Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

07 - Basilica di San Petronio

di Licia Giannelli
Bologna, Basilica di San Petronio
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Tipo
chiesa basilicale
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
2007

Abstract

Basilica cittadina che domina il cuore di Bologna, fu eretta dalle autorità civili in segno di devozione verso il primo vescovo bolognese, Petronio. La costruzione iniziò nel 1390. La facciata, incompiuta, occupa il lato sud di Piazza Maggiore e l'interno gotico conserva importanti opere d'arte. La sera del mercoledì precedente la festa dell'Ascensione, sul sagrato antistante si conclude, fin dal XV secolo, la sosta in città della Madonna di San Luca, con la solenne benedizione alla città.

Ubicazione/Come arrivare

Piazza Maggiore

Informazioni Turistiche

orario di apertura:
feriale solare 7.30/13.00 - 14.30/18.00
feriale legale 7.30/13.30 - 14.30/18.00
festivo 7.30/13.00 - 14.30/18.00
tel. 051.225442

Descrizione

La facciata incompiuta della Basilica di San Petronio, costruita su un sagrato rialzato, occupa il lato sud di Piazza Maggiore, cuore storico della città su cui prospettano i più importanti edifici pubblici. Nella parte superiore restano evidenti ammorsature in laterizio lasciate in vista del completamento mai realizzato, mentre nel livello inferiore, rivestito in pietra d'Istria e marmo rosso di Verona, si aprono tre ricchi portali: quello centrale, detto "porta magna", è opera dello scultore Jacopo della Quercia (1371/74-1438) , iniziata nel 1425 e terminata da altri artisti dopo la sua morte.

I fronti laterali, in mattoni a vista sagramati, sono ritmati da una successione di contrafforti e grandi finestre in marmo traforato con vetrate policrome corrispondenti alle cappelle laterali interne. Sulla destra, in coincidenza dell'XI.a cappella, si eleva il campanile quattrocentesco di Giovanni di Brensa (?-.1511).

L'interno gotico è organizzato secondo un impianto basilicale a tre navate, separate da dieci pilastri poligonali con nervature in cotto, sui quali si impostano alti archi ogivali che sostengono la copertura e dividono la navata maggiore in sei campate quadrate.

Nell'area presbiteriale si trovano l'altare maggiore con il ciborio disegnato nel 1547-48 da Jacopo Barozzi da Vignola (1507-73) e rifatto nel XVII, gli organi dei secoli XV e XVI e il coro intarsiato da Agostino de' Marchi (?-1476) dal 1467.

Nel fondo dell'abside è un affresco che raffigura la Madonna col Bambino e San Petronio, eseguito da Marcantonio Franceschini (1648-1729), su cartone di Carlo Cignani (1628-1719), con quadrature di Giacomo Alboresi (1632-77). A destra dell'altare e sotto l'organo, una nicchia ospita il Compianto di Vincenzo Onofri (?-1524), terracotta policroma dell'inizio del secolo XVI.

Su ognuna delle navate laterali, si aprono undici cappelle quadrate, alcune delle quali chiuse da pregevoli cancellate. In quelle di sinistra sono conservate le più importanti opere artistiche della basilica: affreschi (1420 circa) di Giovanni da Modena (?-1451) nella I.a cappella; la reliquia del santo patrono Petronio nella II.a cappella, o cappella degli Aldrovandi, realizzata da Alfonso Torreggiani; altri affreschi di Giovanni da Modena e un polittico ligneo policromo del XV secolo nella IV.a cappella; il San Rocco realizzato nel 1527 dal Parmigianino (1503-40) nell'VIII.a cappella.

Nella navata di destra, le opere più significative sono la Pietà di Amico Aspertini (1474-1552) e gli affreschi dei pittori quattrocenteschi Francesco Lola, Giovanni da Modena e Pietro Lianori, rispettivamente nella XVIII.a e XIX.a cappella.

Lungo le navate laterali sono collocate dal 1798 le copie medievali delle quattro croci lapidee che, secondo la tradizione, San Petronio aveva posto alle quattro estremità della Bologna antica. Tra la navata sinistra e quella centrale si estende la meridiana costruita nel 1655 dall'astronomo Giovanni Domenico Cassini (1625-1712). Nella controfacciata, l'apparato scultoreo del portale mediano fu realizzato nel 1783 da Francesco (1723-1805) e Petronio Tadolini (1727-1813) e quello della navata sinistra è opera di Alfonso Lombardi (1497-1537) del 1529.

Cronologia

La chiesa di San Petronio fu eretta per volere delle autorità civili di Bologna come atto di devozione verso il vescovo bolognese Petronio, vissuto nella prima metà del V secolo.

Nel 1447, negli atti che regolarono i rapporti tra Bologna e il Pontefice, la città ottenne una larga autonomia. Il governo cittadino, da sempre in contrasto con la Curia locale, tentò allora di monopolizzare e gestire direttamente il culto del patrono della città Petronio, la cui figura leggendaria veniva associata a significati politici e patriottici, e affidò ad Antonio di Vincenzo (1350 ca.-1401/02) il progetto di una nuova chiesa dedicata al santo, che sarebbe dovuta diventare la basilica civica.

L'architetto progettò un edificio a croce latina da erigersi nell'area che il Comune aveva ricavato dalla demolizione di alcuni isolati di vecchie case nel cuore della città e avviò i lavori nel 1390, partendo dalla facciata. Il cantiere si arrestò alla sua morte, in corrispondenza delle prime due campate.

Nel 1425 lo scultore Jacopo della Quercia eseguì per il portale centrale le sculture che rappresentano le quindici Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento e la Vergine col Putto e San Petronio collocata nella lunetta. Il Sant'Ambrogio è invece opera di Domenico da Varignana del 1510.

I lavori strutturali ripresero dal 1437 e in circa dieci anni furono ultimate tutte le cappelle laterali. Nel 1514 l'architetto Arduino degli Arriguzzi (?-1531), incaricato di portare a termine la porzione meridionale della chiesa, ideò un ampliamento fuori scala rispetto all'impianto originario, con il braccio trasversale del transetto uguale a quello longitudinale e una grande cupola fiancheggiata da quattro torri. Lo smisurato progetto si rivelò irrealizzabile e da allora il Comune si impegnò soltanto nel completamento della facciata per la quale furono interpellati molti costruttori e i più grandi architetti del Rinascimento. Tuttavia, nessuna delle proposte presentate da Michelangelo Buonarroti (1475-1564), Baldassarre Peruzzi (1481-1536), Giulio Romano (1499 ca.-1546), Iacopo Barozzi da Vignola, Andrea Palladio (1508-80), Francesco Terribilia (?-1603) e Domenico Tibaldi (1541-83), fu mai realizzata e al fronte fu applicato solo parte del rivestimento marmoreo eseguito su disegno di Domenico da Varignana nel 1538.

Il problema irrisolto della facciata fu nuovamente, e per fortuna inutilmente, affrontato da Carlo Francesco Dotti (1670-1759) nel 1752 e in due successivi concorsi di idee banditi nel 1887 e nel 1934.

Bibliografia

La basilica di San Petronio in Bologna, Bologna 2003

Mappa

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  • Regione Emilia-Romagna
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