Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

15 - Chiesa di San Martino Maggiore

di Licia Giannelli
Bologna, Chiesa di San Martino
Bologna, Chiesa di San Martino, vista del fronte posterione con il campanile Bologna, Chiesa di San Martino, chiostro della chiesa Bologna, Chiesa di San Martino, interno Bologna, Chiesa di San Martino, organo del XVI secolo
Tipo
chiesa
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

La chiesa di San Martino all'Aposa, esistente dal 1217, prende il nome dal torrente che le scorreva davanti e che, durante i lavori quattrocenteschi, fu coperto dall'aggiunta di una nuova campata. Dal Cinquecento successivi interventi hanno conferito alla chiesa l'aspetto attuale. All'interno vi sono frammenti di affreschi di Vitale da Bologna e Paolo Uccello e opere di molti importanti artisti. La cappella della Madonna del Carmine fu realizzata da Alfonso Torreggiani nel 1753.

Ubicazione/Come arrivare

Via Oberdan 25 ang. piazza San Martino

Informazioni Turistiche

orario feriale 8.00/12.00 - 16.00/19.00;

orario festivo 8.30/13.00 - 16.00/19.00

Tel. 051.234662

Descrizione

La chiesa di San Martino, nota anche come chiesa della Madonna del Carmine, si affaccia sull'omonima piazza lungo via Oberdan e presenta i caratteri del gotico bolognese ancora influenzato dall'arte romanica.

La facciata, frutto di un intervento attuato in stile neo-romanico nel 1879 è in laterizio, coronata da archetti trilobati e divisa in tre parti da contrafforti, decorati con figure di angeli e di evangelisti, che segnano le navate e terminano con pinnacoli prismatici a guglia conica. Una grande finestra circolare, affiancata da due monofore ogivali, si apre sopra il protiro a cuspide in marmo che precede il portale con lunetta a mosaico raffigurante la predicazione di San Martino.

Dall'angolo tra le vie Marsala e Mentana si possono vedere l'antica abside, restaurata nel 1929 con l'integrazione di coronamenti, pinnacoli e terrecotte, e il campanile.

L'interno è a tre navate, con cappelle perimetrali separate da pilastri poligonali in laterizio sagramato con bassi capitelli a foglie uncinate su cui poggiano gli archi ogivali delle volte a crociera con nervature dipinte. Tre absidi quadrate, coperte a crociera, concludono lo sviluppo longitudinale dell'edificio; in fondo alla navata di destra si trova la cappella realizzata da Alfonso Torreggiani nel 1753. Nella chiesa rimangono frammenti di affreschi di Vitale da Bologna (XIV sec.) e Paolo Uccello (1397-1475), un pulpito di legno intagliato del 1724, l'organo del 1624 e opere di Jacopo della Quercia (1371/74-1438), Bartolomeo Cesi (1556-1629), Francesco Francia (1450ca.-1517), Ludovico Carracci (1555-1619), Girolamo da Carpi (1501ca.-56ca.), Amico Aspertini (1474-1552) e altri.

Cronologia

La chiesa di San Martino all'Aposa, esistente dal 1217, sorse su una preesistente costruzione e fu ampliata intorno alla metà del XIV secolo dai padri Carmelitani che vi risiedevano dal 1293. La facciata era preceduta da un portico in legno sopra il torrente Aposa che scorreva davanti. Sul finire del Quattrocento i padri Carmelitani avviarono nuovi lavori diretti da Giovanni da Brensa (?-.1511), nel corso dei quali l'edificio fu nuovamente ampliato con l'aggiunta di una campata ottenuta coprendo il torrente, che oggi scorre nel sottosuolo. Negli stessi anni fu ingrandito anche il convento, che si sviluppava su cinque chiostri e che occupava una vasta area compresa tra le vie Oberdan, Marsala, Mentana e delle Moline.

A partire dai primi anni del Cinquecento, la chiesa di San Martino fu interessata da una serie di interventi che le hanno conferito l'aspetto attuale: nel 1504 furono demolite alcune case per realizzare il sagrato; nel 1531 fu eseguito per mano di Francesco Mancini l'altorilievo in terracotta su fondo blu, raffigurante San Martino che veste un povero, nella lunetta del portale laterale su via Marsala; nella seconda metà del XVII secolo fu consolidata la facciata per porre rimedio alle precarie condizioni statiche della campata costruita sul torrente; nel 1728 fu rinnovato il campanile romanico-gotico; nel 1879 fu rifatta la facciata in stile neo-romanico su progetto di Giuseppe Modonesi (1821-1891), che aggiunse i mosaici e sostituì il protiro cinquecentesco con quello attuale.

Nel corso della prima metà del Novecento, si susseguirono i restauri dell'abside diretti dalla Soprintendenza ai Monumenti, quelli del campanile e quelli operati dall'architetto Edoardo Collamarini (1864-1928).

La chiesa, che con la soppressione degli Ordini Religiosi imposta dalle leggi napoleoniche passò al clero secolare, è stata restituita ai padri Carmelitani nel 1937.

Segue intervento di Alfonso Torreggiani in OPERE COLLEGATE 

Bibliografia

La Basilica di San Martino Maggiore - Santuario della Madonna del Carmine. Via Guglielmo Oberdan 25, Bologna, Bologna 2000

C. RICCI, G. ZUCCHINI, Guida di Bologna. Nuova edizione illustrata, Bologna 2002, pp. 183-184

Mappa

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Alfonso Torreggiani, architetto. Edifici ecclesiastici a Bologna
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  • Nazione Italia
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  • Provincia Bologna

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