Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

12 - Chiesa di Santa Maria della Pietà detta del Piombo poi Casa Carducci

di Annalisa Sabattini
Chiesa di Santa Maria del Piombo poi Casa Carducci
Mura della città conservate dietro la ex chiesa del Piombo Chiesa di Santa Maria del Piombo poi Casa Carducci G. Barbieri, Chiesa di Santa Maria del Piombo Madonna della Pietà detta del Piombo
Tipo
museo
Nazione
Italia
Regione
Emilia-Romagna
Provincia
Bologna
Comune
Bologna
Data compilazione
maggio 2007

Abstract

L'origine della chiesa si fa risalire al ritrovamento, nel 1503, di un bassorilievo in piombo su cui era raffigurata una Pietà. Grazie alle donazioni dei fedeli fu costruita una piccola chiesa, distrutta da un incendio nel 1712. Ricostruita ed arricchita da un oratorio affrescato, pochi anni dopo fu sconsacrata e venduta a privati, che la trasformarono in abitazione. Dal 1890 al 1907 ospitò G. Carducci. Oggi è sede del Museo Carducci con annessa biblioteca, e del Museo civico del Risorgimento.

Ubicazione/Come arrivare

Piazza Carducci, 5

Informazioni Turistiche

nell'edificio hanno attualmente sede la Biblioteca e il museo di Casa Carducci, e il Museo civico del Risorgimento:

www.casacarducci.it

www.comune.bologna.it/museorisorgimento

Descrizione

L''antica chiesa della Madonna del Piombo aveva un'impostazione simile a quella delle altre chiese sorte lungo le mura, con tre cappelle allineate, poste in corrispondenza di altrettante arcate di contrafforte, e altre due avanzate lateralmente. La presenza di cinque cappelle è confermata da Oretti, che ne riporta anche le diverse attribuzioni. Sull'altare maggiore era collocato un bassorilievo in piombo con una pietà attribuita a Sperandio Savelli, opera di cui si sono perse le tracce dopo la vendita ad un antiquario, agli inizi del ‘900. L'immagine fu riprodotta da Cavazzoni, nel 1608.

Analogamente ad altre chiese, anche in quella del Piombo vi era un portico di facciata, che fu sostituito nel 1611 da un secondo, posto in posizione più avanzata per consentire un ampliamento dell'edificio di circa 4,56 metri.

La facciata era originariamente conclusa da un fronte timpanato, ma dopo l'incendio del 1712 la chiesa venne completamente ricostruita e ridecorata, nel 1752. Nel fabbricato attuale sono chiaramente evidenti soltanto la cornice trabeata e le tre arcate a tutto sesto, sorrette da colonne binate, del nuovo portico.

Al primo piano era collocato l'oratorio della compagnia, arricchito da affreschi, stucchi e dipinti di autori che Oretti definisce "moderni", ovvero suoi contemporanei, Antonio Rossi, Ercole Graziani, Gaetano Ferratini, Giuseppe Orsoni, Antonio Gionima e Lorenzo Garbieri. La sopraelevazione di un piano venne concessa nel 1814 ai nuovi proprietari, i fratelli Stoffer, già membri della Congregazione, che trasformarono la chiesa in abitazione privata.

Come si ricava da una concessione dell'Assunteria di Ornato, sul lato destro della chiesa, verso porta S. Stefano, era affiancata l'abitazione del custode, ampliata nel 1779 con la concessione di ben 15,58 metri di suolo pubblico.

Cronologia

L'origine della chiesa si fa risalire ai primi anni del XVI secolo, quando alcuni ragazzi trovarono, fra le macerie di una casa scaricate nel terrapieno dietro le mura, un bassorilievo in piombo su cui era raffigurata una Madonna con in grembo il corpo di Cristo morto. Dalla venerazione della Madonna detta "del Piombo" nel 1503 si formò una Compagnia di devoti che provvide alla costruzione di una piccola cappella, poi ampliata in una chiesa con annesso oratorio, grazie alle donazioni dei fedeli ed alle elemosine che nel 1514 il vescovo di Bologna autorizzò a richiedere. Nel 1598 venne realizzato un portico, tamponato e sostituito da un secondo nel 1611.

La chiesa fu ricostruita nel 1712, dopo essere stata danneggiata da un incendio, e appena un secolo più tardi, in seguito alle soppressioni napoleoniche, venne sconsacrata e venduta a privati, che la trasformarono in abitazione.

Dal 1890 al 1907 vi abitò Giosué Carducci. Alla sua morte, il fabbricato e la biblioteca vennero acquistati dalla Regina Margherita e donati al Comune di Bologna. Oggi l'edificio è sede del Museo Carducci con annessa biblioteca, e del Museo civico del Risorgimento.

Bibliografia

ANTONIO MASINI, Bologna Perlustrata, Bologna 1666, I, p. 345

LUCA ANTONIO SGARGI, La Bologna Perlustrata di Antonio di Paolo Masini ampliata e ricorretta, parte I, tomo II, Bologna 1823, pp. 195-196

GIUSEPPE GUIDICINI, Cose notabili della città di Bologna, vol. III, Bologna 1870, pp. 313

MARIO FANTI, Le chiese sulle mura in GIANCARLO ROVERSI (a cura di), Le mura perdute, Bologna 1985, pp. 103

Mappa

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  • Tipo storico-artistico/architettonico/religioso-devozionale
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Bologna

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