Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

16 - Santuario di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni

di Annalisa Sabattini
Bologna, Santuario di Santa Maria Lacrimosa degli Alemani, facciata
Bologna, Santuario di Santa Maria Lacrimosa degli Alemani, part. facciata Bologna, Santuario di Santa Maria Lacrimosa degli Alemani, part. facciata Bologna, Portico degli Alemanni
Tipo
santuario
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

La storia del santuario è legata alle vicende dell'antica chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Alemanni, oggi scomparsa, e a quelle del cinquecentesco Santuario di Santa Maria Lacrimosa, entrambi situati lungo la via Emilia Levante. Nei secoli XVII e XVIII furono compiuti vari interventi di ampliamento e restauro, ai quali partecipò probabilmente anche Alfonso Torreggiani. L'aspetto attuale della chiesa si deve a successivi rifacimenti che hanno profondamente alterato l'impianto originario.

Ubicazione/Come arrivare

Via Mazzini, 67

Informazioni Turistiche

orario di apertura:
8.00/12.00 - 17.00/19.30

Descrizione

Antica chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Alemanni (ora scomparsa)
La chiesa originaria era orientata liturgicamente, con l'abside rivolta ad est e quindi parallela al portico, con due ingressi, uno ad ovest ed uno a nord. Aveva tre cappelle oltre quella maggiore, campanile e cimitero annesso. Unico resto della costruzione del XIV secolo è il campanile, anche se la cella campanaria aperta da bifore sui quattro lati è una sopraelevazione del XVI secolo. Al piano terreno vi è un interessante ambiente coperto da volta a crociera con costoloni piatti, non in laterizio secondo l'uso bolognese, ma in pietra da taglio. Nel punto di congiunzione si trova un medaglione circolare su cui è scolpito un Agnello mistico.

Santuario di Santa Maria Lacrimosa (attuale chiesa parrocchiale)
Della costruzione cinquecentesca non rimane che il grandioso pronao affacciato su Via Mazzini, sul quale compare lo stemma del Senato bolognese, promotore dell'opera. I documenti riportano che nella cappella maggiore era esposta la miracolosa immagine della Vergine, asportata dal vecchio muro su cui era stata dipinta. Gli altari erano concessi in giuspatronato ad importanti famiglie bolognesi, come i Ranuzzi, i Manzoli ed i Bentivoglio, che li arricchirono di opere d'arte. Due di queste, prelevate dai francesi nel 1797, sono state recuperate e sono ora conservate presso la Pinacoteca Nazionale: un'Assunta di Lorenzo Sabbatini e la Madonna degli Scalzi dipinta attorno al 1590 da Ludovico Carracci. L'aspetto attuale della chiesa deriva dai rifacimenti ottocenteschi e novecenteschi, che hanno profondamente alterato l'impianto originario. Sulla navata centrale coperta da volte a botte si aprono quattro cappelle laterali, cui si aggiungono le due del transetto e la cappella maggiore, conclusa da un abside semicircolare, con cupola a catino.

Cronologia

La storia del Santuario vede la fusione delle vicende legate a due distinti edifici religiosi: l'antica chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Alemanni, oggi scomparsa, ed il cinquecentesco Santuario di Santa Maria Lacrimosa, in seguito convento dei Carmelitani Scalzi, entrambi situati lungo la via Emilia di Levante (dal 1932 Via Mazzini), fuori dalle mura cittadine.

Antica chiesa parrocchiale di Santa Maria degli Alemanni (ora scomparsa)
L'edificio più antico è quello di Santa Maria degli Alemanni, sorto in quella che fino al XX secolo fu una località suburbana di Bologna, in seguito completamente assorbita dall'espansione del nucleo abitato. Il nome della località potrebbe essere legato ad un antico stanziamento longobardo, nella zona orientale fuori dalle antiche mura romane, o più probabilmente alla presenza di un ospizio per i pellegrini di nazionalità tedesca, per l'appunto Alemanni, che transitavano da Bologna diretti a Roma.

Dal XIII secolo la chiesa fu sede dell'Ordine Teutonico o dei Cavalieri dell'Ospedale di Santa Maria in Gerusalemme, organizzazione militare e ospedaliera riservata ai giovani della nobiltà tedesca che prendevano i voti religiosi di castità, povertà e obbedienza, con obblighi di assistenza verso gli infermi e di difesa della cristianità. Del 1221 è la prima notizia riguardante l'esistenza, a Bologna, di un ospedale dell'Ordine, forse annesso alla chiesa. Il priore di Santa Maria degli Alemanni appartenne a quest'ordine fino al 1508, poi la chiesa passò sotto il controllo del clero secolare. La chiesa di Santa Maria degli Alemanni ebbe titolo parrocchiale fin dal XIV secolo, con un'area che si espandeva fino al ponte sul Savena, a San Lazzaro.

Tra XVII e XVIII secolo furono compiuti, sotto la direzione dell'architetto Alfonso Torreggiani, lavori di ampliamento e di restauro, fra cui il rifacimento della cappella maggiore, il collegamento del portico esterno con quello extraurbano, la costruzione della volta in muratura ed il rifacimento di tutti gli elementi decorativi in stucco: cornici, pilastri, basi e capitelli.

Nel 1808 il cardinale Carlo Opizzoni, arcivescovo di Bologna, decretò il trasferimento della sede parrocchiale presso il Santuario soppresso, concedendo in cambio al demanio la vecchia chiesa degli Alemanni, che fu venduta a privati e trasformata in abitazioni e botteghe. Unico elemento sopravvissuto dell'antica chiesa dei Teutonici è il campanile, ancora oggi utilizzato dalla vicina parrocchia.

Santuario di Santa Maria Lacrimosa (attuale chiesa parrocchiale)
Su un muro fuori Porta Maggiore si trovava, fin dal XV secolo, un'immagine della Vergine ritenuta miracolosa e nota con il titolo di Santa Maria Lacrimosa. Nel 1539 la fama raggiunta ed il pellegrinaggio dei devoti indussero il Senato bolognese all'edificazione di un apposito oratorio, facendo insorgere contrasti con il Rettore della vicina chiesa di Santa Maria degli Alemanni.

La costruzione del nuovo oratorio, compiuta grazie alle donazioni dei fedeli, si protrasse fino al 1546. La chiesa fu nuovamente ampliata nel XVII secolo, quando il Senato la affidò ad una comunità di Carmelitani Scalzi, che vi costruirono un annesso convento. I lavori furono eseguiti fra il 1619 ed il 1625, con la realizzazione di un nuovo transetto e delle grandi cappelle barocche di Santa Teresa e San Giuseppe, ed il rifacimento della cappella maggiore, che fu dotata di un coro e di una più sontuosa ancona per la venerata immagine. Il progetto della cappella venne redatto dall'architetto Floriano Ambrosini, e concluso dopo la sua morte, nel 1621, dai Carmelitani.

Nel 1690 venne realizzata la cappella della Sacra Famiglia, su progetto di Ferdinando Bibiena (1657 - 1713). Nel 1797, per decreto napoleonico i Carmelitani Scalzi dovettero abbandonare il loro convento presso il santuario di Santa Maria Lacrimosa, che fu chiuso al culto.

Nel 1808 il santuario, divenuto nuova sede parrocchiale al posto della più antica chiesa di Santa Maria degli Alemanni, assunse la doppia denominazione di Santa Maria Lacrimosa degli Alemanni. Tra il 1837 ed il 1843 la chiesa fu restaurata, su discusso progetto di Don Gaetano Cesari "esimio dilettante in architettura". Nell'intento di recuperarne quell'unità stilistica che aveva perso nel corso degli anni, le balaustre in marmo furono sostituite con cancelli in ferro (rimossi nel 1969), la navata ricondotta ad un unico ordine architettonico, e gli altari ridotti da undici a sette, con la perdita degli affreschi di Biagio Pupini (1537 - 1551) e del Bagnacavallo (1484 - 1542) che avevano ornato le volte a crociera.

Nel 1929 venne realizzata una nuova abside semicircolare, in cui fu collocato l'affresco, che per l'occasione fu staccato dal muro su cui si trovava.

 

Segue intervento di Alfonso Torreggiani in OPERE COLLEGATE

Bibliografia

M. FANTI, G. ROVERSI, S. Maria degli Alemanni in Bologna, Bologna 1969

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pg. 118-125

Mappa

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Alfonso Torreggiani, architetto. Edifici ecclesiastici a Bologna
  • Tipo storico-architettonico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

L'itinerario presenta opere realizzate da Alfonso Torreggiani a Bologna dal 1725 e situate quasi tutte nel centro storico. Commissionati dalla Curia e dagli ordini conventuali, dall'aristocrazia cittadina e dal ceto borghese, gli interventi vanno dalla progettazione di nuovi edifici, al rinnovamento di altri con la realizzazione di facciate o l'inserimento di scaloni, alla direzione dei lavori. L'itinerario è suddiviso in due percorsi che collegano gli edifici ecclesiastici e quelli civili.

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