Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

13 - Chiesa di Santa Maria Maddalena

di Licia Giannelli
Bologna, Chiesa di Santa Maria Maddalena
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Tipo
chiesa
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

Le origini della chiesa risalgono al secolo XI. Nel 1291 fu concessa alla suore domenicane di Santa Caterina di Quarto. Durante gli interventi di restauro e ampliamento, nel 1564 fu costruito il portico anteriore su progetto dell'architetto Giovanni Piccinini. Nel 1758 Alfonso Torreggiani elaborò il progetto per la ricostruzione dell'edificio attuata poi dal capomastro Raimondo Compagnini. Nella chiesa sono conservate opere d'arte tra cui la Madonna delle Febbri attribuita a Lippo di Dalmasio.

Ubicazione/Come arrivare

Via Zamboni 49

Informazioni Turistiche

orario invernale 8.00/12.00 - 16.30/19.00;

orario estivo (mese di agosto) solo la domenica durante la Santa Messa.

Tel. 051.244060

Descrizione

La facciata bicroma della chiesa si erge nel tratto conclusivo di via Zamboni, verso porta San Donato, in prossimità dell'incrocio con via Belle Arti.

La parte inferiore del prospetto è costituita da un avanzato portico, con arcate e aperture architravate, concluso da un altana superiore; lungo il basamento della terrazza si trovano due bassorilievi in terracotta realizzati nel 1895 da Ettore Sabbioni (1861-1931) con episodi della vita della Maddalena. La parte superiore della facciata, scandita da paraste, con finestra centrale, è caratterizzata da timpano triangolare e volute laterali.

L'interno, ad unica navata divisa in tre campate con cappelle laterali comunicanti è caratterizzato dall'impiego dell'ordine corinzio. Un arco trionfale, impostato su due colonne libere, inquadra la cappella maggiore; lo stesso motivo si ripete sulla controfacciata. Il sistema di copertura della navata e dell'area presbiteriale è decorato da affreschi del XX secolo.

Nella chiesa sono conservate molte opere d'arte: nella seconda cappella a sinistra, si trova il Compianto su Cristo Morto in terracotta policroma, opera del 1681 di Giuseppe Mazza (1653-1741); nella prima cappella di destra la Madonna delle Febbri attribuita a Lippo di Dalmasio (1352-1410) e nella terza cappella, sempre a destra, l'Immacolata Concezione, opera lignea policroma di Angelo Piò (1690-1770); sull'altare maggiore è La conversione di Santa Maria Maddalena realizzata nel 1580 dal pittore Francesco Cavazzoni (1559-1612 ca.).

Cronologia

Le origini della chiesa di Santa Maria Maddalena risalgono al secolo XI, quando la primitiva costruzione sorgeva dove era l'Oratorio di Santa Croce, attuale sagrestia.

Alla fine del 1291 la chiesa fu concessa alla suore domenicane di Santa Caterina di Quarto, osservanti della regola di sant'Agostino, che ne modificarono il nome originario con quello di Santa Caterina. Le religiose fecero costruire il portico anteriore nel 1564 su progetto dell'architetto Giovanni Piccinini e attuarono vari ampliamenti e restauri, ma nel 1668 furono trasferite nel monastero di San Giovanni Battista in via Sant'Isaia e la chiesa ridiventò parrocchia, nuovamente dedicata a Santa Maria Maddalena

Nel 1758 la ricostruzione e il nuovo ampliamento dell'edificio furono affidati ad Alfonso Torreggiani che ne elaborò il progetto, attuato poi dal capomastro Raimondo Compagnini (1714-1783). La chiesa fu riaperta al culto nel 1763 e circa un secolo dopo, subì un importante restauro diretto dall'architetto Vincenzo Vannini.

Segue intervento di Alfonso Torreggiani in OPERE COLLEGATE 

Bibliografia

La chiesa priorale parrocchiale di Santa Maria Maddalena in Bologna, Decennale Eucaristica, Bologna 1985

La chiesa priorale parrocchiale di Santa Maria Maddalena in Bologna. Piccola guida, Anno Santo del Grande Giubileo del 2000, Bologna 2000

Mappa

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Alfonso Torreggiani, architetto. Edifici ecclesiastici a Bologna
  • Tipo storico-architettonico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

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