Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

Le opere di Alfonso Lombardi a Bologna

di Annalisa Sabattini
Transito della Vergine, particolare
Tipo
artistico
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
giugno 2008

Abstract

Alfonso Lombardi, scultore, nato a Ferrara intorno al 1497, si formò alla corte estense e, giunto a Bologna, lavorò per i maggiori committenti. Autore estremamente versatile, dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo. L'intinerario si snoda tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosciuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

Percorso

Alfonso Lombardi, scultore, nato a Ferrara intorno al 1497, si formò alla corte estense e, giunto a Bologna, lavorò per i maggiori committenti. Autore estremamente versatile, dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo. L'intinerario si snoda tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosciuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

Descrizione

L'intinerario si snoda nel cuore di Bologna, tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosicuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

Alfonso Lombardi, scultore, nacque a Ferrara intorno al 1497 e morì a Bologna nel 1537. Le notizie sulla sua vita provengono per la maggior parte dalle "Vite" di Giorgio Vasari, piuttosto critico nei suoi confronti, che lo presenta come uomo "fatuo e vanesio", "assai bello di persona" e dedito alla scultura "più per piacere e per vanagloria che per voglia di mettersi a scalpellare". Il ritratto di Lombardi fu certo influenzato dalla scarsa considerazione che lo scrittore aretino aveva nei confronti dei plasticatori in creta e gesso rispetto agli scultori in marmo. Tuttavia, in una zona come quella emiliana, caratterizzata dall'abbondanza di terreni alluvionali, ricchi di argilla, e dalla scarsità di pietre e marmi, l'abilità di modellare la creta ebbe un particolare sviluppo e raggiunse altissimi livelli formali ed espressivi.

Lombardi, da questo punto di vista, fu un autore estremamente versatile, e dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo, studiando ed emulando i più grandi maestri che, proprio allora, andavano riscoprendo le linee e i modelli della scultura classica. Nella sua produzione si possono riscontrare, allo stesso tempo, la capacità di adattarsi ed interpretare le richieste della committenza, e un desiderio di continua ricerca e miglioramento. In questo senso può essere dunque interpretato il ritratto di Vasari di un Lombardi colto, elegante e raffinato, perfetto artista di corte, orgoglioso e consapevole del proprio valore e del proprio successo.

Il giovane Alfonso crebbe e si formò alla corte del duca Alfonso I d'Este, a Ferrara, dove il padre, di origini lucchesi, si era trasferito nel 1496, poco prima della sua nascita. Le sue prime opere furono probabilmente piccole figure in terracotta e medaglie in cera e stucco con i ritratti del duca, di Pietro Bembo e Ludovico Ariosto. Tali opere, purtroppo perdute, furono elogiate dai contemporanei per l'abilità del giovane scultore di rendere con estremo realismo i tratti del volto e le caratteristiche fisionomiche.

Alcune fonti riportano anche la presenza di Lombardi nei cantieri di Palazzo Belvedere e del Castello estense, dove Alfonso I aveva commissionato ai maggiori artisti dell'epoca la decorazione dei celebri Camerini Dorati o di Alabastro, in cui erano conservate ed esposte le sue ricche raccolte d'arte. In questo crocevia di artisti ed avanguardie, il giovane scultore ebbe modo di sviluppare e raffinare il proprio gusto estetico, raggiungendo ben presto un'ottima fama. Appena giunto a Bologna a seguito del padre, intorno al 1518, ricevette infatti un'importante commissione da parte del governo cittadino: una grande statua in terracotta raffigurante Ercole e l'idra, da collocare nella Sala degli Anziani, a Palazzo Comunale.

Da allora Alfonso Lombardi non lavorò che per i maggiori committenti bolognesi, realizzando tra il 1519 ed il 1522 il gruppo del Transito della Vergine per la Confraternita dei Battuti di S. Maria della Vita, la prima e più grande tra le confraternite laicali della città. Lo scultore diede prova della sua profonda conoscenza e sapiente rielaborazione della tradizione emiliana anche nell'opera successiva, il Compianto su Cristo morto, realizzato nel 1523 per le monache di S. Margherita, che anni dopo il cardinale Gabriele Paleotti volle per la cattedrale di S. Pietro.

Dal 1524 fu impegnato nel più importante cantiere cittadino, quello della basilica di S. Petronio, chiamato insieme a numerosi altri artisti a scolpire le statue delle lunette e le formelle dei portali minori. Nello stesso periodo, gli furono richieste alcune statue dalla Confraternita bolognese di S. Bartolomeo di Reno e, probabilmente, da quella di S. Maria del Baraccano, mentre per il Senato realizzò i quattro Protettori della città da collocare sotto il voltone del Palazzo del Podestà.

Prestò in seguito la sua opera nella basilica di S. Domenico, dove si occupò degli apparati decorativi per la cappella Ghisilardi, progettata da Baldassarre Peruzzi, e dei bassorilievi nel gradino dell'arca del Santo, lasciando la sua firma insieme a quella di Nicola Pisano, Arnolfo di Cambio, Jacopo della Quercia e del giovane Michelangelo Buonarroti.

Non è documentato con certezza un soggiorno romano dello scultore, che tuttavia diede prova di una profonda conoscenza del linguaggio e del repertorio dell'antichità classica, forse dovuta allo studio delle stampe e dei disegni che allora circolavano fra gli artisti e gli estimatori più eruditi. Senza dubbio, influirono sulla sua opera la conoscenza diretta di Michelangelo Buonarroti e di Baldassarre Peruzzi, e la diffusione dei modelli romani che si ebbe con l'ingresso definitivo di Bologna nello Stato Pontificio, proprio all'inizio del XVI secolo.

All'apice della sua carriera, Alfonso Lombardi fu incaricato di ideare le statue per l'arco trionfale disegnato da Amico Aspertini, apparato effimero allestito davanti a Palazzo d'Accursio per celebrare l'incoronazione di Carlo V, nel 1530. Insieme al giovane Parmigianino, fu anche scelto dal potente cardinale Campeggi per la decorazione di una nuova cappella, progettata e mai realizzata, nella basilica di S. Petronio, in onore del nuovo imperatore asburgico.

Già impegnato nel monumento funebre per il capitano di ventura Armaciotto de' Ramazzotti, nella chiesa di S. Michele in Bosco, lo scultore ricevette il suo ultimo, prestigioso incarico da parte del duca di Mantova Federico II, che gli commissionò, dopo aver scartato un progetto di Raffaello, l'ideazione della tomba del padre Francesco Gonzaga. Alla precoce morte di Lombardi, nel 1537, la conclusione dell'opera, appena abbozzata, venne affidata a Giulio Romano. In un disegno di quest'ultimo, conservato al Louvre, Francesco Gonzaga appare sdraiato su un fianco, con la testa sorretta dal braccio sinistro, in un'evidente rielaborazione del contributo creativo di Lombardi.

Informazioni Turistiche

Alfonso Lombardi, scultore, nato a Ferrara intorno al 1497, si formò alla corte estense e, giunto a Bologna, lavorò per i maggiori committenti. Autore estremamente versatile, dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo. L'intinerario si snoda tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosciuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

Bibliografia

G. VASARI, Le vite de' più eccellenti pittori, scultori ed architettori, 1550 - 1568, a cura di G. Milanesi, Firenze 1907

G. CAMPANINI, D. SINIGALLIESI (a cura di), Alfonso Lombardi. Lo scultore a Bologna, fotografie di Paolo Righi, Bologna 2007

Le fotografie a corredo delle schede, del fotografo Paolo Righi, sono state gentilmente messe a disposizione dall'Agenzia Meridiana Immagini di Bologna: www.meridianaimmagini.it

Tappe dell'itinerario

01 - Palazzo d'Accursio
  • Tipo palazzo comunale
  • Provincia Bologna
02 - Oratorio dei Battuti di S. Maria della Vita
  • Tipo oratorio
  • Provincia Bologna
03 - Chiesa cattedrale metropolitana di San Pietro
  • Tipo chiesa cattedrale
  • Provincia Bologna
04 - Basilica di S. Petronio
  • Tipo chiesa basilicale
  • Provincia Bologna
05 - Santuario della Madonna della Pioggia
  • Tipo santuario
  • Provincia Bologna
06 - Santuario di Santa Maria del Baraccano
  • Tipo santuario
  • Provincia Bologna
07 - Voltone del Palazzo del Podestà
  • Tipo palazzo
  • Provincia Bologna
08 - Chiesa di S. Domenico
  • Tipo chiesa basilicale
  • Provincia Bologna
09 - Chiesa di S. Michele in Bosco
  • Tipo chiesa parrocchiale
  • Provincia Bologna

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