Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

01 - Palazzo d'Accursio

di Annalisa Sabattini
Palazzo d'Accursio, vista da Piazza Maggiore
Palazzo d'Accursio, la torre di Accursio Palazzo d'Accursio, statua di Gregorio XIII Palazzo d'Accursio, cortile d'ingresso Palazzo d'Accursio, cortile d'ingresso
Tipo
palazzo comunale
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
giugno 2008

Abstract

Il palazzo D'Accursio, sede del Comune di Bologna, deriva da ampliamenti e trasformazioni realizzati in epoche diverse, a partire dalla fine del XIII secolo. Alfonso Lombardi eseguì la statua collocata sul prospetto principale che rappresenta "Ercole e l'Idra", soggetto legato a papa Leone X della famiglia Medici. La scultura, in terracotta patinata a sembrare bronzo, è posta in una nicchia affacciata su Piazza Maggiore e fu la prima opera commissionata allo scultore, giunto a Bologna nel 1518.

Ubicazione/Come arrivare

Piazza Maggiore, 6

Informazioni Turistiche

Palazzo d'Accursio: www.comune.bologna.it/sale-accursio
Collezioni comunali d'Arte: www.comune.bologna.it/iperbole/MuseiCivici
Museo Morandi: www.museomorandi.it
Biblioteca Sala Borsa: www.bibliotecasalaborsa.it

Descrizione

Il Palazzo Comunale di Bologna occupa una vasta area del centro storico cittadino, compresa tra le piazze Maggiore e del Nettuno, le vie IV Novembre, Venezian e Ugo Bassi. E' articolato in diversi corpi di fabbrica, disposti intorno ad alcune corti collegate fra loro da passaggi e vie interne. Su tre lati i prospetti mostrano una struttura fortificata in muratura, compresa tra quattro torri d'angolo: la Torre d'Accursio a sud-est, la cinquecentesca Torre del Canton de' Fiori a nord-est, il "Torrone" trecentesco a nord-ovest, per secoli sede dell'omonimo tribunale e carcere, e la Torre dei Lapi a sud-ovest, da cui si accede al grande cortile detto "degli svizzeri", dove alloggiava la guarnigione e venivano effettuate le manovre militari.

Nel prospetto monumentale che chiude, come una quinta scenografica, il lato occidentale su piazza Maggiore e piazza del Nettuno è evidente la giustapposizione di costruzioni di epoche e concezioni architettoniche diverse. All'estrema sinistra, dietro l'omogeneo paramento murario in cui domina il colore del mattone bolognese, si possono cogliere le differenze stilistiche che connotano il trecentesco Palazzo delle Biade, ripristinato nel suo aspetto tardomedievale dall'ingegnere Raffaele Faccioli, nel 1886, ed oggi scandito dal profilo ogivale delle arcate del portico e dei due ordini di finestre, interrotte soltanto dall'edicola con la statua in cotto della Madonna di Niccolò dall'Arca (1478). Oltre il coronamento merlato spicca l'antica Torre d'Accursio, con l'orologio (1451) un tempo dotato di carosello meccanico, ora custodito nel museo all'interno del palazzo.

Accanto e' il quattrocentesco Palazzo del Senato, realizzato dall'architetto bolognese Fioravante Fioravanti. Vi si accede attraverso l'elegante portale in arenaria a doppio ordine di colonne binate, progettato da Galeazzo Alessi e completato da Domenico Tibaldi nel 1580 con la grande nicchia per la statua in bronzo di Papa Gregorio XIII, scolpita da Alessandro Menganti. L'aspetto attuale della facciata, con l'alto zoccolo a scarpa, si deve ai restauri diretti dall'ingegnere Antonio Zannoni nel 1876. Le grandi finestre, disposte in sequenza ravvicinata e incorniciate da formelle decorative in cotto, creano l'illusione di una lunga loggia aperta sulla pubblica piazza. Le bifore in pietra d'Istria furono aggiunte nel 1935, su progetto precedente di Alfonso Rubbiani. Al piano terreno, la finestra timpanata in stile dorico con balcone sovrastante è un'altra opera di Galeazzo Alessi, ideata per le apparizioni pubbliche del Legato.

Dalla corte d'onore si accede ai piani superiori tramite una doppia rampa cordonata creata dall'architetto Donato Bramante. La rampa, percorribile anche a cavallo, costituiva una sorta di percorso cerimoniale coperto per le più alte cariche cittadine, che salivano alle sale di riunione situate al primo piano e agli appartamenti del Legato apostolico e della sua corte. Al Legato si deve la costruzione, nel Cinquecento, del cosiddetto Palazzo Apostolico, che affaccia su piazza del Nettuno e si articola in una serie di ambienti disposti su tre piani attorno a quello che un tempo era il grande viridarium, il giardino, oggi coperto e sede della Biblioteca "Sala Borsa".

Gli interni dei tre palazzi ospitano importanti cicli decorativi con affreschi realizzati, tra il XVI e il XVII secolo, dai più celebri pittori e quadraturisti bolognesi: Prospero Fontana dipinse le storie della Vergine nella Cappella Farnese (1562); Angelo Michele Colonna e Gioacchino Pizzoli le allegorie della città di Bologna, nella volta della Sala del Consiglio (1675/77); Carlo Cignani e Lorenzo Pasinelli la celebrazione della Chiesa bolognese (1660), per la Sala Farnese.

Cronologia

Il palazzo, tuttora sede del Comune di Bologna, deriva da ampliamenti e trasformazioni realizzati in epoche diverse, a partire dalla fine del XIII secolo. Per la sua natura di palazzo pubblico, il complesso di edifici rispecchia le vicende e i mutamenti dei governi che si sono succeduti a Bologna, dalle prime autonomie comunali, alla gestione "mista" del Senato e del Legato apostolico, fino alle tracce del periodo napoleonico, tendenti a cancellare l'impronta del dominio pontificio, con l'abrasione degli stemmi e delle insegne papali, la trasformazione delle cappelle in archivi, e i pesanti interventi sugli apparati decorativi degli appartamenti del Legato. La statua di Gregorio XIII, che domina la facciata, fu salvata dalla distruzione dall'astuzia dei bolognesi, che ne eliminarono gli attributi pontifici, mascherandola sotto le forme del patrono cittadino, il vescovo Petronio, fino al 1895. Il complesso fu restaurato tra XIX e XX secolo, secondo lo stile neomedievale allora in voga.

Il Palazzo delle Biade, che deve il nome all'originario utilizzo come magazzino per le scorte pubbliche di grano e cereali, venne realizzato accorpando tra loro diversi edifici privati acquistati dal Comune alla fine del XIII, fra cui vi erano alcune proprietà della famiglia di Accursio, glossatore dello Studio bolognese. Dal 1336 fu sede degli Anziani Consoli, rappresentanti delle Arti che partecipavano al governo cittadino. Fra XIV e XV secolo, la situazione di instabilità politica cittadina portò alla trasformazione del palazzo pubblico in una sorta di cittadella fortificata, dotata di mura, torri, fossati e strutture difensive, in parte ancora visibili.

Nel 1425 l'architetto Fioravante Fioravanti realizzò l'ampliamento e la ricostruzione del Palazzo del Senato, parzialmente distrutto da un incendio. Con l'arrivo di Papa Giulio II, nel 1506, e del suo architetto di fiducia Donato Bramante, l'intera struttura fu trasformata e furono relizzati gli appartamenti destinati al Legato apostolico. Al loro interno, nella cappella Farnese, l'imperatore Carlo V ricevette nel 1530 la corona lombarda. Tra il 1551 ed il 1555 l'architetto genovese Galeazzo Alessi, elaborò il portale d'ingresso che domina la facciata.

Nell'antico viridarium, l'ampio cortile cinquecentesco su cui affacciavano gli appartamenti estivi ed invernali del Legato pontificio, ebbe sede dal 1617 il "giardino dei semplici", raccolta di piante medicinali curata dal naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi. Al centro era collocata la cisterna del Terribilia, collegata tramite condotti sotterranei alla fontana del Nettuno e alla Fontana Vecchia, sul fronte di via Ugo Bassi, realizzata in forme classiche da Tommaso Laureti (1565). Il "giardino dei semplici" fu completamente cancellato dalla costruzione, tra 1883 e 1926, del moderno padiglione in ghisa e vetro della Sala Borsa, recentemente restaurata, che ospita oggi l'omonima biblioteca multimediale. Nelle sale del palazzo sono allestiti anche il museo dedicato al pittore Giorgio Morandi, e le Collezioni comunali d'arte.

Bibliografia

C. BOTTINO (a cura di), Il Palazzo Comunale di Bologna. Storia, architettura e restauri, Bologna 1999

Mappa

Itinerari collegati

Le opere di Alfonso Lombardi a Bologna
Transito della Vergine, particolare
  • Tipo artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna
Alfonso Lombardi, scultore, nato a Ferrara intorno al 1497, si formò alla corte estense e, giunto a Bologna, lavorò per i maggiori committenti. Autore estremamente versatile, dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo. L'intinerario si snoda tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosciuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

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