Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

27 - Ferrara - Palazzo delle poste e telegrafi

di Chiara Magalini
Ferrara, Palazzo delle Poste
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Tipo
palazzo
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Ferrara
Comune
Ferrara
Data compilazione
2007

Abstract

Costruito fra il 1928 e il 1929 su progetto di Angiolo Mazzoni, ingegnere e architetto ufficiale del Ministero delle Comunicazioni, il Palazzo delle poste e telegrafi affaccia su viale Cavour. Nell'edificio coesistono l'eclettismo del prospetto principale, carico di elementi classici e riferimenti al rinascimento estense, e la modernità della facciata sulla corte retrostante. Le decorazioni si devono a Napoleone Martinuzzi e a Giannino Lambertini.           

Ubicazione/Come arrivare

viale Cavour 27

Informazioni Turistiche

libero accesso agli ambienti per servizi al pubblico negli orari di apertura degli sportelli

Descrizione

Il palazzo delle poste fu costruito su progetto di Angiolo Mazzoni, ingegnere e architetto ufficiale del Ministero delle Comunicazioni, su un vasto lotto affacciato su viale Cavour, a poca distanza dal castello estense. Nell'edificio coesistono tendenze opposte: l'eclettismo del prospetto principale, carico di elementi classici e riferimenti al rinascimento estense, e la modernità protorazionalista della facciata sulla corte retrostante. Le caratteristiche del prospetto principale furono in parte imposte a Mazzoni dall'intervento delle autorità locali, del podestà Renzo Ravenna in particolare, che esigeva più stringenti riferimenti all'identità storica e alla tradizione architettonica ferrarese, esercitando il suo controllo attraverso il direttore dei lavori, ingegner Ermanno Tedeschi. Il progetto fu redatto nel 1926 ed elaborato nuovamente con modifiche l'anno successivo, mentre la costruzione avvenne tra il 1928 e il 1929. Il palazzo fu inaugurato il 1 giugno del 1930.

L'edificio ha una pianta a V, determinata dalla convergenza di due ali asimmetriche sullo snodo centrale costituito dalla soluzione d'angolo su cui si apre l'ingresso principale, e dal grande salone absidato per il pubblico, in asse con l'entrata centrale. Le facciate sono rivestite in laterizio, che si riallaccia alla tradizione del cotto ferrarese, con elementi in marmo verde e bianco. Il motivo della bugna, ripreso da palazzo Diamanti, compare con frequenza quasi ossessiva, nei piedritti delle finestre, nell'arredo, nei lampioni e sulle buchette postali, ripetuto fin nei particolari più piccoli come le maniglie o i corrimano. I riferimenti al cinquecento ferrarese, imposti dal contesto, si mescolano con elementi archeologizzanti e più propriamente romani, come le maschere che ornano i prospetti o l'impianto basilicale del salone per il pubblico, con pavimento a mosaico. Mazzoni si servì dei migliori artigiani per la realizzazione dei particolari decorativi e si avvalse della collaborazione dello scultore veneziano Napoleone Martinuzzi, come principale ornatista. L'artista scolpì a bassorilievo sul soffitto e sulle sopraporte del salone le storie del mito di Fetonte, e realizzò il San Giorgio in bronzo all'esterno dell'edificio. A Martinuzzi, che era direttore artistico della Società Vetri Soffiati Muranesi Veninini e C., si deve anche il raffinato disegno dei vetri e delle applique del salone. Le decorazioni pittoriche, sulle pareti della scala interna e nel sacello esterno collocato all'estremità dell'ala occidentale, furono invece eseguite da Giannino Lambertini.

Cronologia

1927-29

Bibliografia

Angiolo Mazzoni. Architetto ingegnere del Ministero delle Comunicazioni, Milano 2003, pp. 205-213

L. SCARDINO, Itinerari di Ferrara Moderna, Firenze 1995, pp. 117-118

A. FORTI, Angiolo Mazzoni (1894-1979). Architetto nell'Italia tra le due guerre, Casalecchio di Reno 1984, pp. 136-137

Mappa

Itinerari collegati

Ventennio: le cittą sulla via Emilia e la Romagna
  • Tipo architettonico - artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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