settima

di Monica Bettocchi
Gossolengo  (Pc) - Castello di Baselica di Settima
Gossolengo  (Pc) - Castello di Baselica di Settima Gossolengo  (Pc) - Castello di Baselica di Settima
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Gossolengo
Località
Baselica Di Settimo
Data compilazione
2007

Abstract

Costruito nel 1400 da Nicolino Tedeschi, il castello fu di Daniele I Radini e nel XVI secolo degli Anguissola per contratti matrimoniali.
Sopraelevato in fasi successive, ha pianta rettangolare definita da quattro corpi di fabbrica con torri angolari quadrate. Il tentativo di trasformazione in residenza si attuò solo parzialmente e la parte abitativa rimase limitata all’ala sud.

Ubicazione/Come arrivare

9 Km da Piacenza

Descrizione

La località, posta presso la sponda destra del fiume Trebbia, potrebbe aver preso nome da un'antica basilica rurale scomparsa. Il castello fu costruito per volere di Nicolino Tedeschi, che ne aveva ottenuta concessione da Gian Galeazzo Visconti il 2 dicembre 1400. Nel 1486 fu di Daniele I Radini detto Todisco e nel secolo successivo passò agli Anguissola del ramo di Riva e Montesanto, a seguito del matrimonio tra Beatrice Radini Tedeschi e Gian Giacomo Anguissola.

La struttura muraria del castello rivela diverse fasi costruttive, che non ne hanno tuttavia cancellato l'unitarietà formale, data da una precisa pianta rettangolare e definita da quattro corpi di fabbrica con torri quadrate agli angoli. I muri esterni sono leggermente scarpati verso il fossato oggi interrato.

In origine più basso, il castello fu sopraelevato in fasi successive, ma vicine nel tempo, riconoscibili dalle tracce di identiche merlature ghibelline presenti su tutti i lati: la prima nella zona inferiore della muratura, la seconda più in alto e la terza di coronamento che serve da appoggio per il tetto.

Sui fronti nord ed ovest e sulla torre interposta, si legge il tentativo, mai ultimato, di una trasformazione del castello in residenza. La parte abitativa rimase limitata all'ala meridionale, dove sono presenti tracce di ampie finestre archiacute, sia sull'esterno che su quello interno verso il cortile. Lungo il cortile, corre un ballatoio sorretto da mensoloni.

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, p. 275

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, p. 169

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
La parte bassa della Val Trebbia, invece, fu legata alle casate feudali dei Landi e degli Anguissola, che spodestarono i Malaspina e costruirono i castelli che si affacciano sul fiume.

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