Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

12 - Montecodruzzo (Roncofreddo) - Resti del castello

di Barbara Vernia
Montecodruzzo (Roncofreddo, Forlì-Cesena), porta di accesso al borgo.
Montecodruzzo (Roncofreddo, Forlì-Cesena), la torre costruita su un bastione del castello. Montecodruzzo (Roncofreddo, Forlì-Cesena), la zona dove sorgeva il castelloe il passaggio all’antico bastione. Montecodruzzo (Roncofreddo, Forlì-Cesena), chiesa di S. Maria Liberatrice, facciata.
Tipo
Castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Roncofreddo
Località
Montecodruzzo

Abstract

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, rimangono pochissime tracce delle strutture fortificate. La torre dell’orologio fu ricostruita sui ruderi di un bastione del castello. La porta, con arco a tutto sesto su due pilastri con capitello scolpito, è l’unica parte superstite del castello. Il luogo è documentato alla fine del XII secolo, ma già prima doveva presentare delle strutture di carattere difensivo-strategiche. Proprietà degli arcivescovi di Ravenna, passò nel 1484 ai Malatesta di Sogliano.

Informazioni Turistiche

Visitabili dall'esterno liberamente

Descrizione

Dopo il passaggio della Seconda Guerra Mondiale, rimangono pochissime tracce delle strutture fortificate di Montecodruzzo, tutte realizzate con la pietra locale. La torre con orologio fu costruita subito dopo la fine della guerra sui ruderi di un bastione del castello in parte reimpiegato, mentre la piazzetta del borgo è introdotta da una porta, unica struttura superstite (anche se in parte ripristinata nel dopoguerra) dell'antico castello. Essa presenta un arco a tutto sesto che si imposta su due pilastri terminanti con un capitello scolpito, sempre in pietra.

Il monte "a forma di cappuccio", da cui il nome Cucurutii è documentato dalla fine del XII secolo, ma già prima doveva presentare delle strutture di carattere difensivo-strategico, a causa della sua posizione lungo il percorso che dalla valle del Savio portava fino a quella del Marecchia passando per Strigara e Montetiffi. Proprietà degli arcivescovi di Ravenna, fu ceduto solo nel 1484 ai Malatesta di Sogliano. In particolare Giacomo Malatesta si preoccupò di erigere nuove strutture nel borgo: nel 1573 fece costruire la chiesa di S. Maria Liberatrice in forme classicheggianti, tuttora esistente, e vi impiantò una comunità francescana. Nel 1602 però il castello fu venduto a nobili di Bologna e di lì passò per diversi proprietari anche dopo la soppressione dei privilegi feudali fino a tempi recenti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il borgo fu teatro di alcuni duri scontri che portarono alla distruzione delle strutture più antiche.

Cronologia

Dal XIV sec.(?)

Bibliografia

R. ZOFFOLI, La valle del Rubicone Urgòn, Cesena 2006, p. 31-32.

M. SASSI, Castelli in Romagna, Cesena 2005, p. 141.

www.comune.roncofreddo.fo.it/Index.aspx?type=localita&cat=0&id=16

Mappa

Itinerari collegati

Le città murate della valle del Rubicone e della valle dell'Uso
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

A nord della valle del Marecchia, si allineano quelle del Rubicone e dell’Uso. Lungo il percorso sorgono una serie di borghi, che furono fortificati nel basso Medioevo e il Rinascimento. Le più antiche testimonianze risalgono all’età romana. In seguito l’autorità ecclesiastica sviluppò importanti infrastrutture, che divennero importanti centri di aggregazione per le comunità rurali. Più tardi arrivarono le famiglie aristocratiche riminesi e dei Montefeltro a realizzare complessi fortificati.

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