Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

04 - Borghi - Resti del castello di S. Giovanni in Galilea

di Barbara Vernia
S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), veduta generale del paese.
S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), resti del torrione. S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), resti della rocca. S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), resti della rocca, particolare. S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), porta fortificata orientale.
Tipo
Borgo fortificato
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Borghi
Località
S. Giovanni in Galilea
Data compilazione
2007

Abstract

Il paese conserva molte tracce delle strutture fortificate dell’età malatestiana, realizzate a partire dal XIV secolo. I resti di un torrione e di un solido edificio sono ciò che resta dell’antica rocca voluta da Pandolfo II, metà XVI secolo. Era un luogo particolarmente strategico per il controllo delle due valli. Il castello è documentato dal XIII secolo, quando apparteneva a Rimini. Dopo i Malatesta, nel 1658 passò sotto il controllo della Santa Sede e perse la sua funzione difensiva.

Informazioni Turistiche

Libero accesso all'esterno

Descrizione

Il paese di S. Giovanni in Galilea, nonostante i guasti della Seconda Guerra Mondiale, conserva molte tracce delle strutture fortificate dell'età malatestiana, realizzate a partire dal XIV secolo. Le strutture superstiti più antiche tuttavia non sono precedenti alla metà del XV, e si devono soprattutto agli interventi dei Malatesta di Sogliano durante il XVI secolo. Sulla sommità della rupe rimangono i resti di un torrione e di un solido edificio, quel che è sopravvissuto della rocca voluta da Pandolfo II alla metà del XVI secolo; sulla strada che attraversa il borgo rimane la porta fortificata orientale con arco a tutto sesto, che conserva ancora le tracce dell'antica presenza di un ponte levatoio. Il complesso ospita attualmente il museo Renzi ed è frutto di lavori di ripristino che hanno rimodellato alcuni edifici pericolanti; infine la chiesa di S. Giovanni è stata ricostruita dopo l'ultimo conflitto mondiale, in maniera diversa rispetto all'edificio antico.

Non è chiaro a quando risalga la fortificazione in cima alla rupe di S. Giovanni: la sua conformazione, dello stesso tipo di S. Marino e S. Leo, e la sua posizione ne fanno un luogo particolarmente strategico per il controllo delle valli dell'Uso e del Rubicone. Tuttavia, il castello è documentato dal XIII secolo, quando apparteneva a Rimini. Alla fine del secolo era in mano ai Malatesta che lo tennero fino alla rovina di Sigismondo Pandolfo nel 1464. Poco dopo ne entrarono in possesso i Malatesta di Sogliano che ne rimasero i feudatari per due secoli, fino al 1658, quando passò sotto il controllo diretto della S. Sede. Il castello perse allora la sua funzione difensiva, ma rimase un punto di riferimento per la comunità rurale, fin quando non perse anche l'autonomia amministrativa a favore di Borghi.

Cronologia

XV-XVI secolo

Bibliografia

S. FOSCHI, Storia illustrata di Borghi, Bologna 1988, p. 8, 16-18.

M. GAUDIO, S. Giovanni in Galilea, 2 voll., Verucchio 1997.

M. GAUDIO, Chiese, pievani e fedeli, Viserba 1999, p. 16-25, 43-94.

http://www.museorenzi.it/storiapaese.htm

Mappa

Itinerari collegati

Le città murate della valle del Rubicone e della valle dell'Uso
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

A nord della valle del Marecchia, si allineano quelle del Rubicone e dell’Uso. Lungo il percorso sorgono una serie di borghi, che furono fortificati nel basso Medioevo e il Rinascimento. Le più antiche testimonianze risalgono all’età romana. In seguito l’autorità ecclesiastica sviluppò importanti infrastrutture, che divennero importanti centri di aggregazione per le comunità rurali. Più tardi arrivarono le famiglie aristocratiche riminesi e dei Montefeltro a realizzare complessi fortificati.

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