Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

08 - Santuario di Santa Maria della Visitazione o del Ponte delle Lame

di Annalisa Sabattini
Bologna, Santuario di Santa Maria della Visitazione, facciata
Antonio Basoli, Canale Reno di prospetto al ponte delle Lame in Bologna Bologna, Santuario di Santa Maria della Visitazione, cappella maggiore Bologna, Santuario di Santa Maria della Visitazione, bassorilievo con la Visitazione di Maria Bologna, Santuario di Santa Maria della Pioggia, "Addolorata" di F. Scandellari
Tipo
santuario
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

La chiesa, dedicata alla visita di Maria ad Elisabetta, era originariamente affacciata sull'acqua del Canale di Reno, tombato tra XIX e XX secolo. Durante la peste del 1527 la popolazione invocava un'immagine della Madonna dipinta in un tabernacolo, sul ponte delle Lame. Per custodirla venne quindi realizzata una chiesa, gestita da una confraternita di devoti. Fu ricostruita nel 1764 e affidata alla Confraternita dei Poveri di San Rocco. Il 16 luglio 1942 fu dichiarata Santuario mariano.

Ubicazione/Come arrivare

Via Lame, 50 incrocio con Via Riva Reno

Informazioni Turistiche

orario di apertura:
feriale 16.30/19.00 (sabato chiusura alle 19.45)
festivo 9.00/12.30
chiusa nei mesi di luglio e agosto

Descrizione

L'aspetto attuale della chiesa si deve al rifacimento della seconda metà del XVIII secolo. L'alta facciata, con tetto a capanna, è completamente in muratura a vista, caratteristica che le deriva dall'essere rimasta incompiuta, priva dei rivestimenti e delle finiture ad intonaco. Alla semplicità dell'esterno fa da contrappunto un interno dalla ricca decorazione barocca.

La chiesa è a navata unica, a pianta rettangolare, con un ordine gigante di colonne corinzie e decorazioni a stucco di Giovanni Battista Canepa (m. 1769). La cappella maggiore è inquadrata da un arco trionfale opera di Giacinto Garofalini (1661 - 1723). L'ancona è arricchita da un bassorilievo ovale con la scena della Visitazione di Maria ad Elisabetta.

Le quattro statue degli Evangelisti collocate lungo le pareti laterali sono opera dello scultore bolognese Filippo Scandellari (1717 - 1801), possibile autore anche dell'Addolorata in stucco policromo e dorato posta sull'altare di sinistra all'inizio del XIX secolo. All'interno sono conservate pregevoli opere d'arte, fra cui una cassa d'organo del XVII secolo su cui compare lo stemma della Confraternita dei Poveri di San Rocco, ed una statua seicentesca del Santo; due tele con Sant'Antonio da Padova, del XVIII secolo, e San Luigi Gonzaga, di fine XVII secolo, ed un Crocifisso ligneo accanto alla porta d'ingresso.

Cronologia

Fino al XX secolo la città di Bologna era percorsa e caratterizzata da una fitta rete di canali, che fornivano la forza motrice per i mulini ed i filatoi dell'industria della seta, e furono importanti vie d'acqua utilizzate per il trasporto di merci e persone. La città aveva un importante porto sul Canale Navile, da cui senza mai toccare terra era possibile, navigando attraverso le valli ferraresi, raggiungere la città di Venezia.

Il Canale di Reno era uno dei più antichi, alimentato dalle acque del fiume omonimo tramite la realizzazione di una chiusa a Casalecchio, documentata fin dal XII secolo. Il canale entrava in città presso la grada, dove sorge un'altra interessante chiesa dedicata al culto mariano, e scorreva lungo l'attuale tracciato di via Riva di Reno, prendendo quindi il nome di Canale delle Moline ed uscendo più a ovest, per riconfluire nel Canale Navile.

Nell'area in cui sorge il Santuario della Visitazione, lungo la riva del Canale di Reno, si sviluppò il settore industriale della città: l'energia idraulica venne utilizzata fin dal XIII secolo per alimentare i mulini da seta. Nel XIX secolo, venute meno sia la funzione di produzione energetica che quella legata ai trasporti, i canali, trascurati e maleodoranti, a cui si imputavano le frequenti epidemie di colera, iniziarono ad essere coperti. Gran parte del Canale di Reno scomparve già tra la fine del XIX e i primi anni del XX, mentre gli ultimi tratti rimasti scoperti vennero tombati nel 1957.

La chiesa, dedicata alla visita di Maria ad Elisabetta, sorse quindi originariamente su di un ponte, affacciata sull'acqua. La sua fondazione si fa risalire all'epidemia di peste del 1527, quando la gente del posto accorse in preghiera davanti ad un'immagine della Madonna dipinta su un tabernacolo, sul ponte delle Lame.

Al termine dell'epidemia, la Compagnia fece ampliare il ponte per costruirvi un piccolo oratorio, dove l'immagine miracolosa venne trasferita. Si costituì presso l'oratorio una nuova Compagnia, dedicata alla Visitazione della Beata Vergine, che nel 1552 confluì in quella dei Santi Filippo e Giacomo.

Nel 1764 la chiesa venne completamente ricostruita, su disegno di Marco Antonio Bianchini (documentato dal 1735 al 1764), ed affidata alla Confraternita dei Poveri di San Rocco. Il 16 luglio 1942 fu dichiarata Santuario mariano dal cardinale Nasalli Rocca.

Santa Maria della Visitazione si salvò dai violenti bombardamenti che durante la seconda guerra mondiale colpirono la zona di via Riva di Reno, su cui affacciava dal 1725 l'Ospedale Maggiore.

Bibliografia

G. CHIERICI, G. TABARRONI, Il Canale di Reno, passato e presente, in "Strenna storica bolognese" 1978; pp. 131-151

Arte e Santuari in Emilia Romagna, Cinisello Balsamo 1987

O. FACCHINI, I. BENTIVOGLI, Andar per santuari: 50 santuari mariani bolognesi, Rastignano (Bo) 1995; pg. 80-85

M. POLI (a cura di), Le acque a Bologna, Bologna 2005

Mappa

Itinerari collegati

"Civitas Virginis" : i santuari mariani a Bologna
  • Tipo storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

La diffusione del culto mariano a Bologna è documentata dalla presenza di numerosi Santuari, un tempo gestiti da Confraternite appositamente costituite che univano alle pratiche devozionali una vocazione assistenziale e caritativa. Ogni chiesa custodisce un'immagine mariana, scolpita o dipinta, anticamente collocata con funzione protettiva in punti nevralgici della città. A queste sacre icone erano spesso legate tradizionali processioni pubbliche, in particolari ricorrenze o festività.

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