Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

01 - Savignano sul Rubicone - Pieve di S. Giovanni in Compito

di Barbara Vernia
S. Giovanni in Compito (Forlì-Cesena), Pieve di S. Giovanni, facciata.
S. Giovanni in Compito (Forlì-Cesena), Pieve di S. Giovanni, particolare della soglia. S. Giovanni in Compito (Forlì-Cesena), Pieve di S. Giovanni, capitello reimpiegato. S. Giovanni in Compito (Forlì-Cesena), Pieve di S. Giovanni, capitello frammentario.
Tipo
Pieve
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Savignano sul Rubicone
Data compilazione
2007

Abstract

Edificio a unica navata, con abside quadrangolare. La facciata, dopo vari restauri e rifacimenti, presenta una monofora e una bifora, chiuse ai lati da due lesene. Inserite nella struttura, sono diversi reimpieghi scultorei antichi. Già presente alla metà del VII secolo, la pieve è stata il principale punto di riferimento culturale e sociale di quest’area fino al XIII secolo. In breve tempo perderà di importanza diventando sempre più una chiesa rurale e periferica.

Ubicazione/Come arrivare

Via S. Giovanni

Informazioni Turistiche

Libero accesso quando la struttura è aperta (non ci sono orari precisi) e durante la messa la domenica mattina.

Descrizione

Edificio ad unica navata, con abside quadrangolare frutto di lavori del XIX secolo.

La facciata, che presenta un innaturale abbassamento, testimonianza dei numerosi restauri e rifacimenti, presenta una monofora e una bifora, rimesse in luce durante i restauri del 1927, chiuse ai lati da due lesene. Inserite nella struttura della chiesa sono diversi reimpieghi scultorei: la soglia è una lastra di marmo rosa di Verona, forse romana; l'architrave della porta è costituito da una lastra marmorea decorata a treccia databile all'XI secolo così come altri due frammenti sempre visibili in facciata, cioè un frammento di lastra con decorazione vegetale e un frammento di capitello. Alla stesa epoca sono riconducibili i materiali di reimpiego in laterizio del muro settentrionale, mentre quello meridionale è stato molto rimaneggiatonell'Ottocento.

All'interno sono da considerarsi materiali di recupero la mensa d'altare, una lastra in marmo rosa di Verona, che sembra essere stata tagliata da un sepolcro romano (I sec. d.C.?), forse lo stesso da cui proviene anche il frammento utilizzato per la soglia; un capitello frammentario di V-VI secolo; un frammento di semicolonna con staurogramma datato all'VIII-IX secolo; due capitelli romanici di tipo cubico, reimpiegati come acquasantiere e databili all'XI secolo, uno in marmo cario, è decorato con tralci ricchi di pampini e con acanto, l'altro, in calcare, è decorato con foglie d'acanto stilizzate; un altro capitello frammentario utilizzato per reggere il leggio, decorato e datato tra IX e XI secolo.

Un poggiatesta in pietra grigia murato nella parete destra sembra appartenere all'epoca tardoantica.

Il Museo Don Giorgio Franchini, posto a pochi metri di distanza, conserva altri materiali provenienti dalla chiesa, oltrechè i numerosissimi ritrovamenti dell'area circostante.

Dopo la fine del villaggio e dell'area sacra sviluppatesi attorno alla mansio testimoniata dagli itineraria tardoantichi come Compitum ad Confluentes (di cui rimane testimonianza nel "Petrone", un blocco quadrangolare di calcestruzzo ancora visibile lungo la via Emilia e considerato parte interna di un imponente monumento funerario), nasce e si sviluppa la pieve di S. Giovanni in Compito. Documentata già dalla metà del VII secolo, solo nel 955 è citata come pieve: S. Giovanni in Compito è stata il principale punto di riferimento cultuale e sociale della vasta area comprendente la valle del Rubicone e quelle minori circostanti fino almeno al XIII secolo, quando viene citata, a non più di 200 m di distanza, una seconda pieve intitolata a S. Pietro. Nel 1359 la strutturazione urbana del borgo di Savignano segna il tramonto della chiesa del Compito, che diventa sempre più una chiesa rurale e periferica. La decadenza si protrarrà fino all'inizio del XIX secolo, quando furono intrapresi importanti lavori di ammodernamento. Fu soprattutto l'impegno di don Giorgio Franchini, parroco tra il 1926 e il 1978, a valorizzare e rivitalizzare l'antica pieve e la sua storia, anche attraverso l'apertura del museo archeologico, fondato dal parroco stesso nel 1930.

In seguito ai danni bellici l'edificio fu restaurato nel 1959-60, apponendovi un'abside rettilinea sicuramente diversa da quella precedente, poiché durante il rifacimento del pavimento vennero ritrovate le fondazioni dell'abside semicircolare distrutta nel 1827. Riemersero pure i resti dell'antico arco absidale forse risalente all'XI secolo o addirittura al periodo precedente.
In saggi recenti, a 2 m di profondità è emerso un pavimento mosaicato nell'area dell'abside che potrebbe appartenere ad una fase più antica dell'XI secolo.

Cronologia

Prima dell'XI secolo d.C.

Bibliografia

D. SCARPELLINI (a cura di), Museo archeologico del Compito: guida al museo archeologico del Compito e alla pieve di S. Giovanni in Compito, Verucchio 2000, p. 42-51

http://www.museodelcompito.com/ITA/index.asp

 

Mappa

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  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

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