Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

05 - Chiesa di San Mattia

di Annalisa Sabattini
Bologna, Chiesa di San Mattia
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Tipo
chiesa
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

Costruita nel XIII secolo come sede cittadina delle monache di San Luca, ospitò la sacra icona della Vergine ad ogni discesa in città, dal 1476 al 1798. Fu ricostruita nel XVI secolo su progetto di A. Morandi e P. Fiorini, e rimodernata a metà del Settecento dai pittori P. Scandellari, N. Bertuzzi e T. Taroni. La arricchiscono opere di Tintoretto, G. Reni e Innocenzo da Imola. Con la soppressione degli ordini religiosi, nel 1799, il monastero fu venduto a privati e la chiesa passò al demanio.

Ubicazione/Come arrivare

Via Sant'Isaia, 14

Informazioni Turistiche

aperta in occasione di mostre ed eventi

Descrizione

La facciata, semplice e quasi spoglia nella parte superiore, è arricchita in basso dal portico a tre arcate, sotto cui si apre un semplice portale con lunetta affrescata, affiancato da due porte laterali: quella a sinistra porta ad un locale soprastante, che era in origine la cantoria da cui le monache di clausura dell'omonimo Convento assistevano alle funzioni. L'interno è una vasta aula di 750 metri quadrati circa, costituita da un'unica navata con quattro cappelle per lato e conclusa da un'abside poco profonda, introdotta da un grande arco trionfale. L'illuminazione è garantita da quattro finestre rotonde e due serliane nel corpo centrale, e da un grande oculo in facciata.

Le mani dei pittori Pietro Scandellari e Nicola Bertuzzi sono ben riconoscibili nella decorazione della cappella maggiore, preceduta da un grande arco trionfale decorato da motivi architettonici, con paraste affrescate a rosoni e volute. Nella volta a botte, entro un'elaborata cornice di architetture immaginarie e ghirlande di fiori, è raffigurato il Padre Eterno assiso in gloria sulle nuvole, fra angeli e putti che recano fiori. Nella parete di fondo, ai lati e sopra l'altare maggiore, è un complicato gioco di cornici affrescate decorate a volute e cartocci, di putti e vasi di fiori policromi, che arricchiscono finte architetture.

Nelle pareti laterali, sopra le porte dalle semplici cornici in stucco, sono raffigurati a sinistra San Pio e a destra San Benedetto. Nelle cappelle lo stile di Bertuzzi appare meno raffinato e le figure che compaiono nelle pareti e nelle volte, fra stemmi, finte nicchie con vasi di fiori e motivi vegetali, sono caratterizzate da linee più semplici. Complessa è la decorazione della seconda cappella laterale sinistra, dove sono rappresentati tre episodi della vita di alcuni Santi domenicani, inquadrati in ricche cornici con motivi architettonici a trompe l'oeil. Al pittore Tertulliano Taroni è attribuita la decorazione della terza cappella di destra, caratterizzata da colori più pacati. Nella controfacciata si aprono le gelosie della cantoria, inquadrate da conchiglie, volute e festoni di foglie. Al centro, un'Annunciazione seicentesca è inserita nell'architettura di una bifora tamponata.

Cronologia

Le monache di San Mattia, originarie custodi della chiesa di San Luca, ebbero come prima sede il romitorio sul Monte della Guardia. Nel 1254 fu costruito un convento appena fuori Porta Saragozza, distrutto nel 1357 durante gli scontri tra i bolognesi e i Visconti. Le monache si rifugiarono allora presso la parrocchia di Sant'Isaia, in alcuni edifici di loro proprietà che furono successivamente ampliati, fino a costituire il grande complesso monastico di San Mattia. Qui la sacra icona della Madonna di San Luca sostò ad ogni discesa in città, dal 1476 al 1798. Grazie alle offerte dei fedeli, la chiesa fu ricostruita nel 1588, e nuovamente rimodernata a metà del Settecento, arricchita da opere d'arte realizzate da importanti autori, fra cui dipinti di Tintoretto, Guido Reni e Innocenzo da Imola.

La chiesa, come appare nelle sue forme attuali, fu iniziata nel 1575 su disegno dell'architetto bolognese Antonio Morandi, detto il Terribilia (noto dal 1535 - m. 1568), e modificata da Pietro Fiorini (1539 - 1614/22) fra il 1580 e il 1588. A quest'ultimo si deve anche lo snello campanile in muratura di mattoni a vista, con alte finestre a bifora coronate da un timpano triangolare. La chiesa fu riconsacrata il 25 settembre 1588. Il prestigio di cui godeva a metà del Settecento indusse le monache a rimodernarla. La struttura architettonica non fu modificata, ad eccezione delle finestre trasformate in ampie aperture rettangolari con arco ribassato. Fu invece completamente rinnovato l'apparato decorativo, che assunse quell'aspetto fastoso e spettacolare ancora oggi in parte ammirabile. Per realizzarlo, secondo i modi della pittura scenografica della scuola dei Bibiena, allora in voga a Bologna, collaborarono il quadraturista Pietro Scandellari (m. 1789) ed i pittori Nicola Bertuzzi (1710 - 1777) e Tertulliano Taroni (1711 - dopo 1784).

Con l'arrivo delle truppe napoleoniche a Bologna e la soppressione degli ordini religiosi, nel 1799, il monastero fu venduto a privati e la chiesa divenne proprietà demaniale. Sussidiaria per qualche tempo della vicina parrocchia di Sant'Isaia, fu infine sconsacrata. L'utilizzo improprio e la trasformazione in autorimessa nel corso del Novecento ne compromisero irreparabilmente l'aspetto: gli altari e l'antico pavimento andarono in frantumi, e si persero tutte le decorazioni a meno di due metri da terra. Il recupero della chiesa di San Mattia si deve all'impegno della Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici che, nel 1970, iniziò ad elaborarne un progetto di restauro, per trasformarla in uno spazio da destinare a mostre e manifestazioni culturali.

Nel 1981 furono avviati i lavori di ripristino strutturale, nel 1988 fu la volta dell'apparato decorativo e delle finiture: il pavimento che ricopre le tombe delle monache fu completamente rifatto in cotto, in omaggio alla tradizione bolognese e padana. Il restauro, ultimato nel 1994, ha consentito di restituire a Bologna una delle più significative testimonianze architettoniche del tardo Cinquecento.

Bibliografia

F. BALDI, Scheda su San Mattia, Archivio della Direzione Regionale per i Beni Culturali e il Paesaggio dell'Emilia-Romagna, 2006

P. MONARI, La chiesa di San Mattia. La cultura del recupero, in Il complesso conventuale di San Mattia a Bologna, DVD, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 2006

M.A. ZUFFANELLI, La chiesa di San mattia a Bologna: un caso di recupero integrale, in "I Beni Culturali", XXXX, 1994

E. GARZILLO, San Mattia a Bologna. Da episodio di restauro a luogo di documentazione sull'Architettura, Archivio Direzione Regionale, Biblioteca, cartone ‘San Mattia', 2003

Mappa

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  • Tipo storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

L’itinerario segue il percorso dell’annuale discesa della sacra immagine della Madonna di San Luca, dall'omonimo Santuario sul Colle della Guardia, risalente al XII secolo. La prima processione si tenne nel 1433, per invocare la fine delle piogge che da mesi cadevano sulla città. Al termine del settecentesco Portico di San Luca, la Madonna entra in città dall’Arco del Meloncello, in via Saragozza, per giungere alla Cattedrale di San Pietro, che la accoglie durante la festa dell'Ascensione.

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