Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

05 - Borghi - Pieve di S. Giovanni in Galilea

di Barbara Vernia
S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), area degli scavi della pieve.
S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), zona absidale vista da nord. S. Giovanni in Galilea (Borghi, Forlì-Cesena), zona absidale vista da sud.
Tipo
Scavi archeologici
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagan
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Borghi
Località
S. Giovanni in Galilea
Data compilazione
2007

Abstract

Attualmente sono in corso scavi delle strutture più recenti databili al XV secolo. La parte più esterna a sinistra è ciò che rimane della muratura di un abside semicircolare della chiesa primitiva, forse dell’VIII secolo. Tra i reperti rinvenuti ci sono anche frammenti di decorazioni lapidee, probabilmente medievali. La pieve è documentata dalla seconda metà dell’IX secolo, ma si potrebbe avvicinare alle antiche pievi di tipo ravennate. Nel Settecento una frana la distrusse definitivamente.

Ubicazione/Come arrivare

Via la Pieve

Informazioni Turistiche

Libero accesso

Descrizione

Attualmente sono in corso scavi delle strutture più recenti, databili al XV secolo, ma tutta l'area è in attesa di essere musealizzata. Giungendo alla zona degli scavi, le strutture più esterne sulla sinistra sono ciò che rimane della muratura di un'abside semicircolare della chiesa primitiva, a navata unica: essa, sulla base di alcuni materiali rinvenuti negli anni Settanta, potrebbe risalire almeno all'VIII secolo. In area non accessibile sono stati sistemati i reperti rinvenuti nella scarpata creata dalla frana che ha distrutto la pieve, tra i quali sono segnalati numerosi frammenti, ancora inediti, di decorazioni lapidee probabilmente medievali.

L'area della pieve, un pianoro ai piedi di un masso erratico sulla via meglio percorribile tra la val Marecchia e il Compito, ha evidenziato segni di frequentazione sin dalla prima età del ferro.

La pieve di S. Giovanni in Galilea è documentata dalla seconda metà del IX secolo, ma gli scavi archeologici hanno indicato una tipologia architettonica e materiali che, pur con qualche cautela, la avvicinerebbero alle più antiche pievi di tipo ravennate. La pieve ha avuto giurisdizione sulle parti mediane delle valli dell'Uso e del Rubicone (odierni territori di Sogliano e Borghi in particolare), almeno fino a tutto il XV secolo. Alla fine del XVI la chiesa dava già segni di degrado a causa delle frane e l'arciprete trasferì la propria residenza al castello, nella chiesa di S. Pietro, in cima alla rupe. Quando nel 1742 con solenne processione la tavola dipinta e il titolo di S. Giovanni vennero trasferiti nella chiesa in alto la pieve era in stato pericolante; non molto tempo dopo una frana fece crollare l'edificio e si salvò solo la zona absidale.

Cronologia

Dal VI o IX sec. d.C.(?)

Bibliografia

S. FOSCHI, Storia illustrata di Borghi, Bologna 1988, p. 6-7.

C. CURRADI, Pievi del territorio riminese nei documenti fino al mille, Rimini 1984, p. 139-149.

M. GAUDIO, Chiese, pievani e fedeli, Viserba 1999, p. 7-15.

http://www.museorenzi.it/storiapaese.htm

Mappa

Itinerari collegati

Le città murate della valle del Rubicone e della valle dell'Uso
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

A nord della valle del Marecchia, si allineano quelle del Rubicone e dell’Uso. Lungo il percorso sorgono una serie di borghi, che furono fortificati nel basso Medioevo e il Rinascimento. Le più antiche testimonianze risalgono all’età romana. In seguito l’autorità ecclesiastica sviluppò importanti infrastrutture, che divennero importanti centri di aggregazione per le comunità rurali. Più tardi arrivarono le famiglie aristocratiche riminesi e dei Montefeltro a realizzare complessi fortificati.

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