Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

14 - Roncofreddo - Castello di Sorrivoli

di Barbara Vernia
Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena), le strutture del castello.
Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena), la facciata del castello a sinistra del ponte levatoio. Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena), il ponte levatoio. Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena), cortile interno, il maschio. Sorrivoli (Roncofreddo, Forlì-Cesena), cortile interno, il palazzo signorile, attualmente utilizzato come chiesa.
Tipo
Castello difensivo
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Roncofreddo
Località
Sorrivoli

Abstract

Conserva ancora la struttura difensiva, in gran parte risalente al XV-XVI secolo: ancora esistenti le mura con i bastioni e la struttura del ponte levatoio, il maschio e il palazzo dei Roverella. E’ ancora presente il borgo attorno all’antico fossato, oggi formato da case restaurate. Noto sin dalla fine del X secolo, come feudo della Chiesa di Ravenna, agli inizi del XVI secolo passò nelle mani della famiglia Roverella. Nel 1950 dal palazzo fu ricavata una chiesa e dalla torre il campanile.

Informazioni Turistiche

Libero accesso

Descrizione

Il castello di Sorrivoli conserva ancora la struttura difensiva modificata a partire dal XIV secolo e in gran parte risalente al XV-XVI, sebbene alterata da successivi rimaneggiamenti: sono comunque ancora esistenti il circuito murario con i bastioni e la struttura del ponte levatoio, oggi sostituito da uno in laterizi, il maschio, il palazzo dei Roverella, utlizzato attualmente per gli ambienti parrocchiali. Inoltre, è ancora presente, aldilà del portale d'ingresso, il borgo attorno all'antico fossato, oggi formato da case restaurate secondo le linee guida adottate per i lavori di ripristino del castello.

Noto sin dalla fine del X secolo come feudo della Chiesa di Ravenna, per la sua posizione fu conteso da diverse famiglie e città, ma a parte alcuni decenni nella seconda metà del XIII secolo, la dominazione degli Arcivescovi si protrasse fino agli inizi del XVI secolo, quando l'arcivescovo Filasio Roverella legò il fortilizio alla propria famiglia prima di ritirarvisi fino alla morte avvenuta nel 1526. Il possesso della famiglia dei Roverella durò fino al 1858. In seguito il castello divenne proprietà del Comune di Cesena, poi di alcuni privati e, nel 1950, della parrocchia che trasformò gran parte del complesso, ricavando dal palazzo una chiesa e dei locali di servizio e dalla torre un campanile.

Cronologia

Dal XIV secolo.

Bibliografia

R. ZOFFOLI, La valle del Rubicone Urgòn, Cesena 2006, p. 35-39.

M. SASSI, Castelli in Romagna, Cesena 2005, p. 147.

Mappa

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Le città murate della valle del Rubicone e della valle dell'Uso
  • Tipo storico-archeologico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Forlì-Cesena

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