Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia Romagna

03 - Castello di San Pietro in Cerro

di Monica Bettocchi
Castello di San Pietro in Cerro - 2
Castello di San Pietro in Cerro - 1 Castello di San Pietro in Cerro - corte Castello di San Pietro in Cerro - vista dall'alto Castello di San Pietro in Cerro - vista notturna
Tipo
castello
Nazione
Italia
Regione
Emilia Romagna
Provincia
Piacenza
Comune
San Pietro in Cerro
Data compilazione
2007

Abstract

Il castello sorge su un fortilizio del XIII-XIV secolo. Un’epigrafe indica il 1491 come data di compimento dei lavori avviati da Francesco Barattieri e ultimati dal figlio Bartolomeo, ambasciatore della città di Piacenza alla corte di papa Giulio II. Singolare esempio di residenza gentilizia quattrocentesca, il castello è formato da quattro corpi di fabbrica articolati su schema rettangolare con due torrioni angolari. I fronti esterni sono alleggeriti da una serie di finestre su tre livelli.

Ubicazione/Come arrivare

20 Km da Piacenza

Informazioni Turistiche

Visitabile da marzo ad ottobre; il Castello è aperto al pubblico con visite guidate

Descrizione

San Pietro in Cerro fu colonizzato dai romani che vi edificarono un castrum per difendersi dai galli. Il castello, sul confine con le province di Parma e Cremona, poco lontano da Cortemaggiore, sorge su un fortilizio del XIII-XIV secolo, di cui restano le tracce del fossato.

L'epigrafe murata all'interno del cortile indica il 1491 come data di compimento dei lavori avviati dal feudatario Francesco Barattieri e ultimati dal figlio Bartolomeo, studioso di discipline giuridiche e ambasciatore della città di Piacenza alla corte di papa Giulio II. Il 28 ottobre 1678, Ercole e Paolo Emilio Barattieri, ottennero dal duca Ranuccio II il titolo di conte di San Pietro in Cerro in riconoscimento dei servizi prestati allo Stato farnesiano dalla loro nobile famiglia. Ai Barattieri, l'edificio rimase fino al 1990. Non sono documentati eventi bellici inerenti al castello di San Pietro in Cerro e forse proprio per questo motivo, esso rappresenta un singolare esempio della tipologia residenziale gentilizia quattrocentesca.

Il fortilizio, é formato da quattro corpi di fabbrica articolati su schema rettangolare con due torrioni rotondi d'angolo a settentrione. Sul fronte meridionale, emerge il mastio d'ingresso che fuoriesce dalla linea delle cortine ed evidenzia l'inserimento dell'originale ponte e passerella levatoi. I fronti esterni, compatti, terminano con un coronamento a merli dal profilo a coda di rondine e sono alleggeriti da una serie di finestre su tre livelli, di cui quelle al piano superiore archiacute. I prospetti sul cortile, sono invece caratterizzati da doppio ordine di arcate: l'elegante porticato al piano terra e il sovrastante loggiato ad archi a tutto sesto composto da esili colonne e capitelli quattrocenteschi. Alle testate del portico settentrionale sono collocati due dipinti raffiguranti tematiche veneziane, la chiesa della Salute e il ponte di Rialto.

Il castello, dal 1990, è diventato di proprietà della famiglia Spaggiari  che ne ha curato con particolare attenzione il restauro conservativo. Franco Spaggiari ne ha fatto inoltre la sede del MIM (Museum In Motion) con opere di artisti contemporanei italiani e stranieri, realizzando una sapiente lavoro di congiunzione tra l'antico splendore della residenza e il mondo dell'arte di oggi.

Cronologia

XV secolo

Bibliografia

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza - Minerva Edizioni, pp. 88-92

S. MAGGI, C. ARTOCCHINI, I castelli del Piacentino nella storia e nella leggenda, Piacenza 1967.

C. ARTOCCHINI, Castelli piacentini, Piacenza 1983

L.CAFFERINI, Piacenza e la sua Provincia, Castelveltro Piacentino (Pc) 2005, p. 459-461

C. PEROGALLI, Castelli e rocche di Emilia e Romagna, Novara 1994, p. 200

Mappa

Itinerari collegati

Castelli della Val d'Arda
  • Tipo storico-artistico
  • Nazione Italia
  • Regione Emilia-Romagna
  • Provincia Piacenza

La valle, posta nella fascia orientale del territorio piacentino, offre un paesaggio ricco di scorci suggestivi e di tracce storiche, anche di epoca romana. Nell’XI secolo le famiglie dei Malaspina e degli Scotti ricoprirono un ruolo importante nella lotta tra Papato e Impero, mentre nel XVI secolo gli Sforza furono custodi del territorio e costruirono fortilizi. Nella parte bassa dominarono i Pallavicino, i quali nel XV secolo edificarono manieri che delineano i canoni dei castelli piacentini.

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