Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - Chiesa cattedrale metropolitana di San Pietro

di Licia Giannelli
Bologna, Cattedrale di San Pietro, facciata su via Indipendenza
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Tipo
chiesa cattedrale
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

L'antica cattedrale romanica di Bologna fu ricostruita nella seconda metà del XII secolo. Dopo importanti lavori di restauro voluti dal cardinale Gabriele Paleotti e iniziati nel XVI secolo, nel 1734 il cardinale Prospero Lambertini, poi papa Benedetto XIV, incaricò Alfonso Torreggiani di completare la chiesa ed eseguirne la facciata. Torreggiani ristrutturò anche la cappella per il Cardinale, e realizzò il nuovo altare maggiore. Dalla cripta si accede ai resti di costruzioni più antiche.

Ubicazione/Come arrivare

Via dell'Indipendenza

Informazioni Turistiche

orario 8.00/12.00 - 16.00/18.15

Descrizione

La facciata della chiesa Cattedrale di San Pietro, con cortine di mattoni rossi su cui risaltano le modanature e i partiti architettonici in pietra bianca d'Istria, prospetta su via dell'Indipendenza. Conclusa in alto da un frontone triangolare, è organizzata con ordini architettonici sovrapposti, corinzio e composito, con tre portali di ingresso e una grande finestra centrale con ai lati le statue dei Santi Pietro e Paolo.

Il campanile, posto sul lato sud, fu completato nel XV secolo incorporando la torre cilindrica della fine del secolo X della primitiva basilica, parzialmente visibile all'interno.

L'impianto planimetrico della chiesa segue lo schema gesuitico ad aula con cappelle laterali comunicanti che si aprono sulla navata tramite arcate, alternate ad ampi pilastri sui quali addossano doppie coppie di paraste con al centro coretti settecenteschi. Al di sopra corre una ricca trabeazione su cui si imposta la volta botte di copertura rafforzata da archi di sostegno. In alto si aprono grandi finestre.

Il presbiterio cinquecentesco, a croce greca con tre absidi e anti-coro rettangolare, è coperto da un'alta volta a crociera costolonata, sostenuta da quattro colonne giganti di ordine corinzio

L'interno della chiesa è maestoso, ricco di stucchi ornamentali, opere d'arte, materiali pregiati e affreschi. Nella volta a crociera sopra l'altare maggiore è La Dimora Celeste (1579) di Prospero Fontana (1512-1597); nella lunetta sopra l'altare, l'Annunciazione (1618) di Ludovico Carracci (1555-1619); nel catino absidale La consegna delle chiavi a San Pietro (1579) opera di Cesare Aretusi (1549-1612) e Giovan Battista Fiorini (1535 ca.- post 1599). Il presbiterio accoglie il gruppo policromo ligneo della Crocifissione con la Vergine e San Giovanni (sec.XII), posto sull'altare maggiore realizzato da Alfonso Torreggiani.

Altre opere degne di nota sono il San Pietro piangente e la Vergine di Ludovico Carracci conservata nella sagrestia; opere pittoriche di Giuseppe Marchesi (1699/1700-1771), Donato Creti (1671-1749) e Vittorio Bigari (1692-1776) nelle cappelle; il Compianto di Cristo, gruppo scultoreo in terracotta di Alfonso Lombardi (1497-1537), nella prima cappella di destra; due leoni stilofori a sostegno delle acquasantiere ai lati del portale maggiore, provenienti dalla porta romanica che si apriva sul fianco della chiesa.

Attraverso la cripta, configurata nel Rinascimento seguendo il tracciato dell'abside e rimaneggiata tra il 1965 e il 1967, si accede agli scavi che mostrano i resti di costruzioni più antiche.

Cronologia

La sede arcivescovile di Bologna fu trasferita da via San Felice al sito attuale, presumibilmente agli inizi dell'XI secolo; il nucleo originario era costituito dalla cattedrale, dal palazzo vescovile con canonica e dal vicino battistero di San Giovanni, ancora visibile sul lato a sinistra della facciata.

La cattedrale romanica, distrutta da un incendio nel 1141, fu ricostruita nella seconda metà del XII secolo e continuò ad essere oggetto di nuovi interventi, fino al secolo XV.

Nella seconda metà del Cinquecento, per volere dell'arcivescovo Gabriele Paleotti (1522-1597) ebbe inizio un ambizioso programma di restauri che prese avvio dalla zona absidale, volto a risolvere nell'immediato le precarie condizioni delle strutture murarie ma con l'obiettivo finale di adeguare l'edificio ai nuovi indirizzi funzionali e liturgici indicati dal Concilio di Trento.

Dal 1575 l'architetto Domenico Tibaldi (1541-1583) realizzò il nuovo presbiterio e pochi anni dopo i pittori Cesare Aretusi, Giovan Battista Fiorini, Bartolomeo Cesi, Camillo Procaccino e Prospero Fontana ne completarono la decorazione: una targa marmorea datata 1575, posta sulla conca dell'abside, ricorda la committenza del cardinale Paleotti.

Il successore di Gabriele, arcivescovo Alfonso Paleotti, invece di continuare i lavori secondo i disegni lasciati dal Tibaldi, incaricò l'architetto Pietro Fiorini (1539-1614/22) di ridimensionare il progetto diminuendo il numero di sostegni delle navate per ottenere più spazio, fatto che provocò, nel 1599, il crollo delle volte del corpo longitudinale.

Nel 1605, sotto la direzione di Floriano Ambrosini (1557-1621), i lavori ripresero secondo il progetto del padre barnabita Giovanni Ambrogio Magenta, che prevedeva la realizzazione di un interno ad aula con cappelle laterali comunicanti. Dopo un'interruzione delle operazioni, nel 1612, subentrò nella direzione del cantiere il capomastro Nicolò Donati che modificò in parte il progetto del Magenta.

La costruzione fu sospesa l'anno successivo in corrispondenza della terza campata dell'aula e nuovamente ripresa nel 1731. Nel 1734 il cardinale Prospero Lambertini (1675-1758), futuro papa Benedetto XIV, incaricò l'architetto Alfonso Torreggiani di completare la chiesa ed eseguirne la facciata, che fu infine conclusa nel 1776 dall'architetto Francesco Tadolini (1723-1805) con la realizzazione del frontone triangolare.

Segue intervento di Alfonso Torreggiani in OPERE COLLEGATE 

Bibliografia

La Cattedrale di San Pietro in Bologna, Bologna 1997

Mappa

Itinerari collegati

Alfonso Torreggiani, architetto. Edifici ecclesiastici a Bologna
  • Tipo storico-architettonico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

L'itinerario presenta opere realizzate da Alfonso Torreggiani a Bologna dal 1725 e situate quasi tutte nel centro storico. Commissionati dalla Curia e dagli ordini conventuali, dall'aristocrazia cittadina e dal ceto borghese, gli interventi vanno dalla progettazione di nuovi edifici, al rinnovamento di altri con la realizzazione di facciate o l'inserimento di scaloni, alla direzione dei lavori. L'itinerario è suddiviso in due percorsi che collegano gli edifici ecclesiastici e quelli civili.

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