Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

La Madonna di San Luca a Bologna: dal santuario alla città

di Annalisa Sabattini
Tipo
storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

L’itinerario segue il percorso dell’annuale discesa della sacra immagine della Madonna di San Luca, dall'omonimo Santuario sul Colle della Guardia, risalente al XII secolo. La prima processione si tenne nel 1433, per invocare la fine delle piogge che da mesi cadevano sulla città. Al termine del settecentesco Portico di San Luca, la Madonna entra in città dall’Arco del Meloncello, in via Saragozza, per giungere alla Cattedrale di San Pietro, che la accoglie durante la festa dell'Ascensione.

Descrizione

L'itinerario proposto si svolge lungo il percorso delle processioni devozionali che accompagnavano, e tuttora accompagnano, la discesa alla città di Bologna della sacra immagine della Madonna di San Luca dall'omonimo Santuario, esistente fin dall'XI secolo. La prima di queste risale al luglio dell'anno 1433, durante l'episcopato del Beato Nicolò Albergati, quando, su suggerimento di Graziolo Accarisi, membro del Consiglio cittadino degli Anziani, la Madonna di San Luca fu portata in processione in città per invocare la cessazione delle piogge, che da tre mesi cadevano ininterrotte minacciando i raccolti, con la conseguenza di una grave carestia. Nel 1459 lo stesso Accarisi fu autore di una cronaca in cui si narrava il leggendario arrivo da Costantinopoli dell'icona, ritenuta opera dell'Evangelista Luca, e trasportata a Bologna da un pellegrino greco al tempo delle crociate. Con l'intensificarsi del culto, le processioni divennero un appuntamento annuale e, dal 1476, per volere di Giovanni II Bentivoglio, furono spostate dalla prima domenica di luglio al mese di maggio, durante le Rogazioni Minori, celebrazioni religiose e popolari per ottenere la protezione sui raccolti e dalle calamità naturali.

Fino al XVII secolo, il percorso aveva inizio al Santuario sul Colle della Guardia, dove un gruppo di membri della Confraternita di Santa Maria della Morte si recava a prelevare l'immagine, scendendo quindi in città lungo la via di Casaglia e raggiungendo lo sbocco della valle del rio Meloncello. Da qui, il corteo proseguiva per via Saragozza, anche se in origine l'entrata in città da questa Porta non era scontata, ma la decisione spettava agli organizzatori. L'ingresso a Bologna avveniva in maniera solenne e spettacolare: drappelli militari abbassavano le armi in segno di omaggio al passaggio del corteo, ripetuti colpi di cannone ed i rintocchi delle campane di tutte le chiese cittadine ne annunciavano l'arrivo.

La discesa aveva luogo la domenica mattina, fino al 1718, quando il cardinale Giacomo Boncompagni stabilì di anticiparla al sabato. Tra XVII e XVIII secolo venne realizzato, con contributi pubblici e privati, il lungo portico che collega il Santuario alla città. Fu una delle grandi opere compiute con la partecipazione dell'intera collettività e, con i suoi seicentosessantasei archi, che si snodano per quasi quattro chilometri, risulta essere il portico più lungo di Bologna.

L'Arco del Meloncello, situato circa a metà del tragitto, fu progettato e realizzato fra il 1714 ed il 1732 dall'architetto Carlo Francesco Dotti, e costituisce un'interessante soluzione architettonica adottata per superare il dislivello fra il tratto urbano del portico e quello in salita. Nel 1831 venne realizzato l'Arco ottocentesco di raccordo con il portico coevo, che conduce al cimitero comunale della Certosa.

Al termine del portico di San Luca, si trova un ulteriore arco, fatto costruire nel 1674 dal cardinale legato Bonaccorsi, da cui prese il nome. Di fronte all'Arco Bonaccorsi è situata Porta Saragozza, ricostruita in stile neomedievale a metà del XIX secolo e dedicata alla Madonna di San Luca, ingresso trionfale altamente scenografico che sottolineava arrivi e partenze dei cortei processionali.

La ricostruzione della Porta e l'abbattimento, all'inizio del XX secolo, della cinta muraria, hanno causato la scomparsa della Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione, che costituiva il punto di ritrovo delle confraternite dei Sabatini e dei Domenichini, gruppi di devoti che, a partire dal XVIII secolo, compivano processioni al Santuario del Monte della Guardia, rispettivamente di sabato e di domenica, per rendere omaggio alla Madonna di San Luca.

Al suo arrivo in città l'immagine della Vergine veniva depositata nella ex Chiesa di San Mattia, in strada Sant'Isaia, annessa all'omonimo convento, sede delle suore domenicane custodi del Santuario di San Luca, che avevano il compito di ornare l'icona con fiori e gioielli prima di esporla ai fedeli.

L'immagine veniva quindi trasferita alla scomparsa Chiesa di Santa Maria della Morte. Qui aveva sede la Confraternita incaricata di organizzarne le processioni dei giorni seguenti, che toccavano di volta in volta diversi quartieri e chiese cittadine per concludersi immancabilmente, la sera del mercoledì precedente la festa dell'Ascensione, sul sagrato di San Petronio con la solenne benedizione alla città. Questo appuntamento permane ancora oggi, mentre, a partire dal 1798, dopo le soppressioni imposte dalle leggi napoleoniche della Confraternita della Morte e del Monastero di San Mattia, il percorso cittadino della Madonna di San Luca si conclude alla Cattedrale Metropolitana di San Pietro, dove l'immagine rimane per l'intera settimana dell'Ascensione, fino al momento del suo ritorno al Santuario.

Prima del rifacimento di Porta Saragozza, nel 1859, la Madonna di San Luca prendeva commiato dalla città con una sosta presso il Santuario della Madonna dei Poveri, in Via Nosadella.

Bibliografia

A. M. MATTEUCCI, Carlo Francesco Dotti e l'architettura bolognese del ‘700, Bologna 1969

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

M. FANTI, La leggenda della Madonna di San Luca di Bologna. Origine, fortuna, sviluppo e valore storico in M. FANTI, G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 69-99

O. TASSINARI CLO', I "viaggi" della Madonna di San Luca e altre manifestazioni di culto pubblico e collettivo, in M. FANTI G. ROVERSI, La Madonna di S. Luca in Bologna, Bologna 1993; pp. 101-109

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (BO) 1995; pp. 30-49

I disegni e le immagini presenti in alcune schede sono pubblicati su concessione della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna e della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Bologna, Ferrara, Forlì/Cesena, Ravenna e Rimini.

Tappe dell'itinerario

01 - Santuario della Beata Vergine di San Luca
  • Tipo santuario
  • Provincia Bologna
02 - Portico di San Luca
  • Tipo portico
  • Provincia Bologna
03 - Porta Saragozza
  • Tipo porta
  • Provincia Bologna
04 - Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione
  • Tipo chiesa
  • Provincia Bologna
05 - Chiesa di San Mattia
  • Tipo chiesa
  • Provincia Bologna
06 - Ex complesso di Santa Maria della Morte ora Palazzo Galvani
  • Tipo palazzo
  • Provincia Bologna
07 - Basilica di San Petronio
  • Tipo chiesa basilicale
  • Provincia Bologna
08 - Chiesa cattedrale metropolitana di San Pietro
  • Tipo cattedrale
  • Provincia Bologna
09 - Santuario della Madonna dei Poveri o di Santa Maria Regina dei Cieli
  • Tipo santuario
  • Provincia Bologna

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