Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

33 - Forlì - Casa del Balilla

di Chiara Magalini
Forlì, Casa del Balilla
Folrì, Casa del Balilla, retro Forlì, Casa del Balilla, torre
Tipo
edificio
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Forlì
Data compilazione
2007

Abstract

La Casa del Balilla "Arnaldo Mussolini" fu costruita tra il 1933 e il 1935 su progetto di Cesare Valle lungo il viale dedicato a Benito Mussolini. I tre nuclei principali che la compongono, dotati di ingressi indipendenti. ospitavano rispettivamente il teatro, la palestra e la piscina, ultima demolita nel dopoguerra. L'edificio, apprezzato dagli architetti romani, ebbe considerevole fortuna presso la stampa specializzata e fu indicato da Marcello Piacentini come esempio perfetto di sede O.N.B.

Ubicazione/Come arrivare

viale della Libertà 4

Informazioni Turistiche

l'edificio è visitabile solo all'esterno

Descrizione

La Casa del Balilla "Arnaldo Mussolini", in seguito casa della Gioventù Littoria, fu costruita tra il 1933 e il 1935 su progetto di Cesare Valle, grazie al concorso di finanziamenti da parte dell'Opera Nazionale Balilla, della Provincia, del Comune, della Cassa di Risparmio di Forlì e della Federazione Agricoltori. Lo scopo dell'Opera Nazionale Balilla, nata nel 1926, era "l'assistenza ed educazione fisica e morale della gioventù". A tal fine furono affidati all'O.N.B. la gestione di tutta l'edilizia sportiva esistente e l'incarico di costruire capillarmente nuovi luoghi di aggregazione per esercitare un controllo sul tempo libero giovanile, luoghi dove lo svago e l'esercizio fisico sarebbero stati veicolo di indottrinamento ideologico per le nuove generazioni.

Le Case del Balilla erano dunque per vocazione edifici polifunzionali, dotati di palestra, piscina, spogliatoi, infermerie, ma anche di biblioteca, sale per manifestazioni e spettacoli, di alloggi e uffici organizzativi. Al fine di facilitare e uniformare l'approccio a tale complessa tipologia architettonica fu redatto nel 1928, dal direttore dell'O.N.B. Roberto Ricci e dall'architetto Enrico del Debbio, una sorta di vademecum contenente esempi di Case del Balilla, completi di piante e prospetti. Il confronto con questi modelli "novecentisti" rende ancora più evidente l'originalità dell'edificio progettato da Valle, che costituisce un esempio rappresentativo del nuovo corso dato alle realizzazioni dell'O.N.B. dall'apporto di giovani architetti come Luigi Moretti, Mario Paniconi e Giulio Pediconi, Mario Ridolfi, oltre a Valle stesso.

La Casa di Forlì si attesta sul viale dedicato a Benito Mussolini, che era stato aperto per collegare la nuova stazione ferroviaria al centro cittadino, lungo quale si concentravano molti degli edifici più rappresentativi del regime. Le funzioni predominanti dell'edificio, sportiva e culturale, sono nettamente suddivise e dotate di ingressi indipendenti, che danno accesso ai tre nuclei principali: il teatro, la palestra e la piscina, quest'ultima demolita nel dopoguerra.

La palestra e la piscina sono alloggiate in due volumi disposti simmetricamente ai lati di un cortile quadrato, sul quale affacciano gli spogliatoi, che è collegato, attraverso un porticato, ad un grande campo sportivo. La palestra è dotata di una galleria per il pubblico mentre la piscina poteva essere aperta verso il cortile grazie a vetrate scorrevoli. L'atrio d'ingresso, posto sul medesimo asse di simmetria dà accesso anche a una grande sala scherma e all'infermeria. L'ala dedicata alla cultura è invece costituita da un cinema-teatro, contenuto in un massiccio volume aggettante verso il viale, da una sala convegni e da una biblioteca, alloggiate in un corpo semicircolare. L'imponente torre, elemento determinante e caratteristico di molta architettura pubblica del ventennio, in particolare delle case del fascio, era decorata con fasci littori e riporta ancora il testo del giuramento della Gioventù Italiana del Littorio.

Le facciate hanno uno sviluppo prevalentemente orizzontale, che enfatizza l'emergenza costituita dalla torre, pur mantenendo ben visibile l'articolazione per blocchi volumetrici e funzionali distinti, che non vengono ricompattati dietro un unico prospetto. La facciata principale verso il viale è inoltre caratterizzata dal contrasto cromatico tra il travertino chiaro del basamento e l'intonaco rosso scuro.

L'edificio, che fu molto apprezzato dagli architetti romani ed ebbe una considerevole fortuna presso la stampa specializzata, fu indicato da Marcello Piacentini come esempio perfetto e più compiuto di sede O.N.B., mentre Giuseppe Pagano lo definì tra le opere migliori nell'ambito del linguaggio razionalista.

Cronologia

1933-35

Bibliografia

U. TRAMONTI, Le radici del razionalismo in Romagna. Itinerari nel comprensorio Forlivese, Forlì 2005, pp. 28-29

L. PRATI, U. TRAMONTI (a cura di), La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro. Urbanistica e architettura fra le due guerre, Forlì 1999, pp. 174-177

Mappa

Itinerari collegati

Ventennio: le città sulla via Emilia e la Romagna
  • Tipo architettonico - artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

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