Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

03 - Santuario di Santa Maria del Baraccano

di Annalisa Sabattini
Bologna, Santuario di Santa Maria del Baraccano, facciata
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Tipo
santuario
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

Prende nome dal “barbacane”, torrione delle mura inglobato nella struttura dell'edificio. Alla fine del XIV secolo vi fu dipinta una Madonna attribuita a Lippo di Dalmasio, intorno a cui fu costruita una piccola cappella, poi ampliata dalla famiglia Bentivoglio. L'affresco fu ridipinto nel 1472 dal pittore F. del Cossa. Al termine del XV secolo la chiesa, cui era annesso il Conservatorio delle Putte, era una delle più ricche e fiorenti della città. Nel 1682 fu realizzata la cupola da A. Barelli.

Ubicazione/Come arrivare

Piazza del Baraccano, 2

Informazioni Turistiche

orario di apertura:
sabato 11.00/13.00 - 17.30/19.30
festivi 10.00/12.30

Descrizione

La chiesa è a pianta rettangolare, impostata sostanzialmente su di un modulo a maglia quadrata, di circa 3.8 metri per lato, derivante dall'ampiezza del baraccano e delle arcate di sostegno delle mura. Sul retro dell'edificio, è ancora visibile la sporgenza del contrafforte, in corrispondenza della cappella centrale.

La cappella maggiore costituisce il nucleo originario della chiesa, al quale col tempo vennero affiancate due cappelle laterali (Orsi e Boccaferri) e due trasversali (Ghiselli ed Ercolani), oltre ad alcuni edifici di servizio, quali la sagrestia (a sinistra) e la casa del cappellano (a destra).

Le cappelle sono inquadrate da lesene e archi a tutto sesto, su cui si imposta la sequenza di volte a vela che contribuisce ad accentuare lo sviluppo longitudinale della chiesa, ed è interrotta soltanto dall'alto tamburo della cupola centrale, con le sue quattro grandi finestre separate da coppie di sottili lesene, riportate anche all'esterno. Alla cupola se ne affianca una seconda, a base ottagonale, che sormonta la cappella di destra. Ogni cappella è incorniciata da un secondo arco a tutto sesto su lesene, entrambi arricchiti da una decorazione con motivi geometrici e a candeliere, dipinti o a intaglio.

All'interno della chiesa, oltre all'affresco della Madonna della Pace ridipinto nel XV secolo da Francesco del Cossa (1436 - 1478), sono conservati altri dipinti: nella cappella Orsi, una Sacra Famiglia di Lavinia Fontana (1552 - 1614); nella cappella Ercolani la Disputa di Santa Caterina del padre Prospero Fontana (1512 - 1597); nella cappella Ghiselli la Processione di Gregorio Magno a Roma in tempo di peste, quadro realizzato dal bolognese Cesare Aretusi, dopo che un'opera di analogo soggetto, dipinta dal romano  Federico Zuccai, era stata rifiutata poiché giudicata di stile poco confacente al soggetto religioso e dipinta con troppa libertà.

La regolarità del modulo utilizzato in pianta è evidente anche nell'elegante portico a cinque campate della facciata, oggi sormontato da un timpano triangolare che interrompe l'alto attico, arricchito da coronamenti mistilinei di gusto barocco.

Al centro del timpano, entro una nicchia, è collocata una statua in terracotta della Vergine, opera di Alfonso Lombardi (1497-1537). Le altre quattro statue, disposte fra gli archi del portico, raffigurano i quattro patroni di Bologna, San Petronio, San Domenico, San Francesco e San Procolo, e sono attribuite alla mano di Sperandio Savelli (1425 - 1504).

Nell'intento di chi curò il restauro dell'edificio, nel 1914, il timpano venne realizzato per ripristinare l'antico aspetto della chiesa, evidente nelle rappresentazioni del XVI e XVII secolo. Venne così eliminata parte del coronamento di epoca barocca, e furono aggiunte le elaborate cornici in cotto, a ripresa del motivo a dentelli presente al di sopra del semplice architrave tripartito.

Lo stacco tra il corpo allungato dell'edificio e l'impostazione della cupola è mediato visivamente dall'attico e dal frontone timpanato, in una ricercata soluzione compositiva. Con la sua elevazione, accentuata da un alta lanterna, la cupola di Barelli compensa lo sviluppo longitudinale della chiesa, rendendo armoniosa la veduta d'insieme.

Il portico è costituito da volte a vela con archi a tutto sesto, impostati su colonne in muratura, con basi e capitelli in arenaria. Questi ultimi, molto simili ai modelli rinascimentali utilizzati nel coevo portico del Conservatorio, presentano un ricco motivo con volute e foglie d'acanto, e sono conclusi da un abaco con rosetta centrale.

Cronologia

La chiesa di Santa Maria del Baraccano deve il nome al torrione quadrato che, tra porta Santo Stefano e Porta Castiglione, sporgeva dalle mura con funzione di posto di guardia ed entro cui, come in altri punti delle mura trecentesche, era dipinta una immagine della Madonna.

I resti del "barbacane" sono ancora oggi visibili, inglobati nella struttura dell'edificio. Narra una "Historia della miracolosa immagine di Maria Vergine detta del Baraccano", scritta nel 1674, che anticamente il prato all'interno delle mura, davanti al torrione, fosse uno dei luoghi più frequentati dagli abitanti delle vicine contrade, che nelle sere d'estate vi si fermavano a cercare ristoro dai calori del giorno e a dilettarsi con canti e musiche. Si narra inoltre che l'immagine della Madonna vi fu dipinta, verso la fine del XIV secolo, affinché la gente che si riuniva in quel luogo, piuttosto che "ai piaceri di festevoli risa e liete canzoni" si dedicasse alla preghiera.

Nel 1401 fu costruita intorno all'immagine una piccola cappella, legata alla famiglia dei Bentivoglio. Si tramanda che Giovanni I Bentivoglio, che qui si recava a pregare, grazie alla protezione della Vergine, scampò ad un attentato ordito contro di lui dalla fazione avversa. In segno di riconoscenza, egli fece ampliare ed abbellire l'edicola, che nel 1418 fu trasformata in una cappella ottagonale, dotata nel 1472 di un portico a tre arcate.

Al termine del XV secolo la chiesa del Baraccano era una delle più ricche e fiorenti della città. Era anche luogo di avvenimenti miracolosi, come ricordano due iscrizioni attualmente collocate sotto il portico, ai lati dell'ingresso: nel 1512, durante l'assedio di Bologna da parte delle truppe del pontefice Giulio II, un comandante spagnolo fece brillare una mina in questo tratto delle mura, cercando di entrare in città. Lo scoppio fece saltare la cappella, tanto che i due eserciti arrivarono a vedersi, ma il muro si ricompose miracolosamente, e l'immagine della Madonna rimase illesa, accrescendo la devozione da parte dei bolognesi che la elessero a protettrice della città. Immediatamente Annibale Bentivoglio decise di far restaurare la chiesa, ma la sua cacciata da Bologna nel 1502 non gli consentì di dar corso al progetto. Instaurato il governo pontificio, il 15 agosto 1524 fu posta la prima pietra della nuova costruzione, sospesa poi per la peste del 1527, e solo successivamente ultimata. Nel 1550 fu costruito il portico antistante la chiesa, utilizzato spesso dagli artisti per esporvi le opere al giudizio del pubblico. Nel 1682 fu realizzata la cupola, su progetto di Agostino Barelli.

Il 27 luglio 1798, con le leggi napoleoniche, venne soppressa la Compagnia spirituale del Baraccano, mentre la chiesa, dichiarata Santuario cittadino poté rimanere aperta. Restaurata nel 1914, è stata in seguito dichiarata monumento nazionale.

Bibliografia

I. B. SUPINO, L'arte nelle chiese di Bologna, Bologna 1932-1938

M. FANTI, S. Maria del Baraccano, in G. Roversi, Le mura perdute, Casalecchio di Reno 1985; pg. 104

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pp. 58-67

P. FOSCHI, F. GIORDANO, Il Conservatorio del Baraccano: la storia e i restauri, Bologna 2002

Mappa

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  • Regione Emilia-Romagna
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