Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

07 - Montetiffi - Abbazia di S. Leonardo

di Barbara Vernia
Montetiffi (Forlì-Cesena), Abbazia di S. Leonardo, panoramica.
Montetiffi (Forlì-Cesena), Abbazia di S. Leonardo, facciata della chiesa. Montetiffi (Forlì-Cesena), Abbazia di S. Leonardo, il campanile. Montetiffi (Forlì-Cesena), Abbazia di S. Leonardo, particolare della muratura.
Tipo
Abbazia
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Sogliano sul Rubicone
Località
Montetiffi
Data compilazione
2007

Abstract

Chiesa a navata unica che conserva in parte le fondazioni alto medievali. Posta su uno sperone di roccia, presenta una scalinata d’ingresso, due cappelle laterali e un campanile sul fianco destro dell’abside. A sinistra gli ambienti dell’ex monastero. Fondata dai benedettini intorno alla metà dell’XI secolo, ha svolto un ruolo importante nella colonizzazione dell’alta valle dell’Uso. Nel basso medioevo prosperò e si inserì nelle vicende politiche locali. La decadenza iniziò nel XV secolo.

Informazioni Turistiche

Libero accesso all'esterno, chiuso per lavori l'interno.

Descrizione

La chiesa abbaziale è a navata unica e conserva in parte le fondazioni altomedievali. Nel corso dei secoli diversi necessari interventi hanno cambiato, ma non stravolto, la fisionomia originaria: oggi l'edificio, che è costruito in conci di pietra locale su uno sperone di roccia, presenta una breve scalinata all'ingresso, due cappelle laterali e una torre campanaria, alta 21 m, sul fianco destro dell'abside semicircolare, mentre sulla sinistra si dispongono gli ambienti dell'ex monastero.

All'interno, la chiesa custodisce diverse epigrafi: due del 1120, una del 1334, un'altra del 1621.

Fondata dai benedettini attorno alla metà dell'XI secolo con la dedica ai santi Martino e Bartolomeo, l'abbazia di Montetiffi, ora dedicata a S. Leonardo, ha svolto un ruolo fondamentale nella colonizzazione dell'alta valle dell'Uso, anche perché posta su un antico punto di passaggio tra la valle dell'Uso e quella del Marecchia. Durante i secoli del basso medioevo l'abbazia prosperò e si inserì nelle vicende politiche locali, subendo un rovinoso attacco da parte degli abitanti di S. Leo, ghibellini, alla fine del XIII secolo, dal quale si riprese a fatica.

Importanti interventi di potenziamento sono documentati nel 1334, e altri, di tipo militare, nel 1384.

Sempre al XIV secolo risalgono alcuni lacerti d'affreschi.

La decadenza iniziò un secolo più tardi: nel 1431 è registrato l'ultimo pagamento delle obbligazioni alla Santa Sede, e nel 1444 l'abbazia risulta in commenda. Nei secoli successivi solo l'azione di alcuni più capaci abati, nei brevi periodi di ripristino, e commendatari impedirono la definitiva rovina. Nel XVII secolo furono realizzati il soppalco per l'organo, che in parte ha recuperato la crollata sala capitolare, il fonte battesimale e il soffitto a capriate, mentre al XVIII secolo risalgono le due cappelle laterali, l'altare, che conserva la base del XII secolo, e gli arredi lignei.

Nel XIX secolo e poi recentemente (i lavori di restauro stanno proseguendo dopo una prima inaugurazione nell'aprile 2007) è grazie all'azione locale che la piccola abbazia è tornata ad essere attiva, come chiesa, come monumento e come sede del museo dedicato ai tegliai locali e alla figura del monaco poeta Venanzio Reali.

Cronologia

Da metà XI sec. d.C.

Bibliografia

A. BARTOLINI, Montetiffi e la sua abbazia: notizie storiche, Cesena 1967.

S. CAMPANA (a cura di), Tre chiese da salvare: un territorio, i suoi monumenti, i progetti di restauro, idee per una valorizzazione complessiva, Ravenna 1996.

L'abbazia di Montetiffi, Montetiffi 2006? (ciclostilato).

Mappa

Itinerari collegati

Le città murate della valle del Rubicone e della valle dell'Uso
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

A nord della valle del Marecchia, si allineano quelle del Rubicone e dell’Uso. Lungo il percorso sorgono una serie di borghi, che furono fortificati nel basso Medioevo e il Rinascimento. Le più antiche testimonianze risalgono all’età romana. In seguito l’autorità ecclesiastica sviluppò importanti infrastrutture, che divennero importanti centri di aggregazione per le comunità rurali. Più tardi arrivarono le famiglie aristocratiche riminesi e dei Montefeltro a realizzare complessi fortificati.

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