Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

10 - Chiesa collegiata di Santa Maria Maggiore

di Licia Giannelli
Bologna, Chiesa di Santa Maria Maggiore
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Tipo
chiesa collegiata
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2008

Abstract

La chiesa, citata in una bolla di Gregorio VII del 1073 e modificata intorno al 1187, deve l'aspetto attuale all'architetto Paolo Canali che nel XVII secolo ne invertì l'originario orientamento, collocando il nuovo fronte su via Galliera. Nel XVIII secolo la chiesa subì nuovi interventi tra cui il prolungamento della cappella maggiore dove fu collocato il nuovo altare realizzato probabilmente da Alfonso Torreggiani nel 1749. La chiesa accoglie opere dei principali artisti cittadini.

Ubicazione/Come arrivare

Via Galliera, 10

Descrizione

 

Adiacente al palazzo Aldrovandi Montanari, la chiesa di Santa Maria Maggiore affaccia su via Galliera con un profondo portico a tre arcate su pilastri con lesene addossate.

Al di sopra di una trabeazione con cornicione aggettante che divide orizzontalmente la facciata si aprono due ordini di finestre; un frontone triangolare corona la porzione centrale del prospetto.

Il campanile e il fianco della chiesa, in laterizio a vista con cornicione modanato e decorato da archetti pensili, prospettano sulla adiacente via Santa Maria Maggiore.

L'interno, ornato con paraste ioniche e trabeazione superiore di epoca settecentesca, presenta un'impostazione planimetrica di tipo basilicale a tre navate separate da pilastri con colonne addossate e coperte da volte a crociera. Il presbiterio ampliato in epoca barocca è affiancato da due cappelle realizzate nel XV secolo.

La chiesa accoglie opere dei principali artisti cittadini tra i quali Prospero Fontana (1512-97), Alessandro Tiarini (1577-1668), Ercole Graziani (1688-1765), Donato Creti (1671-1749), Gaetano Gandolfi (1734-1802), Pietro Fancelli (1764-1850), Alessandro Guardassoni (1819-88).

Cronologia

 

Menzionata nel 1073 in una bolla di Gregorio VII, che la dice esistente intorno agli anni 535-536, la chiesa apparteneva alle monache benedettine che vi avevano unito il loro monastero. Situata all'interno delle mura cittadine, era orientata liturgicamente con l'abside ad est, rivolta verso il cardo massimo, l'attuale via Galliera, dal quale era separata dal torrente Aposa.

Divenuta chiesa suburbana dopo la riduzione della cerchia muraria, seguita alla distruzione dei quartieri occidentale e settentrionale della città ad opera dei barbari, ebbe la giurisdizione della Beverara con il titolo di Santa Maria Maggiore della Beverara.

Rientrata tra le chiese cittadine con la costruzione della cerchia di mura del Mille alla fine dell'XI secolo, fu totalmente modificata intorno al 1187. Per agevolarne l'accesso venne costruito un ponte sul corso d'acqua che la lambiva. Nel 1464, venne ricostruita e ampliata con il prolungamento delle navate verso via Galliera e la realizzazione di una nuova abside. Successivamente, vennero aggiunte alcune cappelle e, nella seconda metà del XVI secolo fu ampliata anche la cappella maggiore.

L'aspetto attuale si deve all'opera dell'architetto Paolo Canali (1618-80) che nel 1665 invertì l'originario orientamento liturgico dell'edificio, abbattendo l'antica facciata e l'abside cinquecentesca, per realizzare il presbiterio e la cappella maggiore a ovest e il nuovo fronte principale con portico a est, direttamente su via Galliera.

Nel XVIII secolo la chiesa subì nuovi interventi: nel 1712 Carlo Francesco Dotti (1670-1759) ricostruì la cappella posta a sinistra del presbiterio dedicata al SS. Sacramento; nel 1752, sempre su progetto di Dotti e per volere di Benedetto XIV, venne prolungata la cappella maggiore e fu collocato il nuovo altare realizzato probabilmente da Alfonso Torreggiani.

La chiesa riprese le funzioni parrocchiali nel 1876 dopo le soppressioni napoleoniche del 1805-06. La parte superiore del prospetto, con frontone triangolare di coronamento, è un'aggiunta della metà del XX secolo.

 

Segue intervento di Alfonso Torreggiani in OPERE COLLEGATE

Bibliografia

 

La Basilica Parrocchiale di S. Maria Maggiore in Bologna, Ricerche di Giuseppe Rivani, Giancarlo Roversi, Mario Fanti, Bologna 1966

C. RICCI, G. ZUCCHINI, Guida di Bologna. Nuova edizione illustrata, Bologna 2002, pp. 199-200

Mappa

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