Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

07 - Voltone del Palazzo del Podestà

di Annalisa Sabattini
Palazzo del Podestà
Palazzo del Podestà Palazzo del Podestà Palazzo del Podestà, portico a volta
Tipo
palazzo
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
giugno 2008

Abstract

Il Palazzo del Podestà fa parte di un grande complesso architettonico risalente al XIII secolo, costituito dal Palazzo Re Enzo, dal Palazzo del Capitano del Popolo e dalla cappella di S. Maria dei Carcerati, collegati dalla Torre dell'Arengo. La facciata su piazza Maggiore, in stile rinascimentale, fu ricostruita nel 1453. Le quattro sculture che raffigurano i santi protettori di Bologna, collocate sopra i pilastri del Voltone del Podestà, furono realizzate da Alfonso Lombardi nel 1525.

Ubicazione/Come arrivare

Piazza Maggiore

Informazioni Turistiche

il voltone è liberamente accessibile

Descrizione

Il Palazzo del Podestà si affaccia sul lato nord di piazza Maggiore, di fronte alla chiesa di San Petronio e fa parte di un grande complesso architettonico attraversato da due strade che si incrociano in corrispondenza della la Torre detta dell'Arengo e costituito dal Palazzo Re Enzo, dal Palazzo del Capitano del Popolo e dalla cappella di S. Maria dei Carcerati.

La Torre dell'Arengo, a pianta quadrata e impostata su una volta a crociera retta da quattro grossi pilastri angolari, costituisce l'elemento unificatore fra i tre palazzi, nati in periodi diversi e con criteri costruttivi non omogenei. Sui quattro pilastri, nel 1525 furono poste le statue in terracotta dei santi protettori della città, S. Petronio, S. Procolo, S. Domenico e S. Francesco, plasmate da Alfonso Lombardi. Sotto la volta, chiamata dai bolognesi "Voltone del Podestà", un singolare effetto acustico consente di parlarsi sommessamente dagli angoli diametralmente opposti. Il coronamento merlato, la cella campanaria della torre e gli arconi di rinforzo del voltone furono aggiunti nel XIV secolo.

In origine, il Palazzo del Podestà aveva un'ampiezza maggiore di quella attuale, per la presenza di due scale laterali che conducevano al primo piano, a una grande loggia affacciata sulla piazza destinata alle pubbliche assemblee. Sotto quelle scale, i notai stipulavano atti e contratti. Nel 1453, su incarico dei Bentivoglio, l'architetto bolognese Aristotele Fioravanti attuò il rifacimento della facciata romanica in stile rinascimentale, creando un doppio ordine di semicolonne e lesene, e nuovi dettagli decorativi in centinaia di formelle con motivo floreale, tutte diverse tra di loro. La grande sala al primo piano, utilizzata tra XVII e XVIII secolo per spettacoli e rappresentazioni teatrali, fu completamente riaffrescata dal pittore e illustratore liberty Adolfo De Carolis nei primi anni del XX secolo, con scene celebrative della storia di Bologna.

Cronologia

Il Palazzo del Podestà, magistratura di governo introdotta nel Comune di Bologna alla metà del XII secolo, venne realizzato nel 1200 nel cuore della città, dopo l'apertura della grande Piazza Maggiore. Adiacente ad esso, nel 1244 fu costruito il Palazzo Nuovo, poi detto di Re Enzo, poiché dal 1249 al 1272 vi fu tenuto prigioniero il figlio dell'imperatore Federico II, catturato dai bolognesi dopo la battaglia di Fossalta. In seguito, inserito fra i due precedenti, fu aggiunto un terzo palazzo per il Capitano del Popolo, rappresentante popolare istituito nel 1245. Nel 1259 i tre palazzi furono collegati fra loro dalla Torre dell'Arengo, costruita per convocare l'assemblea (arengo) dei cittadini al suono della campana collocata alla sua sommità. Il voltone fu anche un vivace centro commerciale e artigianale, animato dalla presenza di numerose botteghe, e luogo in cui erano posti alla berlina i bestemmiatori, incatenati ai pilastri angolari. Era detto anche "della Madonna del Popolo" per la presenza di un'immagine sacra oggetto di particolare devozione da parte dei bolognesi, trasferita nel XVIII secolo nella chiesa di San Michele al Mercato di Mezzo.

Bibliografia

P. FOSCHI, Le prime sedi comunali: la domus Comunis Bononie e i Palazzi del Podestà, di Re Enzo e del Capitano del Popolo, in: C. BOTTINO (a cura di), Il Palazzo Comunale di Bologna. Storia, architettura e restauri, Bologna 1999; pp. 35-38

Mappa

Itinerari collegati

Le opere di Alfonso Lombardi a Bologna
Transito della Vergine, particolare
  • Tipo artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna
Alfonso Lombardi, scultore, nato a Ferrara intorno al 1497, si formò alla corte estense e, giunto a Bologna, lavorò per i maggiori committenti. Autore estremamente versatile, dimostrò uguale perizia sia nel plasmare la terracotta, facendo propria la tradizione emiliana, sia nello scolpire il marmo. L'intinerario si snoda tra chiese e palazzi, alla scoperta delle opere di un artista ancora poco conosciuto, ma che fu tra i più interessanti interpreti locali del primo Cinquecento.

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