Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

04 - Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione

di Annalisa Sabattini
Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione
Gian Giacomo Dotti, Mappa della Chiesa della Congregazione de Sabbatini in Bologna Antonio Basoli, Veduta della Porta di Saragozza nell’interno di Bologna
Tipo
chiesa
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

Sorta nel 1705 come piccola cappella costruita a spese dei devoti della Madonna di San Luca, nel 1741 divenne sede della Congregazione dei "Sabatini", e fu ampliata dall'architetto G. G. Dotti tra il 1757 e il 1788. Nel 1798 la Congregazione fu sciolta, ma la chiesa rimase aperta al culto grazie al conte Antonio Aldini, ministro di Napoleone. Fu abbattuta nel 1859 e il dipinto della Madonna che vi era custodito, attribuito a F. del Cossa, fu trasferito nella I Cappella del portico di San Luca.

Informazioni Turistiche

(demolita)

Descrizione

Durante tutta la prima metà del XVIII secolo, la chiesa di S. Maria dell'Ispirazione, l'ultima in ordine di tempo ad essere realizzata lungo le mura cittadine, non fu che una semplice cappella, probabilmente ampia quanto un'arcata di contrafforte delle mura, ovvero 3,8 m. Nel rilievo di Conti, infatti, il primo disegno noto della chiesa, è raffigurato un edificio piuttosto semplice, addossato alle mura nei pressi di Porta Saragozza.

Con l'arrivo della congregazione dei Sabatini la chiesa acquisì una nuova importanza, e ne vennero realizzati numerosi ampliamenti, progettati dall'architetto Gian Giacomo Dotti tra il 1786 ed il 1788. Dotti era già impegnato nella conclusione dei lavori intrapresi dal padre, l'architetto Carlo Francesco Dotti, per il santuario ed il portico della Madonna di San Luca, fortemente sostenuti da quella stessa famiglia Albergati a cui si deve la costruzione della chiesa dell'Ispirazione. Non è dunque casuale il suo coinvolgimento nel progetto.

La chiesa dell'Ispirazione si distingue dalle altre per una peculiare forma di ricerca progettuale, in cui l'elemento di base della cappella quadrata, impostata sul modulo metrico e strutturale dei contrafforti delle mura, venne sapientemente utilizzato e composto in un elegante disegno di chiesa a pianta centrale. Le tre cappelle affiancate, corrispondenti ad altrettante arcate delle mura, secondo il modello tradizionale, furono in questo caso originalmente raccordate ad un avancorpo a pianta centrale, dominato da una piccola cupola. Tale soluzione studiata da Dotti sembra voler stemperare l'eccessiva lunghezza, caratteristica di tali chiese, in un edificio più armonioso.

Dai disegni di Basoli è possibile conoscere anche l'aspetto esterno della chiesa che, rispecchiando la pianta, presentava tre fronti timpanati, inquadrati da coppie di lesene corinzie poste su alti basamenti, che mediavano visivamente il passaggio da un tiburio ottagonale ad una piccola lanterna circolare, in un accentuato sviluppo verticale. La chiesa era raccordata alla strada da una breve scalinata obliqua, che permetteva di colmare il dislivello del terrapieno a ridosso delle mura, citando la soluzione già adottata da Domenico Tibaldi per S. Maria delle Febbri.

Cronologia

La Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione era inizialmente una piccola cappella, costruita nel 1705 a spese dei devoti della Madonna di San Luca, fra i quali spiccava il marchese Antonio Albergati.

Nel XVIII secolo, con la costruzione del portico che rese più agevole il percorso, ed il crescere progressivo della devozione verso la Madonna di San Luca, si intensificarono i pellegrinaggi al Santuario, lungo l'intero corso dell'anno. Nacquero così, spontaneamente, alcune confraternite di devoti che organizzavano processioni settimanali: i "Sabatini" e i "Domenichini". A partire dal 1715 si ha notizia di gruppi di fedeli di ogni condizione che, tutti i sabati all'alba, si radunavano presso la piccola Chiesa di Santa Maria dell'Ispirazione, addossata alle mura nei pressi di Porta Saragozza, per recarsi sul Monte della Guardia. Da questa usanza derivarono appunto il nome di "Sabatini".

Nel 1736 il divieto di uscire dalla città durante la notte fece spostare al mattino l'ormai consueto pellegrinaggio. Nel 1742 si formò una nuova confraternita, che preferiva recarsi a rendere omaggio alla Madonna di San Luca la domenica mattina, e che per tale motivo verrà detta dei "Domenichini" o "del Pellegrino greco", in ricordo della leggendaria figura che, secondo il racconto di Graziolo Accarisi del 1459, avrebbe portato l'icona a Bologna da Costantinopoli. Sulla caratteristica divisa della compagnia, infatti, accanto allo stemma della Madonna compare la conchiglia del pellegrino, ed è previsto come accessorio il tradizionale bordone da viaggio.

Nel 1741 la cappella presso Porta Saragozza divenne la sede della congregazione dei "Sabatini", e fu ingrandita ed ampliata con interventi successivi, nel 1757, nel 1766 e nel 1788. Nel 1798 la Congregazione fu sciolta dalle leggi napoleoniche, ma la chiesa, venduta a privati, rimase aperta al culto grazie all'intercessione del conte Antonio Aldini, ministro di Napoleone. Fu infine abbattuta nel 1859 quando, in occasione della ricostruzione di Porta Saragozza, tutta la zona fu ristrutturata. L'immagine della Madonna che vi era custodita, attribuita da Cavazzoni a Francesco del Cossa, venne trasferita nella I Cappella dei Misteri del Rosario, lungo il portico di San Luca.

Bibliografia

A. VIANELLI, Mura e porte di Bologna, Bologna 1963

M. FANTI, S. Maria dell'Ispirazione detta dei "Sabatini", in G. Roversi, Le mura perdute, Casalecchio di Reno 1985; pg. 111

F. e G. LANZI, Solidarietà e confraternite sul cammino del Monte della Guardia, in B. BORGHI (a cura di), Un Passamano per San Luca, Pellegrinaggi protetti solidarietà civiche e realizzazioni architettoniche sulle vie della fede, Bologna 2004; pp. 83-110

A. RANALDI, Frammenti delle mura di Bologna. Chiese e oratori, in A. VARNI (a cura di), I confini perduti. Le cinte murarie cittadine europee tra storia e conservazione, Bologna 2005; pp. 206-225

Mappa

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  • Provincia Bologna

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