Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

39 - Predappio

di Chiara Magalini
Predappio (FC), Palazzo Varano
Predappio (FC), Casa del Fascio e dell'Ospitalità Predappio (FC), Chiesa di S.Antonio Predappio (FC), Mercato Viveri
Tipo
settore urbano
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Forlì-Cesena
Comune
Predappio
Data compilazione
2007

Abstract

Nell'inverno fra il 1923 e il 1924, una frana costrinse lo spostamento dell'abitato di Predappio in una posizione più sicura, fornendo l'occasione per creare una cornice adeguata al paese di origine del duce. Fu scelta la località Dovia, dove era la casa natale di Mussolini, sicura sul piano geologico e ben collocata rispetto al tracciato della strada provinciale Forlì-Premilcuore. Entro il 1937 furono realizzati gli edifici più  rappresentativi del potere e delle istituzioni di regime.

Descrizione

Il piccolo borgo di Dovia già dal 1919 era divenuto meta di frequenti pellegrinaggi per visitare la casa natale di Mussolini e il cimitero dove era sepolta la madre Rosa Maltoni. Una frana avvenuta nell'inverno fra il 1923 e il 1924 rese indispensabile lo spostamento dell'abitato di Predappio in una posizione più sicura, fornendo l'occasione per creare una cornice adeguata alla celebrazione del mito delle origini del duce. Per la ricostruzione dell'abitato si scelse la località di Dovia, sicura sul piano geologico e ben collocata rispetto al tracciato della strada provinciale Forlì-Premilcuore.

Il primo piano di ricostruzione per Predappio nuova fu redatto nel 1925 dall'ufficio tecnico del Genio Civile di Forlì, secondo una logica urbanistica ancora ottocentesca, con edifici in stile eclettico disposti lungo la strada di fondo valle. L'anno successivo l'incarico fu invece affidato all'architetto romano Florestano Di Fausto che esercitò un ruolo di supervisione generale. L'architetto, che sottoponeva ogni decisione alla diretta approvazione di Mussolini, caratterizzò l'immagine del nuovo centro come borgata eminentemente rurale, con i principali edifici pubblici allineati lungo la strada provinciale, tra i due fulcri costituiti dall'emiciclo del Mercato Viveri e dalla piazza su cui si affaccia palazzo Varano, nuovo centro politico e religioso del paese. Col piano regolatore di Florestano Di Fausto furono stabilite le principali opere pubbliche da realizzarsi e le indicazioni riguardo lo stile architettonico degli edifici, che avrebbe dovuto essere monumentale, con elementi eclettici, ma coerente con l'identità rurale imposta al nuovo centro. Anche dopo l'abbandono del mandato per l'assegnazione di altri incarichi, le linee di sviluppo dell'abitato rimasero fino al 1940, con varianti non sostanziali, quelle impostate dall'architetto.

Agli anni Venti e all'intervento di Florestano di Fausto risalgono le case economiche per gli sfollati della frana, la ristrutturazione di palazzo Varano, l'edificio postelegrafonico, il Mercato Viveri, la scuola elementare e l'asilo Santa Rosa, la casa dei sanitari, l'ampliamento del cimitero di San Cassiano con l'omonima pieve e la tomba della famiglia Mussolini.

Entro il 1937 furono realizzati tutti i restanti edifici rappresentativi del potere e delle istituzioni di regime, che diedero forma compiuta allo sfondo monumentale per la celebrazione del culto della personalità di Mussolini.

La chiesa parrocchiale di S. Antonio, nella piazza principale, fu progettata da Cesare Bazzani, che intervenne anche sull'area centrale del cimitero di San Cassiano. Arnaldo Fuzzi realizzò invece la grande Casa del Fascio e dell'Ospitalità, con stilemi piacentiniani, che doveva risolvere, insieme all'albergo diurno, il problema dell'accoglienza delle masse di visitatori. Allo stesso stile sono riconducibili la ristrutturazione della caserma dei carabinieri e il succitato albergo "Appennino" dell'I.N.A. La casa della G.I.L., progettata da Cesare Valle, è invece di modeste dimensioni e si distingue per le qualità compositive e la pulizia formale priva di retorica, che la differenziano dal generalizzato monumentalismo del contesto.

Cronologia

1926-1940

Bibliografia

U. TRAMONTI, Le radici del razionalismo in Romagna. Itinerari nel comprensorio Forlivese, Forlì 2005, pp. 90-127

L. PRATI, U. TRAMONTI (a cura di), La città progettata: Forlì, Predappio, Castrocaro. Urbanistica e architettura fra le due guerre, Forlì 1999, pp. 73-81, 239-299

Mappa

Itinerari collegati

Ventennio: le cittą sulla via Emilia e la Romagna
  • Tipo architettonico - artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Province varie

Segretariato regionale del Ministero per i beni e le attività culturali per l'Emilia-Romagna
C.F. 91220990377 - codice iPA per fatturazione elettronica: BQ9N1I
Strada Maggiore, 80 - 40125 - Bologna - Italia
Tel. 39 051 4298211 - Fax. 39 051 4298277

Lun-Ven: 9.00-17.00

e-mail: sr-ero@beniculturali.it - mbac-sr-ero@mailcert.beniculturali.it

  
fb
icon youtube icona twitter