Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

23 - Forlì - Mura

di Barbara Vernia
Forlì, i ruderi delle mura lungo via del Portonaccio
Tipo
Mura cittadine
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Forlì
Data compilazione
2007

Abstract

Si conservano pochi tratti della cinta muraria di Forlì, lunga circa 5 km, il cui percorso è oggi intuibile dall’andamento della circonvallazione interna alla città. Costruita a partire dal 1438 in sostituzione di uno steccato più antico, la cinta muraria fu terminata solo alla fine del Quattrocento, in fretta, per volere di Caterina Sforza che vi fece aggiungere il fossato esterno. In parte rifatta nel XVIII e XIX secolo, fu abbattuta all’inizio del XX secolo.

Ubicazione/Come arrivare

Via del Portonaccio

Informazioni Turistiche

Libero accesso

Descrizione

La cerchia muraria urbana di Forlì è stata quasi interamente demolita all'inizio del XX sec. ma, nonostante ne restino poche tracce in alzato, la sua forma complessiva è ricostruibile attraverso l'andamento dei viali che attualmente costituiscono la circonvallazione interna alla città (v.le G. Matteotti, via V. Veneto, v.le Italia, via del Portonaccio, v.le L. Salinatore, via F. Corridoni): la cinta muraria, di circa 5 km di perimetro, aveva forma irregolare, vagamente esagonale. Vi si aprivano quattro porte: porta Schiavonia a ovest, porta Ravaldino a sud, porta Cotogni a est e porta San Pietro a nord. Le mura erano inoltre rinforzate con quarantasei torri-guardiole a base rettangolare o circolare, mentre non risultano bastioni pentagonali caratteristici delle ristrutturazioni cinquecentesche. Oltre alla Rocca di Ravaldino con la cittadella, ad un rivellino, al rudere dell'edificio noto come Paradiso e a porta Schiavonia, oggi ne restano solo pochi tratti. Alcuni di questi sono stati individuati con scavi condotti dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna: lungo via del Portonaccio (tratto di mura con guardiola quadrata), in via Forlanini (rudere della torre del Pelacano), in viale Salinatore (torre dei Quadri sulla riva del Montone), in via Porta Cotogni (tratto di mura molto rifatte per la costruzione dello Sferisterio, ora distrutto). Nei tratti individuati, alcuni dei quali posti a 30-40 cm sotto il piano stradale attuale, il paramento esterno è in genere a scarpa (ma non è documentato ovunque) nella parte inferiore; il nucleo è costituito da conglomerato. Il paramento è realizzato in laterizi, di uno spessore variabile tra i 60 e i 97 cm (con un picco di 1,80 m). Sopra il tratto a scarpata, le mura si alzavano verticali ed erano probabilmente coronate da merli a coda di rondine, come testimoniano fonti iconografiche coeve. All'interno delle mura correva un terrapieno, all'esterno un fossato.

La città antica, che si era sviluppata tra i corsi dei fiumi Montone e Rabbi, cominciò a espandersi nel XIII secolo, ma un assetto più ordinato le venne dato solo a partire dal XV secolo, quando Antonio Ordelaffi, intorno al 1438, iniziò la costruzione della cinta muraria che fu terminata da Caterina Sforza verso il 1499.

La cerchia fu realizzata in più fasi, dando priorità ai punti strategici e alle zone più deboli. Fino alla prima metà del XV sec. dovevano essere ancora in uso le vecchie fortificazioni menzionate dagli Statuti del 1359, costituite da un fossato e da muros vel steccata vel fossata; inoltre, ancora nel 1472 metà della cinta muraria mancava, come testimoniano gli Annales Forolivienses, motivo per il quale Pino III Ordelaffi fece costruire la Rocca di Ravaldino.

Il fossato addossato alle mura fu fatto scavare alla fine del Quattrocento da Caterina Sforza la quale, sotto la minaccia incombente di Cesare Borgia, fece ultimare la cinta muraria. Alcuni tratti furono rifatti nel corso del XVIII e XIX sec., sempre sulle basi antiche, poiché danneggiati, ma all'inizio del XX secolo, come in molte città italiane, esse furono abbattute in diversi punti per consentire una più libera circolazione stradale.

Cronologia

1438-1499 circa

Bibliografia

M. FOSCHI, L. PRATI(a cura di), Melozzo da Forlì. La sua città e il suo tempo, Milano 1994, pp. 270-275.

C. GUARNIERI, Forlì, via del Portonaccio, Porta Schiavonia, viale L. Salinatore: mura rinascimentali, in "Archeologia dell'Emilia Romagna", 1999, II, p. 341.

C. GUARNIERI, C. CAVALLARI, Strutture difensive nella Forlì tardo-medievale e rinascimentale: notizie preliminari, in "Atti del II Congresso nazionale di archeologia medievale" (Musei civici, Chiesa di Santa Giulia, Brescia, 28 settembre-1 ottobre 2000), Firenze 2001, pp. 78-81

Mappa

Itinerari collegati

Le città murate lungo la via Emilia
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

Nel territorio romagnolo, percorrendo la via Emilia da Rimini fino a Imola, si incontrano numerosi centri urbani nei quali si conservano ancora oggi da mura, torrioni, porte e rocche. Questo sistema difensivo, comprendente a volte vestigia di costruzioni più antiche, fu creato in modo sistematico dalle potenti famiglie che governavano a vario titolo questi territori fra XIV e XVI secolo e ancora oggi caratterizza il tessuto urbanistico delle città romagnole.

Segretariato regionale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter