Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - Rocca D’Olgisio

di Monica Bettocchi
Pianello (Pc) - Rocca D'Olgisio
Pianello (Pc) - Rocca D'Olgisio Pianello (Pc) - Rocca D'Olgisio
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
Pianello
Data compilazione
2007

Abstract

Uno dei complessi fortificati piacentini più antichi, la rocca secondo la leggenda nel 550 apparteneva al padre delle sante Faustina e Liberata.
Nell’XI secolo fu ceduta ai monaci di San Savino, dopo vari passaggi nel XIV a Bernabò Visconti e dal XIV al XIX alla famiglia Dal Verme, che nel Cinquecento l’abbellì.
Collocata su un dirupo roccioso, ha pianta irregolare e sei cinte murarie. Nel cortile interno la vera del pozzo porta scolpiti episodi leggendari. Oggi è destinata alla ricettività.

Ubicazione/Come arrivare

35 Km da Piacenza

Informazioni Turistiche

L'Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza organizza visite guidate in particolari periodi dell'anno

Descrizione

La Rocca d'Olgisio, detta anche d'Olzese, è uno dei complessi fortificati piacentini più antichi, molto particolare sia per la collocazione su un dirupo roccioso tra la val Tidone e la Val Chiarore, che per l'adattamento della struttura alla morfologia del terreno.

Le prime notizie risalgono secondo la leggenda al 550, quando il fortilizio apparteneva a tale Giovannato, padre delle sante Liberata e Faustina, fuggite da casa con oro e gioielli per stabilirsi a Como, dove fondarono il monastero benedettino di S. Ambrogio. Il castello fu eretto nel 1073, anno in cui venne ceduto da Giovanni, canonico della cattedrale di Piacenza, ai monaci di San Savino. Nel 1296 Rocca D'Olgisio fu acquistata da Uberto Capremoldo e Raimondo Petraia; circa trent'anni dopo fu venduta da Pietro Radati a Bartolomeo Fontana e nel 1352 passò a Bernabò Visconti. Infine, nel 1378, venne ceduta al valoroso vincitore della battaglia di Alessandria contro Firenze, Jacopo Dal Verme, discendente dalla nobile famiglia veronese trasferitasi a Piacenza, che, salvo brevi periodi, la tenne sino al 1850.

La fortezza, edificata sulla roccia, ha una pianta irregolare e vi si accede dal lato settentrionale attraverso una ripida e suggestiva strada dominata da blocchi di granito. Particolare è l'impianto delimitato da sei ordini di cinte murarie: il versante meno scosceso è munito di un triplice ordine di spesse mura, all'interno delle quali si addossano numerosi corpi di fabbrica e un sistema di cortine che costituiscono gli ordinamenti difensivi avanzati della rocca stessa. L'ingresso, che immette direttamente nel cortile, è sormontato da un arco bugnato, sulla sommità del quale appare un dipinto raffigurante un santo. La parte interna dell'androne prospetta verso il cortile dove è la vera in pietra del pozzo, profondo una cinquantina di metri, che porta scolpiti molti episodi leggendari. Oltre il cortile, sul fronte ovest si stendono altri fabbricati, fra cui l'oratorio delle sante Liberata e Faustina adiacente all'imponente dongione a pianta rettangolare. Alla fine del XVI secolo, il cardinale Jacopo III Dal Verme abbellì il complesso con elementi architettonici come la balaustra sorretta da tredici mascheroni, la doppia scala e pregevoli affreschi.

Attualmente il castello, oltre essere aperto alle visite, è destinato alla ricettività, sia per il pernottamento che per eventi saltuari.

Cronologia

1000-1100

Bibliografia

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983.

G. EREMO, Rocca D'Olgisio, 1996

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino(Pc) 2005, pp. 206-207

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, pp. 183-184

Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Argelato(Bo) 2005, pp. 140-144

Mappa

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