Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - Castello di Statto

di Monica Bettocchi
Travo (Pc) - Castello di Statto
Travo (Pc) - Castello di Statto Travo (Pc) - Castello di Statto Travo (Pc) - Castello di Statto Travo (Pc) - Castello di Statto
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Travo
Data compilazione
2008

Abstract

Menzionato dal 1296, il castello nel XVI secolo appartenne al conte Pier Bernardino Anguissola, poi ai Caraccioli, a un ente ecclesiastico e dal 1926 a Orazio Anguissola Scotti.
Costruito su un dosso sulla riva sinistra del Trebbia, ha pianta rettangolare con quattro torri cilindriche angolari. Realizzato in sassi e ciottoli del fiume è composto da tre corpi di fabbrica.
All’interno si ammirano ampi saloni, soffitti a cassettoni e affreschi con soggetti paesaggistici.

Ubicazione/Come arrivare

Da Piacenza per Gossolengo, Tuna e quindi lungo la strada che costeggia il Trebbia

Descrizione

La località di Statto, menzionata sulla Tavola Traiana come stazione di posta romana, si trova sulla strada che lungo la Val Trebbia congiungeva Piacenza a Genova. Il castello, menzionato in un atto di compravendita del 1296, fu costruito su un dosso sulla riva sinistra del fiume Trebbia, davanti a Rivergaro, per controllare l'accesso alla valle insieme ai castelli di Rivalta, Montechiaro e Rivergaro, collocati sulla riva opposta.

Statto, attivo centro di resistenza nella lotta per la supremazia comunale, venne occupato dalle milizie della Chiesa nel 1373. Nel 1516, il conte Pier Bernardino Anguissola si impadronì del castello che successivamente fu dei  Caraccioli fino al 1896, poi di un ente ecclesiastico e, dal 1926, di Orazio Anguissola Scotti che ne ha curato il restauro.

Il fortilizio, a pianta rettangolare con cortile interno e quattro torri cilindriche angolari, è attribuibile agli Anguissola per i caratteri tipologici riconducibili agli atri castelli della famiglia.Realizzato in sassi e ciottoli del Trebbia, è composto da tre corpi di fabbrica e da una sola cortina muraria, a meridione, modificata alla fine del XVII secolo con l'aggiunta di merli e finestre. La torre angolare di sud-ovest presenta grandi aperture arcuate di tipo rinascimentale.

All'interno, nei grandi saloni, restano interessanti soffitti a cassettoni, pareti affrescate con soggetti paesaggistici, un camino in pietra con lo stemma della famiglia Caracciolo e la cappella ricavata in una torre.

Cronologia

XIII secolo

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, pp. 65-66

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

A. CORNA, Castelli e Rocche del Piacentino, Piacenza 1931

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino(Pc) 2005, pp. 288-289

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val Trebbia
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

Il fiume Trebbia origina la sua omonima vallata, che si estende dalle montagne liguri fino alla pianura padana.
La strada che percorre la valle collega Genova a Piacenza, ricalcando in parte la via del sale dei monaci di San Colombano, che fecero di Bobbio un centro di grande importanza economica e culturale.
La parte bassa della Val Trebbia, invece, fu legata alle casate feudali dei Landi e degli Anguissola, che spodestarono i Malaspina e costruirono i castelli che si affacciano sul fiume.

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