Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

01 - Castello di Sarmato

di Monica Bettocchi
Sarmato (Pc) - Accesso al Borgo
Sarmato(Pc)-Borgo Sarmato (Pc) -Castello e Rocchetta Sarmato (Pc) - Rocchetta
Tipo
complesso fortificato
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Sarmato
Data compilazione
2007

Abstract

Il borgo ha pianta rettangolare e mura in laterizio del XV secolo.
Il castello si raggiunge oltrepassando un arco a sesto acuto. Ha forma a U ma un tempo possedeva quattro corpi di fabbrica, al suo interno ospita uno studiolo con affreschi tardo gotici attribuiti a Bonifacio Bembo. Nel 1376 i guelfi lo strapparono per breve tempo ai Visconti, nel XV secolo appartenne a fasi alterne agli Scotti e agli Arcelli.
Attualmente l’intero borgo è in parte di proprietà privata e in parte del Comune.

Ubicazione/Come arrivare

 18 Km da Piacenza, Viale Resistenza,1

Informazioni Turistiche

Il Borgo è visitabile solo dall'esterno

Descrizione

Il borgo di Sarmato, probabilmente fondato dalla popolazione barbarica dei Sarmati, si colloca ad oriente di Piacenza su di un argine naturale, a difesa degli straripamenti del fiume Po.

Nel 1376 i guelfi riuscirono a conquistare il castello e ad imprigionarci Bartolomeo Saccamelica, che teneva il fortilizio per conto di Galeazzo Visconti; questi riuscì ad evadere ed a riottenenere il castello appellandosi a Galeazzo. Nel 1410 il castello, divenne di proprietà della famiglia Scotti, insidiata qualche anno dopo dagli Arcelli. Nel 1412, infatti, a Filippo e Bartolomeo Arcelli venne attribuito il titolo di conti da Filippo Maria Visconti, ma a seguito del contrasto tra il duca e gli Arcelli, essi abbandonarono il castello spontaneamente per evitare di sostenere l'impatto delle truppe ducali, comandate da Francesco Carmagnola. Nel frattempo Alberto Scotti, alleatosi con Filippo Maria Visconti, rientrò in possesso del fortilizio, nuovamente riconquistato dagli Arcelli nel 1439.

Il borgo, esempio di architettura fortificata della bassa valle padana, fondato su due strade fra loro perpendicolari, è a pianta rettangolare con possenti mura in laterizio del XV secolo. Per raggiungere il castello, si oltrepassa un arco a sesto acuto e merlatura a coda di rondine, con accesso minore pedonale, anch'esso archiacuto. Originariamente i passaggi erano muniti di ponte e passerella levatoi, come si può percepire dagli incastri ancora evidenti, che testimoniano la presenza del fossato. Il castello si trova a meridione del borgo. Originariamente aveva forma rettangolare, delimitata da quattro corpi di fabbrica, dominati dal mastio quadrato, ma attualmente, a causa della perdita di uno di essi, si presenta con una forma ad U, aperta a settentrione verso il borgo. Il corpo di fabbrica di maggior spessore ed altezza, collocato a occidente, conserva la tipica decorazione del Trecento padano, a denti di sega ottenuti con mattoni sporgenti e finestre archiacute murate. I fronti esterni più bassi, a meridione e a oriente, sono coronati da merli murati e nel punto di intersezione si eleva una torre. Il castello, al suo interno, ospita l'archivio di casate nobiliari, ed uno studiolo, dove avvenivano incontri culturali, letterali e musicali, impreziosito da affreschi tardo gotici attribuiti a Bonifacio Bembo. A lato del castello, è "La Rocchetta", edificio adibito nel XV secolo a sede del presidio militare e a prigione. L'immobile fu trasformato da un ramo degli Scotti di Sarmato a residenza di campagna, nel XVII secolo.

Il borgo, attualmente, é in parte di proprietà privata ed in parte dell'amministrazione comunale, che ha sede in un contrafforte del castello.

Cronologia

 XV secolo

Bibliografia

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983.

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino(Pc) 2005, pp. 168-169

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, p. 201

Mappa

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