Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

06 - Santuario della Madonna della Pioggia già di San Bartolomeo di Reno

di Annalisa Sabattini
Bologna, Santuario di Santa Maria della Pioggia
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Tipo
santuario
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

Legata ad un antico e venerato dipinto di Madonna con Bambino rivenuto durante dei lavori e collocato nell’oratorio di S. Bartolomeo di Reno, cui era annesso un ricovero per pellegrini trasformato, dopo la peste del 1527, in orfanotrofio maschile. Tra XV e XVI secolo la chiesa fu ampliata e arricchita, assumendo il titolo di Madonna della Pioggia. Venne ricostruita nel 1729, su progetto attribuito all'architetto A. Torreggiani. Ulteriori rifacimenti negli anni ’30 e dopo la II guerra mondiale.

Ubicazione/Come arrivare

Via Riva Reno, 122

Informazioni Turistiche

apertura giornaliera alle 18.30 per la Santa Messa

Descrizione

La chiesa deve il suo aspetto attuale all'ultimo rifacimento settecentesco, su progetto attribuito all'architetto Alfonso Torreggiani (1682 - 1764), che intervenne sulla struttura cinquecentesca ridisegnando l'assetto decorativo ma lasciandone pressoché inalterate le forme strutturali.

La facciata riprende un modello cinquecentesco assai diffuso a Bologna: la chiesa è preceduta da un portico particolarmente alto, con tre arcate a tutto sesto sorrette da semplici colonne. La parte superiore, scandita da tre finestre, era destinata ad oratorio della Compagnia dei Mercanti. La facciata presentava una decorazione pittorica a finte architetture, realizzata nel 1757 ed oggi purtroppo quasi completamente scomparsa. Al centro, un grande orologio scandiva le ore, collegato ad una piccola campana posta sul tetto.

L'interno, dalle dimensioni alquanto ridotte, è a navata unica coperta da volta a botte, con quattro piccole cappelle laterali. La decorazione delle cappelle e dell'altare maggiore, dove si conserva l'immagine della Madonna della Pioggia a cui la chiesa deve il nome, si deve ai restauri del 1929-31. Nella prima cappella a sinistra è conservata l'opera più importante della chiesa, l'Adorazione dei pastori attribuita ad Agostino Carracci (1557 - 1602), dipinto purtroppo danneggiato da un incendio divampato nella chiesa durante la seconda guerra mondiale. Agostino Carracci sarebbe anche l'autore delle due figure di Profeti dipinte entro riquadri, nell'arco della cappella.

Nella prima cappella a destra è invece un interessante dipinto cinquecentesco con Madonna col Bambino in trono, fra le Sante Caterina e Lucia, attribuito a Lorenzo Sabbatini (1530 - 1576) o ad un suo allievo, Felice Pinariccio. Nel terzo altare di destra si conserva come reliquia la veste da infermiere appartenuta a San Camillo de Lellis, soldato di ventura convertito al cristianesimo e fondatore nel 1575 dell'ordine dei Camilliani, impegnato nella cura dei malati, che a tutt'oggi ha la gestione pastorale del Santuario.

Alla sinistra dell'altare maggiore, entro un vano quadrato, è collocata fin dal XVIII secolo la statua della Madonna della Provvidenza, donata nel 1435 dal Senato bolognese. Di origine duecentesca, anche se con alcune parti rifatte in epoca posteriore, la statua sarebbe stata originariamente collocata presso le mura del Borgo di Galliera.

Cronologia

Il Santuario deve il nome ad un'immagine mariana che vi si venera con lo stesso titolo, ma nacque con la dedicazione a San Bartolomeo Apostolo. Fu detto anche della Madonna del Serraglio, per la sua ubicazione nei pressi del serraglio - così erano definite le porte della seconda cerchia di mura, risalenti al XII secolo - di Porta Galliera, oggi scomparso.

Una narrazione del XIX secolo ricorda il rinvenimento dell'immagine all'origine della costruzione della chiesa: l'incendio di una casa lungo le mura aveva provocato la caduta di legname e calcinacci che non vennero rimossi fino al 1367, quando nella zona si effettuò lo scavo per creare il nuovo Canale di Reno, oggi tombato, e portare acqua alle moline.

Un dipinto di Madonna con Bambino emerse integro dalle macerie durante i lavori. L'immagine fu collocata nel vicino oratorio di San Bartolomeo di Reno, realizzato nel 1204 e di proprietà della Compagnia dei Mercanti. Annessi a questa chiesetta vi erano dei locali, inizialmente utilizzati come ricovero per i pellegrini diretti a Roma, poi, nel 1330, adibiti ad ospedale per i poveri e, nel 1527, destinati all'accoglienza degli orfani. Nel 1449 tali edifici furono ampliati e davanti ad essi fu costruito un porticato di più facile accesso per i fedeli che la Domenica delle Palme invocavano l'indulgenza plenaria concessa da Papa Giulio II. Dopo il 1449 la sacra immagine trovò posto nell'oratorio al primo piano.

La nuova chiesa di San Bartolomeo di Reno fu consacrata l'11 agosto 1558 dal vescovo Giovanni Campeggi. Nel 1729, durante una solenne benedizione all'interno dell'oratorio, in presenza di un gran numero di fedeli, il soffitto della chiesa sottostante crollò. Non ci furono vittime e la cosa fu ritenuta un miracolo dovuto all'intercessione della Vergine.

La chiesa venne ricostruita e, nel 1732, la sacra immagine fu collocata nella nicchia sopra l'altare maggiore. Quell'anno si celebrò la tradizionale processione con particolare solennità, con la partecipazione del cardinale Lambertini, futuro Papa Benedetto XIV, e di trentasei Confraternite cittadine. Da quel momento la chiesa assunse la doppia dedicazione, a San Bartolomeo e alla Madonna della Pioggia.

Il cardinale Opizzoni, devotissimo alla Madonna della Pioggia dove ogni anno si recava a celebrare messa durante gli otto giorni di preghiere che seguivano la processione ad una delle quattro croci cittadine, il 16 febbraio 1839 dichiarò la chiesa Santuario indipendente dalla parrocchia. Nel 1864 l'Orfanotrofio di San Bartolomeo venne assegnato ai Pii Istituti Educativi, che ne sono tuttora proprietari, anche se oggi la cura del Santuario e l'attività assistenziale sono affidate all'Ordine dei Camilliani. Tra il 1929 ed il 1931 la chiesa fu oggetto di ampi rifacimenti, e fu ulteriormente restaurata dopo la seconda guerra mondiale, poiché danneggiata dai bombardamenti.

Bibliografia

C. RICCI G. ZUCCHINI, Guida di Bologna, Bologna 1976

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pp. 96-103

G. SASSU, Il santuario di Santa Maria della Pioggia già chiesa di San Bartolomeo di Reno, Bologna 2001

Mappa

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